Deborah Compagnoni
➣ La seconda Coppa generale per Brignone è un obiettivo?
«Fa bene a crederci, è anche un modo di avere uno stimolo, ma non credo che lo viva come qualcosa da dover raggiungere. Per me deve puntare alle vittorie, gara per gara. E poi fare i conti. Intanto arrivano le gare europee su piste e nevi più nostre. Vediamo…».
➣ Questa settimana a St.Moritz la velocità: terreno per Sofia Goggia.
«A me Sofia in questi giganti è piaciutatanto. È migliorata tecnicamente, più composta. Non era facile dopo tanti anni di infortuni e in pratica senza gigante. Vuol dire che c’è, lo dimostrerà. Ma anche Marta (Bassino, ndr). Quella canadese era un pista troppo facile per lei, ma è andata forte. Abbiamo la squadra migliore e già a St.Moritz ci divertiremo».
➣ Gli uomini invece non li abbiamo proprio visti…
«Già, quante cancellazioni. Sfortuna, ma anche andare sul ghiacciaio di Zermatt a novembre… Non entro nelle questioni ambientali, conoscete le mie idee, ma fare una gara veloce a quasi quattro mila metri in quel periodo dell’anno è una forzatura».
➣ A proposito, lei è ambasciatrice di Milano Cortina 2026: cosa dice alla viglia della scelta sulla pista da bob?
«Difficile dare un giudizio adesso, ma sicuramente hanno tirato troppo per le lunghe la questione. L’errore è stato non affrontare con chiarezza la questione costi e fattibilità subito, ai tempi della candidatura e subito dopo aver ottenuto i Giochi. Sono convinta che faranno la scelta migliore, ma è un tamponare. L’obiettivo principale delle Olimpiadi in Italia è che i Giochi devono adattarsi al territorio, non il contrario».
intervista di giorgio pasini, Tuttosport
Federica Brignone
➣ Cosa la rende più orgogliosa, essere ancora così competitiva, conservare forti motivazioni o aver raggiunto quell’equilibrio che desiderava da anni?
«L’equilibrio è la cosa più importante per la mia serenità, ma senza la motivazione sarebbe tosta. Aiuta il clima leggero che le giovani hanno riportato in ritiro, mi diverto a stare in giro con loro, in Argentina l’estate scorsa abbiamo messo su una scuola di ballo. Durante il Covid avevo pensato di ritirami, stava diventando tutto, troppo pesante. Per me, oltre ai risultati, contano le esperienze che condividi con gli altri e devo dire che in questo momento me la godo».
➣ A Gurgl, in Austria, alcuni attivisti hanno interrotto lo slalom maschile come gesto di protesta.
«Li ho odiati. È stata una cosa veramente sbagliata, una gara di sci non ha un grande impatto per l’ambiente. Sono altre le cose pericolose».
intervista di claudio lenzi, la Gazzetta dello sport
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«Io parlo quando c’è bisogno. E adesso vi dico che, a questo giro, la Federazione internazionale poteva organizzare tutto meglio».
➣ Federica, ci spieghi.
«Dopo due settimane trascorse in America abbiamo rischiato di perdere l’aereo. In buona sostanza anziché concentrarti sulla gara, domenica – il giorno della vittoria in gigante – dovevamo pensare a organizzare viaggio e valigia. Lo stesso vale per i nostri tecnici. La federazione internazionale questa volta ha esagerato. Ci vuole più rispetto per atleti e tecnici».
intervista di daniela cotto, la Stampa
Alessandro Cappelletti
➣ Come si trova a Sassari e che cosa significa disputare le Coppe europee?
«Alla Dinamo sto benissimo. Ho la fortuna di giocare per un club di altissimo profilo, che ci mette nelle migliori condizioni per competere al meglio. Rappresentiamo un’isola intera, che è una responsabilità ma che nel contempo ti riempie d’orgoglio. Giocare nelle Coppe ti arricchisce d’esperienze. I confronti continentali ti aiutano a crescere, con un gioco e avversari che conosci poco. Allo stesso tempo, ti fa vivere in modo diverso la settimana. Non era abituato a giocare con assiduità partite infrasettimanali. La mentalità è fondamentale per fare bene. Con l’Aek abbiamo la possibilità di rifarci dopo aver perso in casa in modo incredibile, quando eravamo avanti di venti punti».
➣ Lei è fidanzato con la pallavolista Myriam Sylla, capitana della nazionale italiana. Myriam gioca a Monza, lei sta in Sardegna. Come si vive l’amore a distanza e con un’atleta?
«È il primo anno in cui ci troviamo a vivere realmente lontani. Capita a noi atleti, ma anche ad altre persone che per lavoro si trovano a cambiare città. Noi stiamo vivendo questa esperienza con il giusto atteggiamento. Questa distanza la compensiamo dal punto di vista mentale. Ci diamo forza l’una per l’altro, viviamo tutto cercando sempre l’aspetto positivo. Non potevo desiderare di meglio».
intervista di giovanni teppa, Tuttosport
Walter Zenga
➣ Cosa pensa dell’involuzione di Donnarumma?
«Nell’ultimo periodo ha avuto la sfortuna di imbattersi in due o tre situazioni negative, non mi sembra sia al massimo della forma, ma credo si tratti di un ragazzo capace di catalogare gli errori e metterli da parte».
➣ Non è strano sbagliare così tanto?
«Non so chi sia il preparatore dei portieri del Psg, in estate hanno perso Spinelli, preso dall’Inter. I sistemi possono cambiare. Noi abbiamo tre portieri italiani all’estero. Vicario in Premier e Brignoli in Grecia con il Panathinaikos stanno facendo bene e hanno preparatori stranieri. La mia è solo una supposizione. Da tecnico devo guardare l’aspetto degli allenamenti. Poi bisogna saper gestire i momenti. Vedo finire nella centrifuga i portieri per qualsiasi motivo. Mi sorprendono le critiche ricevute da Meret dopo la partita con l’Inter. Ho letto tanti 5 in pagella, per cosa?».
➣ Forse per il terzo gol.
«Mah… Ho visto un’uscita su Lautaro con la faccia e le mani avanti che pochi portieri sanno fare».
➣ Non mancano le alternative.
«Spalletti, dove pesca, tira su bene. La preoccupazione nasce dal fatto che in B i giovani di prospettiva sono tre o quattro. Dico Gagno, Fulignati, Pizzignacco. Desplanches fa panchina a Palermo. Sui miei profili social pubblico ogni settimana le dieci migliori parate della Serie D. I talenti esistono, basta andarli a cercare. Quel campionato va studiato: Boloca e Messias, che vidi arrivare al Crotone, giocavano in D».
intervista di fabrizio patania, Corriere dello Sport-Stadio