Il cambiamento climatico e l’appello di Neureuther: la Coppa di sci non può iniziare così presto

  I due slalom femminili in Lapponia si sono chiusi con una Vlhova dominante sabato e una Shiffrin giusta, esatta, brava a sfruttare l’errore della slovacca di domenica, quando stava maturando una doppietta. Una Mikaela solida senza essere imperiale, secondo la definizione de L’Équipe. Ha portato a casa la settima renna, il trofeo che si riceve in Finlandia per il successo, con lo sguardo quasi congelato dalla sorpresa dice il giornale francese. Lei è stata come sempre elegante e misurata quando ha detto che «Petra ci ha dato una lezione di slalom questo fine settimana. Nella mia testa, questa vittoria appartiene a lei e al suo team. Tutti sanno che avrebbe dovuto vincere. Sarei stata felice di un podio, mi sento fortunata». 

Secondo Gianmario Bonzi, voce di Eurosport, Mika non deve nemmeno esagerare con i complimenti all’avversaria. Lei è stata brava a tenere dietro una scatenata Popovic, la migliore a interpretare la 2a manche sulla Levi Black [lo ha scritto sulla sua pagina facebook].

È stato l’89esimo successo in carriera, inaspettato ma non immeritato [ancora L’Équipe], un risultato che segna il vero inizio della stagione, dopo alcuni problemi fisici nelle ultime settimane. Shiffrin era partita per la Finlandia senza aver potuto sciare per undici giorni, fermata da una contusione per una caduta in allenamento. È già in testa alla classifica di Coppa, in viaggio verso gli obiettivi del sesto titolo e delle 100 gare. Ci arriverà con la nuova allenatrice Karin Harjo, in precedenza alla guida del resto della squadra americana. A febbraio, durante i Mondiali, la stella americana si è separata dal suo storico coach Mike Day.

  La Gran Becca e il cambiamento climatico

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Gli uomini invece sono stati respinti di nuovo dalla Gran Becca [leggi qui], il ghiacciaio fra Zermatt e Cervinia dove c’era pocoa neve un anno fa e troppa in questo week-end. Ancora L’Équipe ha una bella intervista sul tema con Felix Neureuther, figlio di Christian e di cotanta Rosi Mittermaier. Dice Felix che bisogna pensare al futuro dello sci in un contesto mutato. 

«Zermatt-Cervinia, il sito e queste discese sono un’ottima cosa per lo sci alpino, ma non in questo periodo dell’anno. Dobbiamo pensare a lungo termine e tener conto del cambiamento climatico. Dobbiamo adattare il calendario. È molto importante che l’intero settore comprenda che le gare non dovrebbero più essere programmate tanto presto. Tutti devono pensare in modo diverso. L’industria degli sport invernali non deve più concentrarsi sul turismo vacanziero. A Natale in alcune località c’è poca o nessuna neve, ce n’è un po’ di più a marzo e persino ad aprile. Quindi, per invogliare la gente a sciare più tardi rispetto a prima, dobbiamo organizzare le gare più avanti nella stagione. Io adoro sciare a marzo o aprile, fa meno freddo la mattina e nel pomeriggio puoi fare una passeggiata in maglietta con la famiglia. La federazione internazionale deve pensare a cose del genere».

 

PROSPETTIVE COMINCIARE PIU TARDI  La federazione invece ribadisce che l’apertura della Coppa del mondo in ottobre a Sölden è un evento cruciale per il settore dello sci, perché le immagini delle gare invogliano a prenotare soggiorni e a comprare l’attrezzatura. Neureuther dissente. «Nel turismo austriaco mi dicono che non c’è un impatto immediato così grande dopo queste gare. E che rinviare di diverse settimane non avrebbe conseguenze negative». Non è contrario a sciare sui ghiacciai. Anzi. «Bisogna farlo», dice e nell’articolo si trova pure un bel punto escalamativo. «Il cambiamento climatico richiede che lo sci vada ad altitudini sempre più elevate. Ma non ha senso sciare sui ghiacciai d’estate come fanno gli atleti per allenarsi, iniziano a farlo anche i più giovani. Sono sicuro che la maggior parte degli sciatori la pensi come me. I giovani vengono avviati al professionismo sempre prima. Andare su questi ghiacciai è molto costoso e molti genitori non possono permetterselo. D’estate si può sciare solo in Austria e Svizzera, due nazioni che hanno un forte vantaggio rispetto alle altre squadre. Per Germania e Francia non è giusto. Una gara deve essere vinta dal migliore, non da quello che potuto allenarsi d’estate più degli altri. Bisogna pensare a una soluzione giusta. È essenziale che tutti si riuniscano e mettano sul tavolo i diversi argomenti da discutere. Ma non sta accadendo nulla. Le federazioni devono esercitare pressioni, tutte insieme, affinché la Fis non abbia altra scelta se non quella di evolversi». 

 

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