JERRY Il formaggio di Márquez
Questo Márquez che molla la Honda dopo 11 anni per andare in sposo alla Ducati, non pare un pilota ‘nnammurato. Non a Gianluca Gasparini, che sulla Gazzetta dello sport l’altro giorno ha parlato di “calcolo freddo” dietro alla mossa. Il suo sospetto è che lo spagnolo salga in corsa sulla moto che domina la scena per l’ossessione di raggiungere Valentino.
“Un calcolo – ha scritto Gaspaerini – che riguarda anche il team. Gli uomini di Gresini sono andati contro gran parte dei vertici della Ducati, perché ai piani alti della rossa non tutti vedono di buon occhio l’inserimento di una mina vagante come lo spagnolo in una realtà equilibrata in fatto di piloti. Con l’aggravante che una delle squadre che schierano le moto di Borgo Panigale – la VR46 – appartiene proprio a Rossi. Insomma, un derby nel derby con relative potenziali tensioni. Ma il peggio si verificherebbe, come da qualche parte si inizia già a presumere, se dopo una sola stagione in sella alla Ducati lo spagnolo tornasse in tromba alla Honda, in virtù di un patto segreto con la HRC. Dopo aver usato il team Gresini come un taxi solo per acchiappare il rivale storico. Chi si stupisse, in caso, sarebbe davvero un ingenuo”.
DUE FACCE Pozzecco cittì con una panchina in Francia
Il basket italiano avrà dunque un cittì distratto. Un cittì con la testa all’Italia e la panchina in Francia, oppure con la testa in Francia e una panchina in Italia. Gianmarco Pozzecco è statop chiamato da Tony Parker a fare il coach dell’Asvel Villeurbanne. “L’offerta del presidente del club francese, 4 volte campione Nba con San Antonio – ha spiegato Giuseppe Sciascia sul Corriere della sera – corona l’ambizione del c.t. dell’Italia di allenare in Eurolega”.
Mmm.
“Ma le parti in causa erano tre – diceva ieri il Corriere della sera – l’accordo è arrivato solo dopo il sofferto via libera di Gianni Petrucci, presidente Fip: Pozzecco resterà alla guida della Nazionale con il contratto fino ad agosto 2024 (peserà l’esito del Preolimpico in luglio), convertito da full time a part time. Prima dell’ok, Petrucci ci ha ragionato sopra superando un primo fastidio con l’affetto per Poz, una sua creatura. Ha fatto bene Petrucci a dare il suo ok, seppur con scarso entusiasmo”.
Paolo Bartezzaghi sulla Gazzetta dello sport ha spiegato che già lo scorso febbraio, “Petrucci gli diede il nulla osta per trattare con il Panathinaikos. Non se ne fece nulla. Così come non si concretizzò l’interesse della Virtus Bologna alla fine della scorsa stagione, quando sembrava che Sergio Scariolo potesse lasciare il club. Il destino vuole che proprio la Virtus sia il primo avversario di Pozzecco in Eurolega venerdì alle 20 all’Astroballe, palasport da 5600 posti, in vista del trasferimento per le partite più importanti all’arena da 12mila e Décines, a pochi chilometri da Villeurbanne, comune parte di Lione”.
Dan Peterson, sempre sulla Gazzetta, è meno convinto della bontà dell’operazione: “Metto i piedi in due staffe con la mia risposta: (a) in un mondo perfetto, ogni presidente federale vorrebbe il suo c.t. full-time, per visionare i giocatori che comporranno la sua selezione; (b) nei tempi più recenti, il part-time è diventato “normale” e i presidenti hanno accettato la situazione pur di non perdere un valido allenatore. Ci vorrà una giusta programmazione per far funzionare tutto”.
DIABOLIK Gli arbitri
Siamo troppo cattivi, siamo troppo malpensanti verso gli arbitri. Lo dice Sara Gimenez in Spagna su El Pais. “Nel basket – ha scritto – mi affascina ascoltare cosa dicono gli arbitri: parlano con giocatori e allenatori e non hanno remore a correggere o riconoscere un errore. Nel mondo del calcio ciò sarebbe motivo di licenziamento. Nel mondo del calcio, gli arbitri sono sempre stati bersaglio di critiche, insulti, oggetto di malvagi complotti. Ora il loro discredito è ai minimi storici. se potessi scegliere preferirei che i miei figli non diventassero mai arbitri o guardalinee. Ecco in cosa abbiamo trasformato questo sport. In una spirale di sfiducia, di sospetto e scetticismo. Il dubbio aleggia sempre su ogni decisione, anche su quelle giuste. Invece gli errori appartengono allo sport, come il cioccolato ai churros o il raffreddore al mese di ottobre. Dovremmo poter convivere con gli errori, quelli degli arbitri, degli allenatori, dei giocatori, dei giornalisti, di tutti. L’errore è accettabile e comprensibile, incomprensibile è la mancanza di libertà di espressione che esiste nel calcio per parlare degli arbitri. Se dico quello che penso mi puniscono è la frase più ripetuta. E tra qualche giorno c’è il Clásico.
GORMITI Gli interisti che aspettano Lukaku
Si sta scaldando il clima intorno al ritorno di Romelu Lukaku da avversario a San Siro. Ne scrive stamattina Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport-Stadio, ricordando che Ronaldo fece gol con la maglia del Milan al primo derby da avversario del Milan.
“Morale – scrive Zazzaroni -: certe accoglienze portano parzialmente sfiga”.
Con una buona dose di ironia, parla di contrattopatia per il belga [“Lukaku si pone tra Figo e Ronaldo”] e poi aggiunge: “Quando Andrea Ramazzotti, 25 anni di straordinaria fedeltà al Corriere dello Sport prima di passare alla Gazza, il più mansueto e educato dei cronisti, scrive “adesso è curioso vedere quel che succederà domenica, dagli incroci di sguardi nel tunnel alle strette di mano (ci saranno con tutti?) prima del fischio d’inizio in mezzo al campo, e poi durante un match nel quale ogni contrasto, magari non sarà un semplice contrasto”; beh, quando uno come Ramazza (confidenziale) scrive certe cose mi preoccupo un po’. “Non sarà un semplice contrasto?” what does it means?, cosa significa? Je menano apposta?” Stamattina se ne occupa anche
Stefano Pasquino su Tuttosport, dove dice che “Lukaku ha sbagliato e il suo atteggiamento è stato sgradevolissimo, però il clima che sta montando intorno alla partita di domenica rischia di intossicare per prima l’Inter. Va bene fischiare un giocatore, ma utilizzare per farlo cinquantamila fischietti, renderà unica la contestazione, caricando ancora di più un’Inter dove, tra i giocatori della vecchia guardia, la sete di “vendetta” è tanta. Trasformare la partita in una caccia all’uomo – ovviamente dal punto di vista sportivo – rischia di far perdere all’Inter di vista il vero obiettivo. Mourinho, che in queste situazioni ci sguazza, non a caso ieri ha pensato bene di buttare un po’ di benzina sul fuoco per utilizzare a suo favore la caciara che si sta autoalimentando su Lukaku. E Inzaghi deve fare in modo che i suoi giocatori non caschino nel trappolone”.
AURORA Federica Brignone non si immischia
➣ Mancano pochi giorni all’apertura della Coppa del mondo di sci alpino a Soelden. Cosa si aspetta dal gigante di sabato?
«Di fare bene, ma anche se non dovesse arrivare qualcosa di grande sono serena. Tutto ciò che ho fatto pagherà durante l’inverno, ne sono sicura, ho buone sensazioni. E in questi giorni l’allenamento sul ghiacciaio austriaco è stata una lotta sugli sci».
➣ Lei, sensibile all’ambiente, cosa pensa della polemica sul ghiacciaio del Teodulo, ferito dalle ruspe per preparare la Coppa del mondo a Zermatt-Cervinia?
«C’è stato un grande lavoro e ci sono molti investimenti dietro. Spero che sia una bella gara, se lo meritano. Certo, dal mio punto di vista gareggiare così presto, a ottobre e novembre, è un punto di domanda. Con queste situazione meteo io cercherei di spostare alcuni appuntamenti sportivi a marzo e ad aprile, quando sui ghiacciai c’è ancora neve e le giornate si allungano».
➣ Che cosa pensa dell’eventualità di spostare all’estero il bob ai Giochi 2026? È uno scivolone del nostro Paese?
«Non è una bellissima figura, diciamolo. Però non ho seguito da vicino la vicenda, ero troppo presa dagli allenamenti, in Argentina abbiamo trascorso cinque settimane solo sugli sci, un po’ fuori dal mondo». intervista di daniela cotto, la Stampa