[Carosello] – L’ultima possibilità di Kemba Walker. Il test milanese di Momo Faye

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La pallacanestro come Carosello: prima di andare a nanna

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Kemba Walker riparte dall’Europa

«Volevo darmi un’ultima possibilità» dice Kemba Walker dopo due mesi di cure al ginocchio sinistro, da Monte-Carlo. Non gioca una partita dal 6 gennaio, 2 minuti e mezzo con la canottiera di Dallas contro Boston. Ha scelto di riprovarci dal Monaco, nel basket europeo. Non ha fatto in tempo a recuperare per la partita di Eurolega contro la Virtus Bologna. e la squadra di Banchi, scrive il Corriere della sera, sbanca Montecarlo con un jackpot dall’arco. Ha dominato 83-59 sul campo di una squadra che ai playoff dovrebbe arrivare in carrozza: 16 su 30 da 3 punti per la Virtus, Lundberg da 14 punti e 4 assist, un recupero totale, reintegrato dopo l’esonero di Scariolo. Tredici punti per Belinelli, 4 su 5 dall’arco per Smith. Paolo Bartezzaghi sulla Gazzetta ha scritto che la solidità della Virtus denuda in fretta i limiti di Monaco, squadra ricca di talento, imprevedibilità e squilibrio cestistico. La squadra di Banchi fa girare bene la palla e trova buoni tiri, difende forte e prende in mano la partita con naturalezza. Le percentuali riflettono la qualità dei tiri: a metà partita 64 per cento da tre per i bolognesi, 20 per gli avversari che chiudono al 18%. Segnano tutti, difendono tutti, al contrario di Monaco, e il vantaggio lievita con costanza

Luca Muleo sul Corriere dello Sport-Stadio ha visto una Virtus dominante con i rimbalzi, straripante con le triple, un’autentica sinfonia, diretta subito in attacco da Belinelli e ancora da Lundberg, il danese ritrovato che si conferma il possibile uomo in più, e poi proseguita dall’implacabile Shengelia, dal chirurgico Smith a lungo con più punti che minuti

Ora non ci resta che aspettare di vedere davvero Kemba in Eurolega. In una intervista con L’Équipe ha detto che «non ci sono molti cambiamenti nella mia vita. Basket, allenamenti… Per il resto sto spesso a casa. Vivo in albergo ma ho trovato la mia futura casa. L’unica differenza è che la mia famiglia non è ancora qui». Quando ha ripreso gli allenamenti, dice di essersi sentito come «un bambino in un negozio di caramelle. Amo il basket, voglio continuare a giocare, a lottare. Il mio viaggio mi ha portato qui e non vedo l’ora. Non pensavo ancora al ritiro. Volevo darmi un’ultima possibilità. Ho giocato a lungo nella NBA e penso di aver lasciato il segno nel campionato. Ho avuto una grande carriera lì. Non importa in quale campionato gioco. Prima di dire sì al Monaco, ci ho pensato per un’ora o due Mi avevano già contattato qualche mese prima e non sapevo dare una risposta. Quando si sono rifatti vivi, ho capito che erano davvero interessati a me. Era un’opportunità che dovevo cogliere. Mi son detto era un’occasione per scoprire l’Europa, cosa che non avevo mai avuto il tempo di fare. Giocherà in molti paesi dove non sono mai stato, in luoghi dove gli spettatori sono incredibili, come il Partizan Belgrado, tutti mi dicono che sono i più pazzi»

 

SÌ, SÌ, SEEEMBRA FACILE  Milano riceve Reggio Emilia e Faye

Tuttosport invita l’Olimpia a diffidare di questo nuovo anticipo di serie A perché Reggio Emilia è “altra squadra come Napoli con un grande serbatoio di entusiasmo e fiducia da cui attingere dopo le due vittorie iniziali. La squadra emiliana rappresenta le origini del Capitano Nicolò Melli. Con Billy Baron fuori ancora per un po’ di tempo, sarà assente ancora Maodo Lo quindi il settore guardie sarà ancora corto nella rotazione. Possibile anche un po’ di turn over, visto il calendario poi intasato

È un bel test per Momo Faye, diciottenne che sta trovando parecchio spazio a Reggio Emilia. Ne ha parlato Carlo Recalcati con Basket Magazine 

«È sicuramente il frutto di una strategia e di una programmazione societaria, ed è un bene per il ragazzo e per il movimento, ma se mai dovesse capitare un momento di difficoltà, e speriamo non capiti, sarà quello il banco di prova per vedere se gli sarà concesso lo stesso spazio. In ogni caso è una scelta che dipende non solo dall’allenatore, ma deve essere coadiuvata dalla società. In ottica azzurra è sicuramente positiva, ma bisognerà vedere le tempistiche con cui il ragazzo otterrà il passaporto italiano».  

  oggi ore 19 in tv su Dazn

 

  HA SOLO UN TORTO… NON È STRANIERA Il blocco di Pesaro

Elisabetta Ferri sul Corriere dello Sport-Stadio parla del blocco italiano di Pesaro confermato sul mercato dal presidente Ario Costa, ben quattro elementi sono rimasti: Tambone, diventato capitano, Mazzola, Visconti e Totè, che ha iniziato alla grande dal punto di vista individuale

Costa spiega: «Rifare ogni anno il pacchetto stranieri comporta un lavoro straordinario e dei rischi in più. È un problema comune, ognuno al suo livello, nemmeno le big a volte riescono a trattenere gli atleti più importanti ed è comprensibile: se uno ha giocato bene, il mercato globale gli proporrà un ingaggio più alto altrove, così dirigenti e coach devono faticare per ricostruire. Non è facile riempire una pagina bianca ed è più facile sbagliare perché finché non arrivano non sai che persone ti metti in casa. Una volta era più bello? Forse sì, ma non possiamo essere nostalgici, anzi è deleterio: negli anni pre-Bosman eravamo felici di avere solo due stranieri con tanti italiani che si facevano largo, oggi dobbiamo essere contenti della situazione che abbiamo, il basket rimane un bellissimo sport»

  oggi ore 20.15 in tv su Dazn

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