I CENTO GIORNI DELLE MOLTE ITALIE | CAPITOLO DICIOTTO
Al diciottesimo giorno dei cento dalle molte Italie, siamo entrati nel primo imbuto stretto delle sentenze. Una lunga striscia azzurra è cominciata a Ferragosto all’Arena di Verona con l’esordio della Nazionale femminile di pallavolo agli Europei. Il blue carpet si stenderà fino al 20 novembre, la sera di Ucraina-Italia, ultima partita del girone di qualificazione per il calcio. Ci fanno compagnia le maglie della nazionale maschile di pallavolo, arriveranno tra poco quelle del rugby, dall’8 settembre al 6 ottobre ai Mondiali, dove bisognerà lasciarsi alle spalle tre avversarie fra Namibia, Uruguay, Francia e Nuova Zelanda per spingersi al turno successivo.
I MONDIALI DI BASKET
78-76 Dunque si può. Si può sopravvivere a tre tiri sbagliati da sotto da Achille Polonara, uno dietro l’altro, l’occasione per andare a +12. Si può sopravvivere a undici palle perse intorno alla metà del terzo periodo, decisive per sprofondare a -16. Si può risalire da laggiù un passetto alla volta, un tiro alla volta, mano nella mano con un signore che ha per nome un accrescitivo [Datome] e un altro che si chiama con un vezzeggiativo [Fontecchio]. Quando finanche un diminutivo [Severini] ha messo una tripla, mentre tutt’intorno si stava accendendo la brace del punto-a-punto finale, allora s’è capito che gli dèi della pallacanestro avevano voglia di dare un bacio all’Italia.
Around the Game con Emil Cambiganu dice che “serviva una semi-impresa, e l’Italia l’ha fatta ancora una volta. Una partita folle è stata vinta da una squadra altrettanto folle, che tra le decine di facce di se stessa mostrate in sole quattro partite giocate, ha saputo mostrare la migliore proprio nel momento decisivo, con le spalle contro il muro. Se Melli si è distinto come sempre nella metà campo difensiva, e Datome ha rianimato definitivamente squadra e tifosi a casa con i canestri segnati sullo scadere del terzo periodo, la partita di Fontecchio, almeno dal punto di vista realizzativo, ha davvero poche spiegazioni logiche”.
Fontecchio ha chiuso la partita con il suo record di 30 punti in azzurro, con 9 su 11 da due, 2 su 4 da tre e 6 su 8 ai liberi, aggiungendo 7 rimbalzi, 3 assist, una palla recuperata, una stoppata.
Valerio Laurenti per Basket Magazine la chiama “la partita perfetta, nel terzo quarto la rimonta degli azzurri riparte proprio da lui e dai suoi canestri, il più costante durante tutta la partita e nel finale diventa incontenibile per la difesa serba” [tutte le pagelle qui].
È un nuovo miracolo, secondo Pianeta Basket. Nei suoi tweet in tempo reale, la Giornata Tipo ha scritto: “Che qualcuno prenda i 15 minuti giocati da Severini, e poi li metta a disposizione di ogni singolo ragazzo che entra in una palestra, per mostrargli come nel basket si possa fare la differenza anche senza avere i punti nelle mani di Wilt Chamberlain. Che Severini non sia stato ancora messo a capo del governo italiano è sinceramente un crimine. Italia: popolo di santi, poeti, navigatori e di Fontecchio. A Roma potrebbero spostare il Colosseo e metterci Fontecchio che tanto i turisti non diminuirebbero”.
I quarti di finale sono a portata di mano, salvo nuove follie.
PROSPETTIVE cosa succede ora ► Se Portorico batte la Repubblica Dominicana, con un successo su Porto Rico domenica l’Italia si qualifica al 100%, con una possibilità di farlo da prima in classifica nel caso la Serbia battesse i dominiciani.
Se la Repubblica Dominicana batte Portorico, l’Italia passa battendo a sua volta Porto Rico domenica. In caso di sconfitta, deve augurarsi che la Serbia non vinca contro la Repubblica Dominicana con uno scarto tra 1 e 8 punti. Se la Repubblica Dominicana vince: Italia seconda. Se vince la Serbia di 9 o più punti: Italia seconda. Se la Serbia vince tra 1 e 7 punti: Italia fuori. Se la Serbia vince di 8, bisognerà guardare il quoziente punti degli scontri diretti con la Repubblica Dominicana.
IL CAROSELLO DI MANILA E DINTORNI
Le migliori réclame dai Mondiali di basket
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CONTRO IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA Quale Francia dopo il flop
Fuori al primo turno da vicecampioni olimpici. Il clamoroso fallimento della Francia ai Mondiali sta rilanciando nel paese un vecchio dibattito: ci sono abbastanza leader in questa squadra? Le scelte sono state giuste? L’Équipe ha dedicato alla questione una serie di servizi, mettendo in discussione il Ct per l’assenza di Andrew Albicy dai convocati, giocatore prezioso nella gestione delle partite e in difesa. Il ritorno di Victor Wembanyama diventa un’urgenza, così come viene ritenuto necessario far chiarezza su Thomas Heurtel. La ministra dello Sport ha ribadito che finché giocherà per un club russo, lo Zénith San Pietroburgo, gli sarà impedito di vestire la maglia della nazionale. Dopo la delusione di domenica, Nicolas Batum se ne è lamentato: – Se ci priviamo di certi giocatori… ha mormorato a beIN Sports, senza nominare Heurtel.
L’estate prossima Wembanyama dovrebbe sconvolgere la gerarchia dei centri, mettendo in discussione Guerschon Yabusele e Rudy Gobert. Potrebbe non essere la sola novità. Bussano alle porte della nazionale anche Ousmane Dieng [2,05, 20 anni, Oklahoma] e Bilal Coulibaly [1,99, 19 anni, Washington]. L’altro dossier aperto, come lo chiama L’Équipe riguarda Joel Embiid, il centro di Philadelphia. Il 13 luglio 2022 ha ottenuto il passaporto francese, ma ha rifiutato la chiamata a Euro 2022 per un infortunio e quella ai Mondiali per il matrimonio. Il Ct Collet gli ha lasciato la porta aperta per le Olimpiadi – e ti credo. Taglierebbe fuori Moustapha Fall o Mathias Lessort. Ma Embiid non sa ancora se vuole giocare per la Francia. Potrebbe ancora unirsi al Camerun, per il torneo di qualificazione olimpica, o anche agli USA, altro passaporto che ha messo in tasca.
NON ESISTE SPORCO IMPOSSIBILE L’Egitto di Rana
Pianeta Basket: “Roy Rana Story: a 50 anni lascia Toronto, allena l’Egitto e sogna Parigi” – “Alla Coppa del mondo di basket FIBA 2023 la vittoria sulla Giordania del 31 agosto nel classification round mantiene l’Egitto a caccia della qualificazione automatica come migliore squadra africana alle Olimpiadi di Parigi 2024 in competizione con il South Sudan. E’ il momento di coach Roy Rana, visto che quella di ieri è stata la prima vittoria alla World Cup del paese dal 1994. E’ stato allenatore in tutto il mondo del basket, allenando ovunque, dalla Toronto Metropolitan University ai Kings della NBA da 30 anni ad oggi”.
LA FORZA DEI NERVI DISTESI Il non time-out di Scariolo
Mercoledì Scariolo ha fatto ai Mondiali una cosa da NBA, alla Joe Mazzulla – che nei finali accesi per le partite dei Celtics non chiama timeout, lasciando ai giocatori il compito di a sbrigarsela da soli. Scariolo l’ha fatto in Spagna-Iran e ha detto a Marca: – Per la prima volta nella mia carriera ho deciso di non chiedere il time-out. Non ho fermato il gioco nei momenti meno buoni della squadra. Ho bisogno che vadano avanti insieme e trovino un modo per risolvere i problemi. In campo devono migliorare.
CREA UN’ATMOSFERA I canestri di Anthony Edwards
The Athletic celebra l’impennata di Anthony Edwards nel secondo tempo, decisiva per battere Montenegro [85-73] e portare gli USA vicini ai quarti di finale. Edwards ha segnato tutti e 17 i suoi punti nel secondo tempo.
MA COSA MI DICI MAI La Germania imbattuta anche senza Wagner
Franz Wagner ha saltato la terza partita consecutiva per infortunio, ma la nazionale di Gordon Herbert ha vinto lo stesso la sua quarta partita consecutiva contro la Georgia, con Dennis Schröder a guidare, 16 punti e sette assist.
in tv oggi ore 14 Dazn: Repubblica Dominicana-Porto Rico | 14.10 Sky e Dazn: Slovenia-Australia | 14.40 Dazn: Lituania-Grecia | 15.30 Dazn: Canada-Brasile
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GLI EUROPEI FEMMINILI DI PALLAVOLO
Una sentenza arriva stasera da Bruxelles, dalla semifinale dalla Nazionale di Mazzanti contro la Turchia. L’Italia è la numero #3 al mondo secondo il ranking della federazione internazionale, ma deve giocarsi un posto in finale agli Europei contro la #1 e i due posti in palio per i Giochi di Parigi al prossimo torneo pre-olimpico [Lodz, dal 16 settembre] contro la #2 [le Usa, oro a Tokyo], la #7 [la Polonia padrona di casa], la #12 [Germania], la #17 [Thailandia] e la Corea che fu semifinalista all’ultima Olimpiade.
Un passo alla volta, e il primo passo è la Turchia. Fino al 2006 non aveva mai giocato un Mondiale, fino al 2012 non era mai stata a un’edizione dei Giochi, ma dal 2015 è sempre fra le prime quattro d’Europa e a metà luglio ha vinto il primo titolo della sua storia, la Nations League, 3-1 alla Cina in finale dopo aver fatto fuori un’Italia B ai quarti.
È la nuova potenza della pallavolo europea. Nelle ultime tredici edizioni della Coppa dei Campioni, ha portato 12 volte un suo club in finale, sempre tranne che nel 2019 del derby Conegliano-Novara. Il derby a maggio l’hanno invece giocato loro, col il Vakifbank di Paola Egonu e l’Eczacıbaşı di Tijana Bošković e Maja Ognjenovic, opposta e palleggiatrice della Serbia campione del mondo. Ora Paola torna a Milano, le altre stelle giocano là. Anche Sylla è tentata.
Ieri mattina sulla Gazzetta, Gian Luca Pasini si domandava proprio quale sia il campionato più bello del mondo: quello turco o quello italiano.
“La Turchia negli ultimi anni ha investito molto denaro per scalare il ranking mondiale. Sta costruendo una scuola. L’inserimento in organico di Melissa Vargas e l’arrivo in panchina di Daniele Santarelli, campione del mondo con la Serbia 2022 e pluridecorato con Conegliano, hanno coinciso con il primo grande trionfo internazionale. Un salto di qualità tecnico e offensivo, perché Santarelli ha utilizzato il modulo votato all’attacco con l’utilizzo in contemporanea di due opposti (i bomber della squadra): Vargas e Karakurt, nell’ultima stagione a Novara, schierata come ricevitrice. Un sistema molto delicato dal punto di vista degli equilibri, che talvolta è andato in crisi, ma che si può rivelare anche micidiale per la ricezione e la difesa avversaria”.
Pasini faceva notare che “con l’ingresso di Vargas, il modello turco è diventato un riferimento anche dal punto di vista tecnico. L’alzarsi della asticella con l’avanzare del torneo, fa sì che diventi sempre più probabile da parte del c.t. azzurro l’utilizzo di Paola Egonu, che finora ha recitato un ruolo secondario, spesso in panchina alle spalle di Kate Antropova. Ma le ultime uscite dicono che Paola è in rapida ripresa e, agonista com’è, una semifinale europea diventa il palcoscenico più adatto dove esibirsi e dimostrare ancora il proprio valore”.
Nei quarti contro la Polonia, Vargas + Karakurt hanno attaccato 60 palloni su 98 [39 la prima, 21 la seconda]. È passato cioè dalle loro mani il 61 percento delle conclusioni della squadra. Contro la Spagna invece l’Italia ha attaccato lasciando a Antropova+Egonu 22 palloni in tutto su 83, il 26 percento delle soluzioni.
È il nodo su cui Mazzanti ha deciso di giocarsi non solo l’Europeo ma tutto l’ultimo biennio della sua esperienza di cittì. Una decisione sostenuta dalla federazione. Quel che ieri mattina Paolo De Laurentiis presentava sul Corriere dello Sport-Stadio come una deriva viziata è in realtà il destino obbligatorio che lui stesso si è scelto. De Laurentiis commentava: “Sarebbe banale valutare quanto sta facendo in questi giorni solo in base a cosa accadrà nella prossime due partite, esaltando Mazzanti come il ct dal pugno di ferro che ha vinto mettendo in riga la Egonu oppure – in caso di sconfitta – come il ct sprovveduto che non ha saputo reinserire la numero uno del volley italiano all’interno del gruppo. Ma accadrà esattamente questo, si accettano scommesse”.
Sprovveduto no, anzi. Un Ct consapevole. Questa è l’Italia che ha voluto lui. Le sette partite vinte per 3-0 fino ai quarti di finale non hanno presentato insidie reali. De Laurentiis ha scritto che “l’obiettivo di una nazionale italiana deve essere sempre un posto tra le prime quattro, dove poi il confine tra vittoria e sconfitta dipende molto dagli allineamenti dei pianeti”, parlava di evoluzione con la firma di Mazzanti e dava un giudizio complessivo molto generoso della sua gestione, sorvolando sulla ferita profonda dei Giochi di Tokyo, dove l’Italia si presentava da favorita, i pianeti non si sono allineati e non è neppure arrivata fra le prime quattro.
Infilarsi fra le prime quattro d’Europa è ormai l’abc, come spiega Eugenio Peralta su Volley News. “Le semifinaliste sono le stesse del 2021 e, sostanzialmente, dell’ultimo decennio. In 12 anni, infatti, la Serbia è entrata tra le prime quattro 7 volte su 7, la Turchia 6 volte, l’Italia (campione in carica) e l’Olanda in 4 occasioni. Solo la Polonia sembrava avere le potenzialità per spezzare questo predominio. I responsi della trentatreesima edizione della rassegna continentale sono, finora, proprio questi: un divario sempre più ampio tra i 5 “top team” (a voler essere buoni) e tutte le altre, e un generale impoverimento del livello tecnico della manifestazione, diventato ancora più evidente a causa dell’assenza forzata della Russia”.
Mazzanti sembra allora preso dalla Sindrome Fefè. Ha deciso di giocarsi l’ultimo biennio da allenatore scollandosi di dosso la figurina del Ct dalla vita facile, il Ct privilegiato che può contare su Paola Egonu, per passare da giocatore di briscola con un solo asso in mano a giocatore di Scala Quaranta, che sa maneggiare tredici carte tra il palmo e le dita. A Slalom crediamo che stia tacendo molte verità, non solo sulle relazioni tra Egonu e il gruppo, ma che stia proteggendo certi segreti tecnici, provando negli allenamenti a porte chiuse la coppia Egonu-Antropova, per proporla a sorpresa nelle partite pesanti. La stampa specializzata accenna mezze versioni tra le righe. Se così non fosse, se l’obiettivo finale non fosse la micidiale coppia Paola+Kate, si tratterebbe di un doppio azzardo, tecnico e di temperamento. [Fefè] De Giorgi ha portato un Europeo e un Mondiale rinunciando a Zaytsev e puntando su Michieletto-Romanò.
Ha scritto il Corriere dello Sport-Stadio sempre ieri: “L’indicazione pubblica – perché dettata a chiare lettere dal presidente Manfredi quasi un anno fa – era che la Nazionale non poteva essere considerata un albergo, con riferimento alla momentanea pausa di riflessione chiesta e ottenuta da Paola Egonu dopo il Mondiale dello scorso anno, chiuso con bronzo e polemiche (“Non mi considerano italiana” e altre assurdità del genere che l’azzurra è stata costretta a subire). Mazzanti è stato bravo a cogliere l’occasione al volo mettendo in fila una serie di scelte molto azzeccate”.
A Slalom pare che bisogna dimostrarlo da oggi. Contro Turchia e Serbia, Usa e Polonia. Non contro Romania e Svizzera, Spagna e Francia.
Angelo Di Marino su la Stampa chiama la semifinale di oggi pomeriggio la vera finalissima. “Dall’altra parte – racconta – Melissa Vargas, cubana naturalizzata turca, che nei quarti contro la Polonia di Lavarini (suo allenatore nel Fenerbahce) ha messo a segno 24 punti, come un set vinto da sola”.
Vargas è la Taj Aguero di Turchia. È nata a Cienfuegos. A 13 anni era in Nazionale, a 15 giocò i Mondiali in Italia, a 17 se ne andò a fare la professionista in Repubblica Ceca. Al ritorno in patria venne qualificata per 4 anni. La Turchia è diventata la sua nuova casa, gioca nel Fenerbahce, dove l’hanno naturalizzata. Così come abbiamo fatto in Italia con Ekaterina Antropova. Pierfrancesco Catucci sul Corriere della sera ha scritto che in una gara di esultanze potrebbe perdere solo da Miriam Sylla [“fa sentire la sua voce, apre le lunghe braccia e corre a stringere tutte le compagne” e la descrive come placida, imperturbabile, anche se “tutti parlano di lei per aver tolto il posto a Paola Egonu”, un clamorse – dice – che non la scalfisce, “sarà per quel carattere che ha cominciato a forgiarsi al freddo di San Pietroburgo, sarà per le letture zen (sta completando Siddhartha di Hermann Hesse, «un regalo di un’amica di mia madre che sa che sono curiosa di approfondire la filosofia buddista»)”.
Carlo Lisi sul Corriere dello Sport-Stadio di stamattina parla di “confronto tra due allenatori di primissima qualità come il ct azzurro e Daniele Santarelli, l’uomo dal tocco che trasforma in oro i risultati delle sue squadre. Davide e Daniele hanno lavorato insieme per diverso tempo”.
Giorgio Burreddu su Domani racconta i tre allenatori italiani che hanno invaso le semifinali europee. Davide Mazzanti “mite, gentile, riflessivo. Uscì della scuola media sugli allori. La folgorazione arrivò con il professore di elettronica. La insegnava così bene («anzi benissimo») che Mazzanti decise di voler essere come lui. Poi l’incontro con Angelo Lorenzetti, altro coach azzurro style. «Mi costrinse a pensare: no, non ho il talento per Ingegneria, ma per la pallavolo»”. Daniele Santarelli, che “da bambino sognava di fare l’allenatore di volley. Femminile, oltretutto. Ci è riuscito. Cresciuto in una famiglia di impiegati («Non sportivi», ha sempre voluto precisare), il padre Gualtiero lavorava alla Telecom, la mamma Giuliana alla Olivetti”. Giovanni Guidetti, ora Ct della Serbia, “modenese, 50 anni, arriva da una famiglia di allenatori. Adriano, il padre, ha fatto la storia del volley”.
In Italia abbiamo 17.317 allenatori di pallavolo in attività. Mauro Berruto dice a Domani che «la scuola italiana ha come dato comune lo studio e la preparazione delle partite. E questo aspetto in altri Paesi non c’è. Poi, come in un’orchestra jazz, ognuno ci mette del suo». La federazione spende 200mila euro l’anno per formare i suoi tecnici. Tutte le nazionali giovanili hanno vinto l’Europeo.
in tv oggi ore 17 Rai2 e Sky: Italia-Turchia | 20.30 Sky: Olanda-Serbia
PALAZZETTI E DINTORNI
Lo Zecchino [della pallavolo] d’oro
METTI LA CANOTTIERA L’altra semifinale: Serbia-Olanda
La Serbia è a una partita dalla quarta finale consecutiva agli Europei. Ha una striscia di 31 vittorie nelle ultime 32. Ma questa partita deve giocarla contro l’Olanda, una delle nazionali che ha più impressionato per qualità di scelte in questi giorni. Con 163 punti Tijana Boškovic è la miglior marcatrice tra le giocatrici arrivate alla fase finale.
DAGLI UNA SPINTA Record di pubblico in Nebraska
I 92mila del Nebraska erano tutti paganti. È una sorpresa?
ESPN ha spiegato che il record è stato ispirato da una rivalità. Negli ultimi decenni, la squadra del Nebraska è diventata una potenza nel suo sport e l’attrazione dello stato. Ha vinto cinque campionati nazionali, vanta 306 partite consecutive con il tutto esaurito nella sua arena da 8.500 posti, primato di pubblico nella stagione regolare. La situazione è cambiata quando le Badgers dell’Università del Wisconsin hanno spostato una partita al Kohl Center per giocare davanti a 16.833 persone e oplà, fare il sorpasso.
Mmm. Nel Nebraska si sono messi subito al lavoro per pianificare un nuovo maxi evento e riprendersi il primato. Quando si sono accorti che la Pinnacle Bank Arena non sarebbe stata sufficiente, il direttore atletico Trev Alberts ha suggerito di spostarsi al Memorial Stadium, la casa della squadra di football. L’allenatore di pallavolo John Cook era scettico, temeva che la squadra non sarebbe stata in grado di riempire un impianto così grande, molto più grande della solita arena. In tre giorni hanno venduto i primi 82.000 biglietti organizzando un Vollayball Day. I dirigenti parlano della pallavolo come di un tesoro di Stato.
Deadspin per esempio spiega che le 389 partite consecutive di sold-out per la squadra di football americano è “una delle più grandi farse che si verificano nello sport”, perché in campo i Big Red sono l’ombra di sé stessi da due decenni, ma il record tiene perché è tutto ciò che rimane ai tifosi del Nebraska.
Il Volleyball Day è cominciato con una partita di esibizione tra Nebraska-Kearney e Wayne State, II Divisione. Le Cornhuskers sono andate in campo più tardi contro l’Omaha, in una partita della stagione regolare. Chiusura con un concerto country di Scotty McCreery. Adesso vediamo che fanno nel Wisconsin.
NON LO FACCIO PIÙ Invece molti vuoti a Perugia
“Peccato per gli ampi spazi vuoti visti al PalaBarton rinnovato. Forse sarà un caso, ma era una pizza con i biglietti più alti come dimostra l’incasso di 90 mila euro. Ieri 2900 biglietti venduti e 3400 presenze complessive. Speriamo che vada meglio questa sera con la Serbia” [Gian Luca Pasini, blog Dal 15 al 25].
LE TAGLIATELLE DI NONNA PINA
Nutraingredients: “Il succo di barbabietola aumenta il recupero muscolare nelle giocatrici di pallavolo” – La ricerca è stata condotta da scienziati dell’Università di Shiraz in Iran, in collaborazione con colleghi dell’Università di Isfahan, del College of Medicine dell’Università della Florida, della Marymount University e della Waseda University.
BATTI CINQUE Le donazioni contro il bullismo
Come annunciato in precedenza, gli organizzatori degli Europei a Tallinn si sono uniti alla ONG estone Bullying-Free School nello slogan: Stoppa il bullismo. Era stata concordata una donazione di 10 € per ogni muro registrato nelle partite del girone D, nella capitale estone. Sono stati 240 in 15 partite, così gli organizzatori sono riusciti a raccogliere 2.400 euro per qualche progetto scolastico legato a una buona causa.
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GLI EUROPEI MASCHILI DI PALLAVOLO
La Nazionale maschile è ancora solo alla terza partita del suo Europeo, ma contro la Serbia stasera si gioca il primo posto nel girone e dunque un cammino migliore dalla seconda fase in poi. Per iVolley Magazine “l’Italia è superiore alla Serbia attuale, ma solo se gioca il suo volley di alto livello con convinzione e continuità”.
Il racconto egemone in quest’avvio è stato il debutto in azzurro di Alessandro Bovolenta, figlio di Vigor. Ha 19 anni. Ne aveva sette quando lo coinvolsero nel Bovo Day per ricordare il suo papà. Entrò al servizio, batté da sotto, nessuno andò a ricevere il suo ace.
Racconta Luca Muzzioli su Tuttosport che “De Giorgi quel giorno era ai microfoni Rai a commentare il momento. Lunedì sera l’ha gettato nella mischia dei grandi. Siccome gli dei del volley credono nelle favole è poi successo che Alessandro abbia avuto la palla dell’ultimo punto, un attacco sulle mani alte del muro belga che ha portato i fiamminghi ad esagerare fino all’invasione a rete. Un punto che Michieletto ha voluto costruire proprio per il più giovane compagno, appoggiando l’ultimo pallone del match sul muro avversario per farlo rigiocare a Giannelli, indicando con forza la direzione opposta della rete dove Bovolenta era pronto a schiacciare”.
Come ha scritto Gian Luca Pasini sulla Gazzetta, adesso non è più solo il figlio di Vigor. Giorgio Marota sul Corriere dello Sport-Stadio lo definisce “l’ultima creatura del genio De Giorgi, campione del mondo anche di coraggio. Il ct ha pescato “Bovo” in Serie A2, come fece due estati fa con Yuri Romanò, senza quell’esperienza che certi salotti richiederebbero. Il commissario tecnico monitora tutto, da anni. E ha già iniziato a coordinare l’intera filiera, visto che da inizio settembre sarà a tutti gli effetti direttore tecnico delle giovanili ereditando oneri e onori dell’incarico lasciato da Velasco”.
Nella partita di ieri sera contro l’Estonia serata storta per Alessandro Michieletto. Alice Corno su Volley News gli ha dato cinque in pagella: “Preso di mira in ricezione dai potenti battitori estoni perde lucidità anche in attacco dove si ferma ad un misero 20% anche se su soli 5 palloni”. De Giorgi ha pescato Tommaso Rinaldi dalla panchina: “Bell’ingresso per il giovane schiacciatore modenese chiamato a sostituire un totem come Michieletto. Ottimo al servizio e potente in attacco, balbetta un po in ricezione ma non si tira di certo indietro”. [Tutte le pagelle di Volley News sono qui]
Per Oa Sport il migliore in campo è stato Yuri Romanò: “L’opposto si carica la squadra sulle spalle in fase offensiva, offrendo una prestazione di elevato spessore tecnico: lascia andare il braccio in maniera pesante, piace con una serie di diagonali di qualità. Il bomber chiude con 18 punti a referto (3 muri) e il 61% in fase offensiva”.
in tv oggi ore 15 Euro Volley TV: Romania-Turchia | 16.30 Finlandia-Slovenia | 17 Danimarca-Repubblica Ceca | 18 Germania-Svizzera e Portogallo-Grecia | 19.30 Croazia-Spagna | 20 Olanda-Polonia | 21.15 Rai2 e Sky: Serbia-Italia
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LA NAZIONALE DI CALCIO
Le prime scelte di Spalletti
Oggi c’è il primo atto del governo Spalletti, la lista dei convocati per le partite contro la Macedonia del nord e l’Ucraina. Il Corriere dello Sport-Stadio parla di tre chiavi: stabilire un feeling immediato con il gruppo, prendere sei punti al debutto, mostrarsi flessibili nei moduli. Raspadori punto fermo, Buongiorno in difesa, Zaccagni e Locatelli tornano.
“Niente preclusioni – si legge – è possibile qualche sorpresa (Belotti più in condizione di Scamacca, Lazzari se batterà la concorrenza di Calabria), probabile prima chiamata per Baldanzi e Casale, scontata la rinuncia ad alcuni big rispetto all’ultima chiamata di Mancini per la Nations”. Mancheranno Bonucci, Acerbi, Verratti, Toloi e quasi certamente Jorginho. Berardi non gioca col Sassuolo, Zaniolo è in bilico.
Andrea Elefante sulla Gazzetta si domanda: “Chi fa il play? A centrocampo il quadro sembrerebbe definito: Barella, Tonali, Pellegrini, Cristante, Locatelli e Frattesi rappresentano la continuità, come anche Pessina se Spalletti gli darà fiducia”. Ma la Gazzetta candida Ricci del Torino.