Ha riaperto il Camp Nou
C’è una regola non scritta nello staff del Barcellona, tra le persone più vicine a Joan Laporta: «Puoi andare dal presidente solo quando hai buone notizie da dare». Seguire questo principio durante la ristrutturazione del Camp Nou è stato impossibile — il progetto, iniziato con la parziale demolizione dello stadio nel giugno 2023, viaggia con un anno di ritardo. Le ferrovie italiane, al confronto, sembrano svizzere.
Eppure venerdì, come scrive Pol Ballús su The Athletic, Laporta e il club hanno finalmente potuto celebrare una buona notizia: il Camp Nou parzialmente ristrutturato ha riaperto al pubblico per il primo evento ufficiale dall’inizio dei lavori, con una sessione di allenamento a porte aperte davanti a circa 23.000 tifosi. Non era una partita, ma l’occasione ha dato un senso di ritorno a casa, con i proventi devoluti a progetti della Barca Foundation.
Laporta non si perde mai l’opportunità di fare una bella foto simbolica, di quelle che viaggiano per il mondo e nella rete come messaggi in bottiglia. Infatti c’era. Ha anche esibito il suo volto più commosso dalla tribuna, nonostante le gradinate superiori siano ancora incompiute. Ma Barcellona, considerata la storia della Sagrada Familia, hanno un rapporto speciale con l’incompiutezza. «Questo è un sogno collettivo di tutti i tifosi del Barca», ha detto il presidentone in conferenza stampa, ricordando che servirà almeno un altro anno per completare il tetto dello stadio, con comodo, ma che «i giocatori sono già impressionati». Se ci fosse ancora Guardiola, direbbe wow.
La riapertura del Camp Nou ha avuto risonanza in tutta la città: 180 giornalisti accreditati, famiglie, amici, bambini, nonni, pop corn, patatine, noccioline, sigarette americane. L’allenamento, con rondò, esercizi di possesso palla e tiri, ha dato anche l’opportunità di celebrare il primo gol di Lamine Yamal nello stadio parzialmente riaperto. Su una cosa del genere, i giornali catalani ci possono campare per una settimana.
I lavori intanto continuano, ma i permessi per ospitare le partite sono arrivati e il club aspetta di poter far entrare presto 45.000 spettatori, contro i 27.000 attuali. Ballús sottolinea la strategia del Barcellona: “I benefici economici sono evidenti”. L’obiettivo realistico è presentarsi nello stadio per la partita contro l’Athletic Club il 22 novembre, o eventualmente quella contro l’Alavés o l’Atletico Madrid.
Il cronoprogramma resta fragile: la ristrutturazione, affidata a Limak, doveva inizialmente concludersi nel giugno 2026, ora slitta all’estate 2027. Sono passati 894 giorni dall’ultima partita al Camp Nou — una vittoria 3-0 contro il Mallorca il 28 maggio 2023 — e il caos continua: proteste sindacali, turni eccessivi, casi di tubercolosi tra gli operai. Dice The Athletic che “la saga del Camp Nou è stata, è e rimarrà l’argomento più caldo per il club, e in particolare per il consiglio di amministrazione di Laporta. Con il Barcellona pronto a tenere le ultime elezioni presidenziali nella prima metà del prossimo anno, ogni passo verso un ritorno a casa porterà altre lacrime di felicità”.