Solo un paio di giorni fa, intervenendo in un podcast, Adam Silver aveva raccontato delle richieste avanzate dalla NBA ai suoi partner con interessi economici nel betting: cancellare le scommesse accessorie, le puntate su momenti del gioco secondari, quelli che più facilmente possono essere viziati. Sapeva che stava arrivando una tempesta. I timori a lungo latenti sul boom delle scommesse sportive in America sono diventati uno scandalo quando gli agenti dell’FBI hanno arrestato Terry Rozier e Chauncey Billups, quest’ultimo accusato di essere coinvolto in un piano di poker truccato gestito dalla mafia.
Billups è stato arrestato a Portland poche ore dopo la sconfitta della sua squadra nella partita di apertura della stagione. È stato accusato di riciclaggio di denaro e frode telematica. Rozier è stato preso a Orlando. È una ex prima scelta al Draft. Le autorità sostengono che abbia partecipato a un’operazione di scommesse sportive che prevedeva la condivisione di informazioni non pubblicamente disponibili con gli scommettitori. È accusato di associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica e al riciclaggio di denaro.
In totale le persone incriminate sono 35 e le inchieste sono due. Il direttore dell’FBI Kash Patel ha definito storici gli arresti, distribuiti in 11 stati. Le accuse prevedono una pena massima di 20 anni di carcere. Nelle carte dell’accusa compaiono sette partite NBA giocate fra 2023 e 2024 che potrebbero essere state prese di mira dai giocatori d’azzardo: Charlotte vs New Orleans del 23 marzo 2023, Portland contro Charlotte del 24 marzo 2023, Orlando vs Cleveland del 6 aprile 2023, Lakers-Milwaukee del 9 febbraio 2023, Lakers-Oklahoma del 15 gennaio 2024, Toronto-Lakers del 26 gennaio 2024, Toronto-Sacramento del 20 marzo 2024 [il dettaglio dal Washington Post].
The Athletic ha esaminato le imputazioni del governo evidenziando alcuni punti principali: 1] non è detto che Rozier sia il solo giocatore coinvolto, 2] ci si aspetta un rafforzamento della NBA nella segnalazione di infortuni e partecipazioni dei giocatori alle partite, 3] bisogna aspettarsi probabilmente altri arresti, 4] il ruolo di Billups potrebbe perfino essere più ampio, 5] Billups e Jones facevano parte di un team che utilizzavano pure macchine per mescolare le carte truccate e tavoli a raggi X per leggere le carte, 6] esiste un collegamento con il caso Jontay Porter dello scorso anno: ci sono persone incriminate in comune.
analisi
Le responsabilità dello sport
▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔
La prima volta che l’FBI scosse l’era moderna del basket professionistico, i suoi agenti aspettarono sei giorni dopo che i San Antonio Spurs avevano spazzato via LeBron James e i Cleveland Cavaliers nelle Finals prima di chiamare il commissioner NBA con notizie devastanti. Ian O’Connor, per The Athletic, ricorda l’immagine di David Stern alla conferenza stampa un mese dopo. Disse: “Non riesco a credere che stia succedendo a noi”. L’uomo che aveva costruito la lega come un colosso globale appariva un’ombra, un titano spezzato. “La situazione più seria e peggiore che abbia mai vissuto, sia come appassionato della NBA, sia come avvocato della NBA, sia come commissioner della NBA”, aveva aggiunto Stern, “e il mondo sportivo sembrava crollasse attorno a noi”.
Diciotto anni dopo, insiste The Athletic, quel pensiero appare altrettanto assurdo rispetto alla speranza che gli arresti di ieri possano avere un impatto duraturo sulle scommesse illegali. Questa volta, l’FBI non ha atteso la fine della settimana d’apertura della stagione NBA, annunciando gli arresti prima che chiunque potesse apprezzare la super partita di Victor Wembanyama con i Dallas Mavericks.
O’Connor sottolinea allora l’effetto psicologico sulla lega, invitando a provare a immaginare la faccia di Adam Silver quando l’FBI ha messo in fila nomi come Bonanno, Gambino, Genovese e Lucchese. Il commissario stava rivivendo l’incubo del suo predecessore moltiplicato per cento. Ma O’Connor ricorda come il fenomeno non è nuovo: decenni fa, la squadra del City College of New York, vincitrice di NCAA e NIT nella stessa stagione, si era macchiata di uno scandalo di point-shaving, con Floyd Layne che nascondeva i proventi in un vaso di fiori. Il sesto uomo Norm Mager disse: “Non dovevamo perdere partite, solo vincere con meno punti. Mi sembrava giusto”.
Tutti quegli accordi faustiani, nota O’Connor, continuano a esistere. La diffusione tecnologica ha amplificato il fenomeno. Il giudizio della Corte Suprema del 2018, che ha rovesciato il Professional and Amateur Sports Protection Act, ha spalancato le porte ai giganti delle scommesse legali, con stati come il New Jersey in prima fila e altri 37 più Washington D.C. e Porto Rico a seguire. Le leghe sportive hanno cavalcato l’onda: DraftKings e FanDuel sono diventati partner ufficiali delle scommesse sportive in NBA nel 2021; la NFL ha stretto accordi simili; ESPN ha firmato un contratto decennale con Penn Entertainment.
Chi non vuol vedere la situazione incestuosa e il matrimonio di interessi fa ancora differenze tra scommesse legali e illegali. O’Connor osserva invece che “il genio è fuori dalla lampada e non tornerà indietro”.
Le scommesse sono diventate parte integrante della cultura sportiva americana [lui parla per lui]: il via libera della NCAA per permettere ad atleti e staff di scommettere sui professionisti è passata quasi inosservata. Il comportamento umano, scrive O’Connor, crea situazioni in cui “alcuni mentono, alcuni imbrogliano e molti fanno entrambe le cose per un grande guadagno”. Ed è proprio questa dinamica che ha portato all’evento drammatico dell’FBI, “con menzioni di ogni boss mafioso non legato ai Soprano, rivendicazioni sorprendenti e scandali che avrebbero fatto arrossire Pete Rose”.
Diciotto anni dopo, l’ex arbitro descritto da Stern come un criminale isolato e canaglia appare quasi insignificante di fronte alla miriade di zozzoni che oggi ronzano intorno allo sport. Sono ovunque, come si diceva al catechismo sono in ogni dove. O’ Connor dice che è sconcertante, certo. “Ma non chiamatelo mai più scioccante”.