Boisson, Mboko e Tjen: la fatica che non abbiamo visto
In effetti le chiamiamo così per convenzione. Vengono dal nulla, hanno una wild card in tasca e ci stupiscono. È successo con la francese Louis Boisson nel torneo di casa al Roland-Garros: semifinale. È successo con la teenager Viktoria Mboko nel Masters 1000 di Montréal: titolo dopo aver superato quattro campionesse dello Slam. Sono storie che si presentano con i tratti della favola, una improvvisa ascesa verso la celebrità. C’è solo un problema – dice The Athletic – non è la vera storia.
La vera storia è fatta di fatica e di impegno in altri luoghi. Dove io nostro sguardo non arriva. Prima di avere una wild card per un grande torneo, le Boisson e le Mboko hanno sudato e faticato nel circuito inferiore, l’ITF World Tour. Sono tornei che offrono pochi premi in punti e impongono spesso viaggi dall’altra parte del mondo. Per alcune giocatrici rappresenta la loro dimensione, trascorrono lì un’intera esistenza. Per altre è un posto dove sviluppare un’attitudine alla vittoria che alla prima occasione potranno mettere in pratica più su.
Prima della sua corsa sotto le luci di Parigi, Boisson aveva un record di 14 vittorie in 18 partite negli incontri ITF 2025. Prima del trionfo a Montréal, Mboko era addirittura titolare di un bilancio di 25-1. Belinda Bencic è tornata dopo la maternità ripartendo da quel circuito. Il nome nuovo che emerge da quel purgatorio è Janice Tjen, ventitreenne indonesiana che fino allo scorso anno giocava per la Pepperdine University, a nord di Los Angeles. A NY ha superato le qualificazioni prima di battere la testa di serie numero 24 Veronika Kudermetova al primo turno. È stata la sua prima partita in un tabellone principale dello Slam. La vogliamo chiamare favola? Secondo The Athletic sarebbe meglio dire che si tratta del culmine di 100 vittorie in 113 partite, tutte arrivate nell’ITF World Tennis Tour, con strisce di successi consecutivi che hanno toccato una volta quota 20, un’altra volta quota 16 e di nuovo 27 partite.
La definizione di The Athletic per parabole simili è assai felice: “Sono simili a un tirocinio in un’azienda più piccola, per arrivare alla successiva applicazione delle conoscenze acquisite in una grande azienda”.
Stanotte ha perso con Emma Raducanu – perché c’è sempre un’azienda più grande di prima che ti mette alla prova, e non si smette mai di studiare.