Juan David Sierra
Quattro sprint vinti, 91 punti e medaglia d’oro per Juan David Sierra, 21 anni, agli Europei giovanili di ciclismo in Portogallo, dove l’Italia sta duellando con la Gran Bretagna per il primo posto nel medagliere. Prima dell’ultima giornata gli ori sono 9 per entrambe, gli argenti 6-5 per UK, il totale 20-19 per gli azzurri. Sierra corre anche su strada per la Tudor, ma li ha avvertiti, gli ha detto che non vuole lasciare l’attività su pista.
La squadra intende addestrarlo per metterlo nel treno che tira le volate a Dainese. Qualche giorno fa Sierra è stato intervistato da Bicisport. «Azzeccare il posizionamento è difficile, ma mi piace. È decisamente la parte più complicata del mio compito – ha spiegato – perché le squadre iniziano ad organizzarsi in treni già a venti chilometri dall’arrivo e questo è molto diverso da ciò che succede tra gli Under 23. Non è facile farsi spazio e scovare il punto giusto in cui mettersi. In tutto questo bisogna cercare di non perdere posizioni e fare meno fatica possibile, “limare” come si dice in gergo».
La corsa più difficile, ha raccontato, è stata «la seconda tappa del Baloise Belgium Tour. C’era vento forte e un tratto di pavé a cinque chilometri dall’arrivo affrontato a velocità folli: negli ultimi 6000 metri abbiamo corso a 58 chilometri orari di media. Lì ho davvero toccato il mio limite. Rilanci una, due volte, ma alla terza ti fai sfilare perché più di così non vai. Mi viene più semplice confrontarmi tra i dilettanti a livello internazionale: essendo il ritmo più basso, arrivo più fresco a fare la volata».