Un altro circuito cittadino nel Mondiale di F.1
L’ultimo passo della rivoluzione è compiuto. Madrid diventerà fra un anno la prima capitale europea a ospitare una corsa di Formula 1.
Attorno all’area fieristica dell’IFEMA, a cinque minuti dall’aeroporto di Barajas nell’area a nord-est, dove l’Atlético Madrid ha costruito da zero il suo stadio, il Madring da 5 km e mezzo con 22 curve da ripetere per 57 giri ha sfilato uno dei GP del Mondiale 2026 di Formula Uno a Imola e alla sua storia. L’Italia sguazza nella tradizione, il resto del mondo progetta, disegna, realizza, costruisce, sorpassa.
Il Madring è stato pensato per star dietro alla contemporaneità. È un circuito con zone ad alta velocità, uno pensato con curve lente, in alcuni casi cieche e a 90 gradi. Fanno molto Netflix. C’è anche una curva sopraelevata, destinata a diventare un’attrazione alla Indianapolis con i suoi 24 gradi di banking – qualunque cosa significhi. Diventerà più suggestiva di quella immaginata a Zandvoort.
Il papà è lo stesso, il signor Jarno Zaffelli, cinquant’anni, designer e fotografo, un italiano – ma pensa – andato all’estero per esercitare la sua eccellenza, perché i confini per i visionari non esistono. Esistono i sogni, e i sogni si tengono nei cassetti solo nei modi di dire.
Con il Madring Zaffelli ha sfilato un GP alla sua terra. Pure Stefano Domenicali, il gran capo della F.1 è un emiliano, anzi imolese. Non è per dispetto che l’hanno fatto, ma perché c’è una evoluzione in atto e chi non si evolve si estingue.
Il rettilineo del traguardo di Madrid è lungo 589 metri, sono 202 i metri che separano la linea del traguardo dalle curve 1-2, una chicane lenta sinistra-destra che ricorda le prime due curve del circuito di Gedda in Arabia Saudita, dice in giro per la rete chi ne sa. È la prima, immediata, possibilità per un sorpasso. Questo cerca la F.1 comprata dagli americani, cerca drama, e pazienza per noi europei affascinati dalla storia di Monte-Carlo dove non succede niente dai giorni in cui Grace Kelly sposò il principe.
Il Madring è spiegato per benino, passo passo, da questa analisi uscita tempo fa sul sito del Guerin Sportivo. Porterà un introito di 450 milioni di euro all’anno alla città, potrà ospitare più di 110.000 spettatori al giorno fra tribuna, ingresso generale e ospitalità VIP, ma c’è già il progetto di allargarsi a 140.000
“Con il senno di poi – si domanda il Guerin Sportivo – aveva senso spostare la sede del Gp di Spagna da un circuito del calibro di Montmelò al Madring? Con questa insistenza nel voler proporre dei circuiti cittadini a scapito delle piste permanenti e più tecniche, non si rischia di perdere la natura stessa della Formula 1 andando su piste indubbiamente spettacolari ma tutte fini a se stesse, incapaci di dare una seria indicazione del reale livello tecnico delle varie monoposto? Solo il tempo sarà in grado di darci delle risposte a queste domande, dandoci così un’idea sempre più chiara della direzione che la Formula 1 sta intraprendendo, con il serio rischio di disaffezionare degli appassionati duri e puri che dopo aver dovuto subire l’ingresso dal 2028 del circuito belga di Spa-Francorchamps (da sempre considerato una sorta di Università della massima serie motoristica da squadre e piloti) nelle piste europee a rotazione ( come sancito dagli accordi firmati lo scorso Gennaio e validi dal prossimo anno), dal 2027 dovrà prendere atto del sempre più probabile addio del Montmelò alla massima serie motoristica, salvo anche in questo caso un suo ingresso nei circuiti a rotazione”.
In Emilia-Romagna sono giustamente risentiti. È la regione che aveva offerto ospitalità a mezzo mondo dello sport durante il lockdown, investendo in accoglienza e gestione dell’emergenza. Daniele Sparisci sul Corriere della sera spiega che “l’impianto aveva il contratto in scadenza e la richiesta dei Paesi emergenti per ospitare corse fa lievitare le tariffe. Per avere l’ultima edizione del Gp dell’Emilia-Romagna e del Made in Italy sono serviti 28 milioni di euro, ed era un prezzo fuori mercato, frutto di vecchi accordi. Ora per rimanere in pianta stabile in calendario ne servono 40-45 l’anno. Stefano Domenicali, imolese di nascita ma cittadino globale per scelta (da presidente della F1 cura gli interessi del gruppo americano) non ha mai alimentato illusioni sulla possibilità di tenere due appuntamenti in Italia”.
Cosimo Cito su Repubblica spiega che “Madrid dovrà risolvere il problema della concomitanza del suo Gp con l’ultima tappa della Vuelta a España di ciclismo: possibile il trasloco di quest’ultima addirittura alle Canarie. L’omologazione è ancora sub-judice: in caso negativo, Imola potrebbe rientrare in gioco, anche se la collocazione in calendario a una settimana da Monza (4-6 settembre) rende improbabile questa ipotesi”.
Dallo studio del calendario 2026 pubblicato ieri, The Athletic coglie quella che chiama una mossa singolare, la programmazione cioè del Gran Premio del Canada nel weekend del Memorial Day, la famosa parata della 500 Miglia di Indianapolis.
“Per anni – racconta il magazine – il più grande spettacolo automobilistico si è svolto in quel fine settimana, che fosse di domenica o addirittura il lunedì del Memorial Day. E per oltre vent’anni, il Gran Premio di Monaco si è svolto di domenica, creando quello che alcuni chiamano il Natale degli sport motoristici. La F1 dava il via alle danze con il GP di Monaco nella mattinata della costa orientale, mentre l’IndyCar occupava la fascia oraria di mezzogiorno con la Indy 500. La NASCAR chiudeva la giornata con la Coca-Cola 600, regalando un’intera giornata di gare agli appassionati di sport motoristici. Per regionalizzare il calendario, la F1 ha scambiato le posizioni di Monaco e Montreal, quest’ultima solitamente interrompeva la programmazione europea. Monaco è stato spostato a giugno, il GP del Canada si svolgerà a maggio, tre weekend dopo il Gran Premio di Miami e nel weekend del Memorial Day. Il colpo di scena è che F1 e IndyCar correranno lo stesso giorno, nello stesso fuso orario. Gli orari di partenza delle gare del prossimo anno non sono ancora stati resi noti, ma se le due serie manterranno gli orari di quest’anno, le gare si sovrapporranno”.
È il senso della sfida di Liberty Media e della nuova Formula Uno. Andare a pescare un nuovo pubblico nello stagno affianco.