Il record di triple alla March Madness

   

Il record di triple alla March Madness

Ci sono delle situazioni in cui essere un prof di matematica aiuta pure nel basket. Nate Oats, per esempio. Ha insegnato la materia al liceo prima di allenare la squadra del college di Alabama, la nuova detentrice del record di triple segnate in una partita NCAA. Ne hanno messe dentro 25, quattro in più dei Loyola Marymount nel 1990. Si sono guadagnati in questo modo la chance di affrontare la favoritissima Duke stasera per un posto nelle Final Four.

«Quando ho visto le prime tre entrare – ha detto la guardia Mark Sears – ho sentito che il canestro era grande come un oceano». La cosa curiosa è che Sears, il miglior realizzatore, non era così infallibile da settimane. Nelle sue ultime sei partite, fa notare il Wall Street Journal, aveva provato 35 tiri da dietro l’arco e ne aveva realizzati solo cinque: fa il 14%. Allora il professor Oats lo ha preso in disparte e gli ha detto di non pensarci, anzi, devi sapere ragazzo mio che esiste un principio fondamentale nelle statistiche che si chiama regressione verso la media: se un campione di una variabile casuale è estremo, è probabile che il campionamento successivo della stessa variabile casuale sia più vicino alla sua media. Tu tira, tira e non pensare al 14%. 

Ben Goldrace se ne occupò anche in relazione allo sport in Bad Science, considerando per esempio che i giocatori di baseball con magnifiche statistiche in battuta nella loro stagione da rookie hanno maggiori probabilità di fare peggio nel campionato successivo, alimentando così la leggenda del crollo del secondo anno. Ancora più divertente è l’esempio di regressione verso la media per spiegare la cosiddetta maledizione della copertina di Sports Illustrated: periodi di prestazioni eccezionali che si traducono in un servizio di copertina sono probabilmente seguiti da periodi di prestazioni più mediocri, dando l’impressione che apparire su quella prima pagina sia la causa del declino. 

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