Il ciclista pescato nel biathlon
Correre sotto la neve ad Auron non ha fatto né caldo né freddo [ehm] a Florian Lipowitz, tedesco, 24 anni, alla Parigi-Nizza vestito della maglia bianca di leader dei giovani, secondo assoluto nella classifica generale con 37 secondi di ritardo da Matteo Jorgenson. Sei mesi dopo il settimo posto alla Vuelta, Lipowitz sta proseguendo nella sua costruzione di corridore da classifica. Ha vinto il Giro della Repubblica Ceca nel 2023 e il Giro di Turchia nel 2024. Ha un grande motore, ereditato dal suo passato di biatleta di alto livello, uno sport che ha praticato dagli 8 ai 20 anni perché aveva un campo vicino casa sua, Ulm, la città di Albert Einstein. Per consentirgli di allenarsi nel Tirolo, i genitori hanno comprato una casa in Austria.
Finché un infortunio al ginocchio – il tipico infortunio al ginocchio – non lo ha costretto a salire in bicicletta per la fisioterapia. Lipowitz era già un atleta professionista, abituato a fare lunghi percorsi di trekking. La bicicletta è stata una folgorazione. Ha iniziato a iscriversi alle maratone ciclistiche, quelle dai sei-sette sette ore. Andava a correrle insieme con papà. Per gioco. Solo che il gioco è finito quando alla Red Bull si sono accorti di lui facendo reclutamento su deterninati profili: Zwiehoff viene dalla mountain bike, Palzer dallo sci. Lo hanno convocato per dei test e li ha superati riuscendo a correre 10 km in meno di 35 minuti senza aver mai fatto un allenamento specifico. Gli hanno dato un contratto per il team minore Tirol KTM senza che avesse ancora la licenza.
In LIpowitz ha in testa il Tour de France. Ma uno scalino per volta. Ha fatto tre anni con la squadra austriaca, questa settimana ha scoperto le salite francesi e la Côte-Saint-André attaccando alla Loge-des-Gardes. Fa tutto parte del suo percorso di apprendimento, scrive L’Équipe in un ritratto. È un tipo che viene descritto come molto riservato, con una voce sottile e nasale, di poche parole. Sembra timido, ma ha grande fiducia in sé stesso, dice il suo connazionale ex compagno di squadra Georg Steinhauser, alimentando il mistero che vuole i timidi siano sfiduciati.