Lo show del Super Bowl: tutti i nemici di Kendrick Lamar

Stavolta si è parlato di meno di Taylor Swift. Il suo fidanzato Travis Kelce è ancora tra i protagonisti della partita, ma non siamo ai livelli di attenzione mediatica di un anno fa, quando i media americani furono perfino costretti a immaginare come avrebbe fatto lei a rientrare in tempo per la partita da uno dei suoi concerti in Giappone. La foto del dopo-partita fu quella del bacio tra il gigante e la popstar, appena uscita da un’edizione dei Grammy che l’ha punita in favore di Beyoncé. 


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11 FEBBRAIO 2024


The Athletic si è dedicato a lui, l’omone che prima delle partite, quando il resto dei compagni prova delle giocate ‘attacco-contro-difesa, se ne sta in disparte, concentrato sul compito da svolgere, paralizzato, prigioniero di un tempo morto. Kelce – si legge – vaga su un campo adiacente ed entra nel suo regno. Cammina avanti e indietro, balbetta qualcosa, entra ed esce da pause immaginarie, ripassa le giocate nella sua testa e parla da solo. Un po’ quello che accade a sciatrici e sciatori al cancelletto della discesa libera, quando si muovono, ondeggiano, ripassano il tracciato che devono aver imparato a memoria per buttarsi già a 150 all’ora. 

Nessuno lo disturba. Nessuno – scrive the Athletic – lo mette in discussione. Nel sancta sanctorum dei Chiefs, è semplicemente un fatto accettato che uno dei giocatori più affermati della NFL sia anche uno dei ragazzi più seriosi quando si tratta di prepararsi alla battaglia. Mentalmente, allenatori e compagni di squadra non sanno dove Kelce vada in quei momenti. Sanno solo che lì si sente casa. Occhio pure al pre-partita di Chris Jones, difensore dei Chiefs. Anche lui a bordo campo si sente a casa, raccoglie le idee, calma la mente e raccoglie i pensieri, fino a scoppiare spesso in lacrime durante l’inno nazionale. Ne ha scritto il Washington Post

Avrebbe voluto sentirsi a casa pure Lil Wayne, il rapper e produttore di New Orleans che si aspettava una chiamata della NFL per lo show all’intervallo, uno degli spettacoli più attesi dell’anno in America. Invece hanno ingaggiato Kendrick Lamar e apriti cielo. C’è stato quasi un dissing, non al livello di artisti del calibro di Fedez e Tony Effe, ma insomma pure loro adesso si guardano storto. Va detto che la NFL ci ha preso. Lamar è reduce da cinque Grammy, compreso quello per il miglior pezzo dell’anno, Not Like Us, ma forse stasera non lo sentiremo, dice il Washington Post. Non lo sentiremo perché lo sapete come sono i rapper. Spostano con la bocca. Dicono le maleparole. Quelli che vanno a Sanremo no, si trattengono. Gli altri lo fanno. Not Like Us è già costata a Lamar una denuncia per diffamazione, una faida rap con Drake accusato di essere un pedofilo e le critiche dei politici della destra estrema. Nel testo c’è la parola che inizia con la n*.

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Lamar ha detto che i tifosi devono aspettarsi anche un monologo durante l’intervallo perché gli show sono fatti anche riflettere un po’, ma esistono gli standard della i Federal Communications Commission [FCC] che potrebbero metterlo nei guai. Sempre il Washington Post riferisce che co sono 38 parole nel testo del pezzo che non sono adatte al pubblico della prima serata americana. Se Lamar decidesse di cancellare alcune parole e frasi chiave dalla canzone, diventata un inno di Los Angeles, non sarebbe la prima volta che si autocensura per il bene della televisione. L’hip hop si è già ripulito altre volte per andare al Super Bowl. In sostanza quel che Jake La Furia sta rimproverando ai suoi colleghi che vanno a Sanremo. Anche quest’anno non dovrò vergognarmi di essere Jake La Furia / Io non ucciderò la musica in Liguria canta in 64 no brand

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