Quando volevano rapire Falcão

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Il piano sventato dai carabineri

Volevano rapire Falcão , il campione della Roma. Un sequestro commissionato dalla ‘ndrangheta calabrese nel gennaio del 1982 e pianificato per la primavera del 1984. Lo rivela la Gazzetta di Cannavò in prima pagina, il 26 gennaio 1985. Testa di ponte dell’operazione una banda malavitosa romana in stretto contatto con la mafia calabrese per traffico di stupefacenti e di banconote false, così si legge sul giornale quella mattina. 

Soltanto ieri pomeriggio, dopo aver concluso una decina di arresti tra Roma, Catania e Milano (zona Gugliasco), il reparto operativo dei carabinieri della legione di Roma del colonnello Cagnezzo ha tolto i veli su un’inchiesta in corso da più di due anni e tuttora aperta. Nell’inverno dell’82, infatti, il magistrato Alberto Pazienti ed il sostituto procuratore Luigi De Ficchy spiccavano i primi mandati di cattura nell’ambito di un’indagine su traffico di stupefacenti. La rete cominciò subito a chiudersi. Grazie alla fattiva collaborazione di alcuni pentiti i magistrati riuscirono infatti ad individuare buona parte del componenti della banda romana, la maggior parte dei quali calabresi, e ad accertare tutta una serie di operazioni malavitose in cantiere. E tra queste il sequestro del campione brasiliano. I carabinieri nelle loro perquisizioni non sono riusciti a trovare scritti o piantine relativi al possibile rapimento del giocatore, ma hanno maturato la certezza che Falcão , in quel periodo, fu controllato e pedinato. La tempestiva operazione del carabinieri ha sventato probabilmente il sequestro. Il 28 maggio 1984- vigilia di Roma-Liverpool – i carabinieri di Roma operarono una serie di arresti – l’imputazione era di associazione di stampo mafioso. Purtroppo le manette scattarono soltanto per metà della banda e questo suggerì alle forze dell’ordine ed ai magistrati di non dare troppa pubblicità all’operazione. I magistrati preferirono continuare in segreto le indagini e ieri si sono visti i risultati

La reazione di Falcão  è di sbigottimento. Quella dei compagni di squadra ironica. Roberto Pruzzo dice alla Gazzetta: adesso questo dal Brasile non torna più. Quel 26 gennaio non sapevamo ancora che non avrebbe mai più giocato con la Roma. La sua ultima partita porta la data del dicembre 1984, contro il Napoli, segnò il gol decisivo. Falcão aveva un problema a un ginocchio ed era in polemica con il presidente Viola. Aveva lo stipendio più alto della serie A del tempo, guadagnava un miliardo di lire all’anno. Si era rifiutato di sottoporsi a una visita medica fiscale e così la freddezza nei rapporti diventò insanabile. 

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