Questa storia della piscina lenta ai Giochi di Parigi

 

IL TEMA 

Questa storia della piscina lenta

David Popovici ha vinto la prima medaglia olimpica della Romania dal 2004, ma il suo 1:44.72 è il più lento per l’oro dal 2000. Ian Thorpe è stato più veloce di lui di 0,01 secondi vent’anni fa. È l’ultimo dei dati sulla lentezza del nuoto olimpico 2024. Sembra la prova schiacciante, il conforto alla tesi di una piscina lenta. La vittoria di Popovici su Matt Richards per 2 centesimi è il margine più piccolo mai visto in questo evento, si tratta pure del podio più corto mai visto, con Popovici davanti al terzo classificato Luke Hobson di soli 7 centesimi.

Alessandra Retico su Repubblica se ne occupa e scrive: “Le linee guida della World Aquatics, sono state ampiamente rispettate nella costruzione della vasca, almeno quando Parigi ha vinto le Olimpiadi. Dopo, a gennaio 2023, la federazione internazionale ha variato la profondità minima richiesta: 2,5 metri fino a 3 (prima, il minimo era di 2 mt e fino a 3). Il vero problema è che ci sono dei limiti strutturali di cui gli organizzatori erano a conoscenza: più in profondità non si può andare sotto la Defense Arena, c’è un parcheggio enorme. Problemi di carico. Se la vasca in sé incide poco sul peso, la portata dell’acqua è enorme e non può essere ridotta: 2500 metri cubi. E di piscine ne sono state installate due. Per la scienza, maggiore è la profondità, più veloce sarà la piscina. In una vasca bassa, si producono onde di ritorno che rendono l’intero bacino più turbolento e mosso”. 

All’ipotesi non crede Francesco Caligaris sul Foglio, dove parla di dibattito più surreale delle Olimpiadi. “La fisica offre una spiegazione, ma forse c’è anche dell’altro, e ha che fare con l’intangibile imprevedibilità dello sport e della mente umana”. 

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