Kroos il burattinaio e Havertz ballerino di mambo. Cosa dicono in Germania dei cinque gol

5-1 Cinque gol della Germania. Così è cominciato l’Europeo, con una non-partita della Scozia, travolta al punto da non darci risposte serie e attendibile sul valore della squadra messa insieme da Nagelsmann. Nick Horn su Die Zeit si concede dello spirito: Gli scozzesi hanno invaso Monaco, hanno svuotato alcuni bar del centro e hanno creato una bellissima atmosfera. Come i loro tifosi, anche i giocatori sono stati degli ottimi ospiti. La Scozia ha fatto praticamente nulla per rendere difficile l’inizio dell’Europeo casalingo alla Germania. Florian Wirtz è ora il più giovane marcatore nella storia degli Europei. Significa che il piano scozzese era fallito in partenza. Il piano era: barrichiamo le porte senza attaccare. Un piano audace che su ZDF Christoph Kramer ha definito una catastrofe.

Tutta l’eccitazione della Tartan Army si è spenta così. John Swinney, neoeletto capo del governo scozzese, aveva pure messo il kilt per dirigersi verso la fan zone in Marienplatz, a Monaco. Decine di migliaia di scozzesi hanno viaggiato come lui, con la medesima destinazione. La folla superiore alle attese ha spinto la polizia a chiudere l’area di ‘Olympic Park. Nel pomeriggio il Comune ha già iniziato a usare X per invitare la gente a smettere di dirigersi verso una zona completamente ingolfata, a un certo punto transennata. Le metropolitane hanno smesso di fermarsi a Marienplatz.

È una prima svolta. La Germania aveva iniziato gli ultimi tre tornei internazionali con una sconfitta. Il piano del cittì ha funzionato fin dall’inizio sottolinea la Sudddeutsche Zeitung che parla di un Toni Kroos al governo della squadra con maestosità regale. Ha impressionato per la velocità nei passaggi. La rivista Kicker fa notare con Oliver Hartmann che Il potente accompagnamento vocale dei tifosi scozzesi con il loro inno non ufficiale “Flower of Scotland” ha ricordato la potente esibizione dei tifosi brasiliani prima della semifinale della Coppa del Mondo 2014. Come in quel 7-1 i calciatori tedeschi non ne sono rimasti impressionati. il primo passo verso il torneo difficilmente avrebbe potuto essere più convincente. Nagelsmann e la squadra sembrano pronti.

Mai la Germania ha mancato una qualificazione al turno successivo dopo aver vinto la partita d’apertura. In Scozia The National scrive che la Germania è uscita meglio dai blocchi di partenza, in realtà è anche arrivata meglio sul traguardo e meglio ha fatto pure nella parte centrale della corsa. Insomma: la Scozia ha iniziato male, ma poi è calata un po’. Ha costretto la Germania a schiacciarla e The Herald si domanda come mai le prospettive per la Germania di vincere gli Europei in casa non erano così ottimistiche alla vigilia. I loro passaggi, i loro movimenti e le loro rifiniture sono mozzafiato. La Scozia è stata completamente inferiore, dall’inizio alla fine

108  I km orari toccati dal tiro di Wirtz per il gol d’apertura

  ARTEFICI

La ballata di Musi e Wirtzi dice la rivista 11 Freunde, che parla di un tocco di fiaba estiva che si diffonde all’Allianz Arena. Anche se siamo solo all’inizio – ha scritto Tim Jürgens – i due prìncipi del torneo si sono già manifestati. Nel titolo appare una delle espressioni tedesche più popolari e più intraducibili: Holla die Waldfee – che sarebbe una cosa tipo: essere felici come una Pasqua. Ma con uno strato di stupore aggiunto, un sentimento inatteso.

Anche la Frankfurter Allgmeneine Zeitung parla di inizio magicoin una atmosfera eccezionale, con la guida del sovrano Kroos, il maestro del gioco tedesco, Molti dei suoi palloni non sono stati spettacolari, ma giocati con una precisione quasi inaudita e con tale intelligenza da spaccare dolcemente e inesorabilmente la difesa scozzese. A Stern definiscono Havertz un ballerino di mambo e Kroos un burattinaio”, ma sono rimasti molto meno impressionati dalla cerimonia d’apertura, all’insegna della banalità della stupidità

Da quella città di Madrid dove Toni Kroos ha esercitato buona parte del suo magistero, Josè Carlos Menzel su As scrive che Nagelsmann sembra aver trasformato la Germania in un rullo che aspira a tutto. Il suo segreto? Include un pezzo che, adesso, dà senso al resto: Kroos. L’ex giocatore del Real Madrid è il cronometro che grazie alla sua capacità di fare sempre la cosa giusta, rende brillanti tutti gli altri. Soprattutto i due ragazzi d’oro davanti a lui, che a volte sembravano addirittura giocatori virtuali per la loro capacità di aggirare le difese. Va ricordato che sia Wirtz sia Musiala hanno 21 anni ciascuno, ma nascondono un sacco di talento nelle loro scarpe, per diventare all’improvviso gli Olly e Benji che guidano la nazionalr in fuga per la coppa. La Germania è tornata

GIUDIZI UNIVERSALI 

Stern promuove l’iniziativa dell’UEFA che minaccia cartellini gialli per tutti i calciatori che si accostano all’arbitro per protestare senza essere i capitani. Funziona. Con quanta gentilezza viene improvvisamente trattato l’arbitro! La nuova regola – si legge – sembra funzionare molto bene. Ci sono stati falli molto brutti, come quello al 44′ di Porteous su Gündogan. Ma nessuno si è scatenato contro l’arbitro Clement Turpin. I capitani Robertson e Gündogan hanno invece chiesto sempre con cautela perché l’arbitro avesse preso una tale decisione. È una buona regola!

 

  UNA BIRRA PER

Per Katrin Müller-Hohenstein, la conduttrice dello studio della ZDF. Ha sorpreso i telespettatori con un paio di calzini subito notati e commentati sui social. Mostravano Bart Simpson sul suo skateboard. A quanto pare il regista ha informato la presentatrice di hashtag e trend topic, quella roba là, e alla fine lei è stata prontissima a salutare il pubblico da parte del mio piccolo amico che vi ringrazia per la vostra attenzione. Scrive Stern: Speriamo che questo non causi problemi per pubblicità ingannevole.

IL PAESE

Paolo Valentino, corrispondente del Corriere della sera dalla Germania, riferisce che nonostante le buone prestazioni degli ultimi mesi, sotto la guida di Julian Nagelsmann, solo il 4% dei tedeschi scommette su una vittoria agli Europei. L’unico forse a crederci veramente è Olaf Scholz – dice – ma è la speranza della disperazione di un cancelliere che ha toccato il fondo della popolarità e spera in un improbabile rilancio. il Paese langue, segnato da decrescita, invecchiamento, erosione delle industrie tradizionali, inflazione, assenza di ottimismo imprenditoriale. Le elezioni europee certificano una Germania lacerata tra Est e Ovest a 34 anni dalla riunificazione, con le regioni dell’ex Ddr dominate dall’estrema destra xenofoba e ultranazionalista”.

Valentino ricorda che anni fa, quando andai a trovare Joachim Fest, alla vigilia dell’introduzione dell’euro, il grande storico tedesco mi spiegò perché l’addio al marco fosse così doloroso per i suoi connazionali: «Vede, il marco insieme al calcio è parte dell’identità nazionale della nuova Germania, che ha avuto tre padri fondatori: Konrad Adenauer, Ludwig Erhard e Fritz Walter».

I primi due li conosceva, il terzo no. Poi ha imparato l’importanza del calcio in Germania. 

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