L’avvertimento del PSG a Donnarumma. Alla vigilia degli Europei

  Se il miglior talento che hai è un portiere, la cosa più bella che vedrai è una parata. Lo ha scritto Paolo Tomaselli nelle pagelle del Corriere della sera per la partita dell’Italia contro la Bosnia. La parata era quella che dopo 5 minuti ha negato il gol a Hajradinovic. Donnarumma è una delle certezze della nazionale di Spalletti, secondo il Messaggero, mentre Antonio Barillà su La Stampa ha visto riflessi e condizione al top in una sera che immaginava sonnolenta

Pare che Donnarumma sia insomma insensibile all’aria che soffia da Parigi, brutta aria, il posto da titolare non è più suo. O meglio: non è detto che sia suo. Damien Degorre ha raccontato su L’Équipe che il PSG rifiuta di stabilire una gerarchia per il ruolo di portiere e ha avvertito i tre che sono sotto contratto. Gianluigi Donnarumma, Arnau Tenas e l’ultimo arrivato Matveï Safonov: Non ci sarà nessun numero 1, 2 o 3 all’inizio della stagione

È una formula decisamente diplomatica. Avvertire i tre portieri che non ci sarà un numero 1 all’inizio della stagione significa avvertire soprattutto Donnarumma. Gli altri due, il 25enne russo e il 23enne spagnolo, non possono che apprezzare la notizia. L’Équipe ha scritto che per Donnarumma questa decisione assomiglia a un flashback di tre stagioni, quando arrivò al PSG e venne messo in concorrenza per la prima volta con Keylor Navas. Se non visse l’esperienza come un trauma, fu perché la considerava, all’epoca, una tappa nel processo di ambientamento. Eppure, era appena stato decisivo agli Europei con le sue parate ai rigori contro la Spagna e l’Inghilterra. Scrivono in Francia che Donnarumma è uno di quei portieri che considerano speciale il ruolo, un ruolo dove la stabilità è più un imperativo che una necessità. Quando si è sentito meno in pericolo, l’italiano ha prodotto le sue performance più riuscite.

La sfida è conservare la serenità mostrata contro la Bosnia per tutto l’Europeo, rimandare insomma a domani i cattivi pensieri che arrivano dal PSG. Come diceva Nereo Rocco? Portiere e centravanti – ricordava Antonio Barillà su La Stampa – fanno metà squadra. Luigi Garlando sulla Gazzetta ha scritto che dovremmo avere il broncio, come i bambini al parco, quando i più grandi fanno le squadre e dicono: «Voi non giocate!», perché delle 24 nazionali partecipanti all’Europeo, siamo quelli che hanno meno giocatori all’estero, a parte l’Inghilterra. Solo tre, l’11,5%: Donnarumma, Vicario e Jorginho. Cioè, due portieri e un centrocampista nato e cresciuto in Brasile per 15 anni. Non una fotografia gratificante. I grandi d’Europa non ci fanno giocare. Ma quando Donnarumma lasciò il Milan per andare a giocarsi il posto al PSG, la Gazzetta lo giudicò un tradimento. Una scelta sbagliata. 

Tomaselli sul Corriere: Nemmeno il tempo di tornare dopo due panchine, che cercano di svaligiargli la porta: l’antifurto è super. Più scenografico su punizione, essenziale nel salvataggio in uscita nel finale. Il miglior giocatore di Euro 2020 sembra pronto. Speriamo. 

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