Il ritiro di Alizé Cornet, la tennista romanziera

SIPARI ..

Omaggio ad Alizé Cornet che si ritira 

TENNIS

 

Alizé Cornet se ne va. Lascia il tennis dopo il Roland-Garros del mese prossimo. Ha 34 anni, è stata numero #11 del mondo, detiene il record dell’era Open per il maggior numero di tornei consecutivi del Grande Slam giocati, con 68. La longevità è stata il suo tratto distintivo, scrive la rivista Tennis. Ha fatto il suo debutto in un tabellone principale a 15 anni, proprio a Parigi. Era il 2005. Cornet ha annunciato il suo addio in un’intervista alla televisione francese CANAL+ . Attualmente è al numero 107 in classifica e avrà certamente una wild card per giocare il torneo di Parigi per la ventesima volta. Il suo miglior risultato è stato un quarto di finale a Melbourne nel 2022.  Ha vinto 6 tornei in carriera e una Fed Cup con la nazionale. L’Equipe le rende omaggio con una galleria di foto

UN BEL GIRETTO DI PAROLE DOPPIATE
Il 9 maggio del 2022 la buonanima della newsletter si occupava di lei nel numero #949, per la sua incursione nel mondo della narrativa.

C’è una scrittrice francese in tabellone al Foro Italico, si chiama Alizé Cornet, ed è ancora la migliore tennista nel suo Paese, all’età di 32 anni. Aveva un solo strumento di lavoro. La racchetta. Adesso ne ha due. S’è aggiunta la penna. La penna è per dire. Mica scrive con la penna. Oggi gioca il suo primo turno contro l’ex numero 1 Simona Halep, la rumena che ha soffiato il coach a Serena Williams. Si presenta in campo mentre è in libreria da cinque giorni il suo primo romanzo, La Valse des Jours, pubblicato per Flammarion, l’editore della prima edizione di L'Assommoir di Émile Zola e de Le particelle elementari di Michel Houellebecq.
Editoriale: Gulp.
Fine dell’editoriale.
L’Equipe ha dedicato una pagina a questo esordio letterario, in fondo casuale. La tennista numero 34 al mondo l’aveva scritto per una diffusione domestica. Voleva fare un regalo di Natale a sua madre nel 2020, il primo Natale in pandemia. È la storia della sua vita, di sua sorella (la zia di Alizé) e di sua madre (la nonna). Quando sua madre ha chiuso il malloppo di 400 pagine, le ha detto: - Fallo leggere a una casa editrice. Cornet aveva già pubblicato una specie di diario, un’autobiografia assai canonica, dal titolo Senza compromessi, e sapeva benissimo che l'esercizio non c'entrava nulla. Insomma: l’ha spedito senza farsi troppe illusioni. Le pagine sono arrivate nell'ufficio della direttrice della narrativa, Louise Danou, che non sapeva neppure che Alizé Cornet fosse una tennista.
Nell'aprile del 2021, mentre era a Charleston per il torneo, poco prima di un match la francese ha ricevuto la telefonata di Flammarion: avrebbero preso il romanzo. A quel punto, povera Alizé, pensava fosse finita. E invece. Non conosceva gli editor. Le hanno chiesto di asciugare le 400 pagine e di dare più sostanza a un personaggio. Ce lo rimandi?
In giro per tornei, Alizé giocava e scriveva, scriveva e giocava. Fino al giorno in cui dovette spedire la seconda versione. Lei racconta a L’Equipe che a un certo punto ha pensato di fotografare il romanzo pagina per pagina, e inviarlo così. La WTA l’ha salvata con uno scanner. Una versione che farebbe pensare a una composizione a macchina.

Shhh, ehi, Alizé: comprati una chiavetta USB e usa un portatile

Il volume finale è di 360 pagine. Il romanzo racconta la storia di tre donne del Novecento che negli Anni Sessanta vedono sconvolte le loro vite da un capriccio. Ma amici - questa è la voce di Emanuela Folliero che vi parla - non vi raccontiamo il resto per non rovinarvi il finale.
«Onestamente - dice adesso lei - è stato un lavoro titanico, super scoraggiante, non mi ero mai resa conto che pubblicare un romanzo comportasse così tanto lavoro, dopo averlo scritto».
Però s’è appassionata. Ha finito di scrivere un secondo e ha iniziato un terzo. Magari non batte la Halep, ma è sulla strada per battere Balzac.
Louise Danou, la direttrice letteraria di Flammarion, dice a L’Equipe di essere rimasta stupita dalla storia, «da questo modo molto naturale in cui Alizé ha mescolato le epoche, dalla sua avidità per la scrittura. Ero stupita perché sapevo che si trattava di un’esordiente e immaginavo fosse molto controllata nella sua struttura e nella sua scrittura. Invece sembrava che l'autrice di queste pagine, si fosse allenata per anni. Il giorno dopo aver ricevuto il manoscritto, per me, non c'era dubbio che dovesse essere pubblicato. Ne ho parlato con il direttore di Flammarion, che ci ha permesso di offrire un contratto ad Alizé. Il romanzo non è un modo nascosto di parlare di tennis. Nasce da una vocazione di autrice».
Dice L’Equipe che Alizé aveva tre sogni da bambina. Fare la tennista, fare la scrittrice, essere una scienziata. La terza carriera forse è compromessa. Ma chi può dirlo.

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