È già Verstroppo

SETTE CILINDRI | Quello che i Carlos Sainz non dicono

Di Roberto Liberale

  ①  ARTEFICI  I soliti noti

Scossa al suo interno dal caso Horner, la Red Bulle è ripartita con una doppietta non del tutto scontata. Inutile ribadire che senza Verstappen, arrivato alla sua 55esima vittoria, arricchita da pole position, giro più veloce in gara e testa del Gran Premio dal primo all’ultimo giro, sembrerebbe una scuderia ugualmente forte, ma non irraggiungibile. Pérez stavolta ha fatto il suo, visto che il secondo posto viene considerato in Red Bull il minimo sindacale. Ma le fragilità della scorsa stagione lo tengono ancora sulla graticola. E la distanza tra lui e gli immediati inseguitori, misurata in pochi secondi e non in decine come per il suo caposquadra Max, lo costringe a esami continui da parte del team di Milton Keynes. Per sua fortuna, chi potrebbe sostituirlo non sta dando prove di forza eclatanti.

 

  ②  ORIZZONTI  La serietà di Sainz

La Ferrari è ripartita affermandosi come l’avversaria più diretta della Red Bull, anche se la scuderia austro-britannica è ancora lontana. Poco male, ammesso e non concesso che a Maranello l’obiettivo più realistico sia considerato quello di battere almeno gli altri team. La prima assoluta del progetto Vasseur 100% porta a casa un terzo e un quarto posto dietro le due Red Bull, posizioni che farebbero dire a qualcuno che i due piloti ferraristi sono stati “i primi tra gli umani”. In questa doppietta virtuale, il popolo ferrarista aspettava Leclerc e invece sul podio ci finisce Sainz. Un mix di piccoli problemi meccanici, aspettative e responsabilità ha rallentato all’inizio Charles, ormai incoronato prima guida per il 2024. Carlos invece, tra leggerezza mentale, rapido adattamento alla macchina e grinta a mille ha dimostrato che per un pilota di Formula Uno non esiste nient’altro che andare il più forte possibile, anche se ti hanno già licenziato. Mettendo a tacere tutti quelli che temevano un calo di tensione e di motivazioni del pilota spagnolo dopo l’annuncio della sua sostituzione con Hamilton nel 2025.

 

  ③ PANORAMI  Il passaggio di consegne in Mercedes

Russell batte Hamilton 2-0 nella partita interna in casa Mercedes e la cosa potrebbe preoccupare i tifosi della Ferrari in ottica futura. Toto Wolff probabilmente benedirà questo risultato, ormai la sua scuderia dovrà puntare tutte le sue carte sul giovane George. Alla fine il distacco tra i due è stato di appena tre secondi e mezzo, ma ci sono stati momenti in cui Russell ha dato dimostrazione di grande qualità di guida. La gestione delle gerarchie interne dovrebbe essere meno complicata che negli ultimi due anni. Lewis sa benissimo che se la Mercedes dovesse essere obbligata a scegliere, favorirebbe Russell. Un tempo queste dinamiche interne avrebbero suscitato polemiche, pettegolezzi, nel migliore dei casi silenzi e incomunicabilità tra i piloti. La letteratura della Formula Uno è piena di feroci rivalità tra compagni di squadra.

Quella tra Prost e Senna è stata la più clamorosa e pubblicizzata, ma ogni anno c’era qualche coppia già scoppiata prima ancora di cominciare. Invece oggi è addirittura possibile annunciare un nuovo pilota con un anno di anticipo senza che (apparentemente) accada nulla. E oggi ci sono almeno due scuderie, Ferrari e Mercedes, in questa inusuale condizione. Chissà se è un’evoluzione positiva di questo mondo, o se ancora una volta i nostalgici e i romantici della Formula Uno del passato rimpiangeranno le lotte intestine di un tempo, con compagni di squadra che neanche si parlavano. Di sicuro le rivalità interne hanno portato tanta pubblicità alla Formula Uno, ma non va assolutamente dimenticato che correre oltre i limiti pur di battere il proprio compagno di squadra ha spesso provocato incidenti clamorosi tra monoposto della stessa scuderia. In qualche caso ha addirittura avuto conseguenze tragiche. Una per tutte, l’incidente fatale a Gilles Villeneuve dopo l’insanabile litigio con Didier Pironi.

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     FRONTIERE  Il muro tra grandi e piccole scuderie

A punti finiscono solo le cinque scuderie ai primi cinque posti della scorsa classifica mondiale. È la cosa che a Slalom piace meno. Maggiore competitività significa spettacolo e divertimento. Liberty Media l’aveva promesso al suo ingresso nella Formula Uno, in Bahrain le premesse per una corsa più aperta c’erano tutte. Invece le sensazioni per il 2024 sono ancora peggiori della stagione scorsa nella quale, grazie alle frequenti intrusioni soprattutto di Alpine, ma anche di Alpha Tauri e Williams, a punti, anche se pochi, ci andavano un po’ tutte le scuderie. È la penultima stagione con il regolamento attuale, la speranza è che i team minori non alzino già bandiera bianca per puntare tutto sul 2026 e le sue nuove normative, nell’illusione che tutto davvero riparta da zero.

 

    CADUTE  Che combina la Alpine

Tra le scuderie finite oltre le prime 10 posizioni è obbligatorio citare la Alpine. Un team con ambizioni di successo, finito quarto appena due anni fa e che nella passata stagione ha rivoluzionato il suo management senza per questo migliorare i propri risultati. Le aspettative per il 2024 si sono trasformate in una qualifica da ultima fila per entrambe le monoposto, ed una gara da terzultimo e quartultimo posto. La Renault, casa madre della scuderia di F1, ha una tradizione ed un passato che rendono inaccettabili questi risultati. È impensabile che dalle parti di Enstone, sede inglese del team guidato da Bruno Famin, si possano accontentare del ruolo di fanalino di coda. I problemi della vettura saranno difficili da risolvere, dal sovrappeso alla ridotta potenza del motore, più una fastidiosa instabilità. In verità la Alpine aveva provato a chiedere una deroga per un incremento di potenza sul proprio motore. Di fronte all’opposizione delle altre scuderie, la casa francese ha deciso poi di dedicarsi quasi completamente allo sviluppo della Power Unit 2026, puntando sui nuovi regolamenti. Per chi ama la Formula Uno e ne ha vissuto la storia, non è una buona notizia.

 

  TRAME   Quale avaria

Al terzo anno con il nuovo regolamento l’affidabilità è cresciuta a dismisura. In Bahrain tutte le monoposto sono arrivate al traguardo senza avarie tecniche o meccaniche. Nel 2023 era successo solo in Spagna e a Miami. Quello che nella Formula Uno del passato era un fattore decisivo, e che ad ogni inizio di stagione può diventare un punto interrogativo per le novità introdotte sulle nuove monoposto, sembra non pesare più di tanto. Siamo al primo Gran Premio, i componenti meccanici sono tutti freschi di fabbrica ed è prestissimo per tirare già le somme. Ma la sensazione è che la tecnologia e i test di fabbrica che accompagnano la Formula Uno attuale, sia pure in assenza di molte prove in pista, diano enormi garanzie in termini di prestazioni, affidabilità e sicurezza. Che poi in fondo è quello che accade con la gran parte degli oggetti che usiamo quotidianamente, dalle nostre automobili che si guastano sempre meno, e proprio per questo hanno garanzie con durate inimmaginabili nel passato, fino agli elettrodomestici e ai gadget elettronici, come televisori e smartphone, che il più delle volte sostituiamo solo perché non ci piacciono più o perché è uscito un nuovo modello. Ai nostalgici del MotorSport di un tempo può non piacere, ma un futuro di monoposto che non si rompono più, o almeno non frequentemente, potrebbe non essere lontanissimo.

 

  PROSPETTIVE  Le curve cieche dell’Arabia Saudita

Sabato prossimo si torna già in pista. Il circuito sarà quello di Jedda, caratterizzato da una velocità sul giro di circa 250 km/h e, allo stesso tempo, da una serie di curve cieche dietro le quali i piloti non sanno cosa troveranno.  Ci si affiderà ai Santi Protettori della Formula Uno e, soprattutto, alle comunicazioni dai box. Di sicuro, in un calendario pieno zeppo di gare, di certi circuiti si potrebbe forse fare a meno. L’auspicio è che tutto vada per il meglio e che prima o poi i parametri per la scelta di un circuito non siano solo di natura economica.

 

 

   PUZZLE Che cosa si dice in giro    

▥  Il Giornale: Illusione Ferrari” – Umberto Zapelloni: Max è alla 55esima vittoria stagionale, la 18esima nelle ultime 19 gare, all’ottavo successo di fila, al 99° podio della carriera. Una collezione di numeri che lo porterà al quarto titolo, si spera senza vincerle tutte, altrimenti il mondo cambierà presto canale, anche per non vedere altre inquadrature di Christian Horner e signora, ripetutamente ripresi mano nella mano sotto il podio, tanto per distogliere l’attenzione dal caso a luci rosse che ha accompagnato la vigilia del Mondiale. Tra una settimana si torna in pista dove un anno fa vinse Perez con le Ferrari fuori gioco. Serve un altro passo avanti. Per evitare la noia senza aspettare la Cumbia. [qui]

▥  Corriere della sera: Il distacco è un po’ troppo, si conta sui progressi” – Giorgio Terruzzi ha scritto: Sono da mettere in conto progressi ampi e magari rapidi per una macchina che comunque qualche segnale di salute lo manifesta. Conservare un atteggiamento positivo è d’obbligo, anche se l’operazione adesso pare faticosa perché in Red Bull sanno trasformare in oro persino i sassi del deserto; perché non è pensabile un cambio di prospettiva per la prossima gara, sabato, in Arabia. Di sicuro, non abbiamo, non avremo uno scenario stravolto

▥  Il Resto del Carlino: Segnali di vita dalla Rossa” – Leo Turrini: Che barba e che noia, avrebbe detto Sandra Mondaini. La Formula Uno riparte e tutto è come prima: Verstappen prende e va, se la suona e se la canta ed è difficile immaginarlo sconfitto alla fine della stagione. Ciò premesso, tenterò di valorizzare un suggerimento della nonna, ai tempi in cui non esistevano i telefonini. La vita, spiegava la vegliarda, è come una fotografia dell’era sua: bisogna sempre sviluppare il negativo. Traduco. La Ferrari non è pronta per il Mondiale. Non ci voleva Einstein per immaginarlo: veniamo da una stagione dominata dai Bibitari e le regole tecniche sono rimaste identiche

▥  La Stampa: Ritorno al passato” – Jacopo D’Orsi: C’è una Formula Verstappen e poi c’è una Formula 1

▥  Il Foglio: Il mondiale di F1 ricomincia dalla fine” – Fabio Tavelli: Stupirebbe moltissimo se Verstappen non strapazzasse di nuovo tutti anche in questa stagione. I margini tra lui e la Ferrari sembrano meno imbarazzanti per chi insegue ma la verità è che la Red Bull non sembra mai spingere davvero al massimo. Non ne ha, attualmente, bisogno [qui]

▥  La Gazzetta dello sport: È ancora un alieno” – Luigi Perna: L’illusione di assistere a un altro grande duello fra Max Verstappen e Charles Leclerc è durata una sola curva. Lo spazio di poche centinaia di metri.

▥  Corriere della sera: La rivincita di Sainz, i tormenti di Leclerc” – Daniele Sparisci: Per Leclerc il deserto è stato di nuovo amaro. Colpa di uno squilibrio nelle temperature dei freni, quello anteriore sinistro era oltre 100 gradi più freddo di quello destro. L’anomalia si è presentata subito, al primo giro” [qui]

▥  Repubblica: Un duello senza freni” – Alessandra Retico: Senza freni. A Charles mancano letteralmente, invece Carlos non ce li ha più nel cuore. Le ruote di Leclerc fumano e si bloccano, quelle di Sainz si liberano. Lotta onesta e pulita, anche se millimetrica

▥  Il Giornale: Quella fortuna che serve a una prima guida di una Rossa” – Benny Casadei Lucchi: Se un team che ha il proprio grande capo, Chris Horner, nei guai per un presunto caso a luci rosse, un team dove i corvi stanno appollaiati pronti a beccare e possibilmente divorare il suddetto capo, se un team così, intossicato dai veleni, pronti e via fa doppietta e mette a zittire tutti i rivali tranne i corvi, vuol dire che il mondiale è con ogni probabilità già segnato.  Se la mancata pole di Charles venerdì è probabilmente colpa sua, il bilanciamento dei freni in gara molto meno, ma una prima guida ferrarista, da sempre, deve portar con sé anche un po’ di buona sorte. È da troppo che Charles ne è sprovvisto, al contrario del futuro partente Sainz. Però, suvvia, poi arriverà Hamilton. Che ieri ha preso 3 secondi dal compagno in Mercedes. C’era il sedile che non andava e c’erano questo e quel problema. Mettiamola così: Charles e Lewis hanno 23 gare per convincerci che è tutto a posto anche alla voce buona sorte. Se si affrettano, molto meglio. [qui]

▥  Corriere dello sport-stadio: Hamilton? Carlos ha risposto” – Mauro Coppini: E per fortuna che Hamilton c’è… non tanto per le sue prestazioni sul campo, dove il giovane Russell a parità di macchina, gli gira regolarmente attorno, ma perché la sua straordinaria carriera rappresenta uno scudo capace di proteggere, almeno per un anno, una Ferrari ancora lontana da poter trasformare il “cavallino” in un purosangue. Qualunque siano i risultati sarà facile spostare le aspettative al 2025 quando finalmente il “super campione” scenderà dalla “stella” per salire sul “cavallino”.

▥  L’Équipe: Il dominio insolente di Verstappen e della Red Bull malgrado le tensioni” – Frédéric Ferret ha scritto: Questo matrimonio è magnifico. È fatto per durare. Perché separare questa coppia che non chiede altro di continuare questo momento, facendolo durare per sempre? Loro vorrebbero, non noi. Perché il connubio Max Verstappen-Red Bull è una piaga, addirittura un incubo, per gli amanti della suspense e del cambiamento.

 

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