Che stanno combinando gli arbitri. Tortu va in America

Gli odori del mercoledì

  CAJUN  Tortu e il profumo dell’America

Anche Tortu va a vedere com’è fatta la velocità in America. Anche lui, come Marcell Jacobs, prende un volo per Florida. Lo scrive Giulia Zonca su la Stampa, raccontando che l’oro olimpico della staffetta, il quarto frazionista che portò il testimone al traguardo, farà base a Orlando nel gruppo di Dennis Mitchell, “non l’uomo più amato dell’atletica” sottolinea Zonca. Perché? Mitchell allena Bednarek, King, il canadese Brown, la meravigliosa Sha’Carri Richardson, ma “da atleta ha vinto medaglie con gli Usa ed è stato pure coinvolto nello scandalo Balco e trovato dopato, testosterone. Secondo lui era naturale e dipendeva dal troppo sesso. Anche da coach ha avuto controversie a tema doping, quando aveva Gatlin (post squalifica) in squadra”. 

Salvino Tortu, padre e allenatore di Filippo, ha detto a la Stampa: «Filippo non sarà gestito da Mitchell, ma da me. Quando i lavori si incrociano li faremo insieme, penso alle prove di velocità, agli start. Conta confrontarci ogni giorno con chi ha quei cronometri. In Italia sotto i 20 secondi ci è andato solo Mennea e se vogliamo salire sul podio agli Europei e andare in finale alle Olimpiadi questa è la strada. Non è un azzardo, bisogna provarci». 

Jacobs lavora a Jacksonville, a 140 miglia di distanza da Camp Tortu. 

 

   ROSMARINO La bella Bologna intorno al bel Bologna

Il Corriere della sera celebra nelle pagine di cronaca la stagione speciale della squadra di Thiago Motta. Bologna nel pallone titola per il posto in zona Champions, le vittorie contro le «grandi» e i ricordi degli anni ’60. Fernando Pellerano ricorda i vecchi slogan della squadra che tremare il mondo fa, quella che così si gioca solo in Paradiso e aggiunge i nuovi a partite da ThiAmo Motta. Scrive: Bologna in love. A sedurla è stato il pallone, un tempo di cuoio. La città c’è finita dentro con la testa e con il cuore. E non vuole più uscirne. Merito dei rossoblù di Motta: vittorie e bellezza del gioco, «dettaglio» amato dai bolognesi, da sempre sensibili all’estetica.

«L’anno che verrà» di Dalla che risuona al Dall’Ara a fine partita, è calato improvvisamente in città: è questo. E di riflesso in tutta Italia

 

PEPERONCINO  L’azzardo sulla maglia dell’Inter

Ne mette Gian Antonio Stella nella sua rubrica Tuttifrutti per il Corriere della sera parlando dell’Inter, dei suoi successi in campo, degli incassi, dello stadio sempre pieno e di come in un momento davvero magico come questo sia venuta a qualcuno l’idea di farsi sponsorizzare da Betsson Group, gruppo svedese di scommesse con sede legale a Malta (additata come paradiso societario del «bet») che ha tra i marchi di punta StarCasinò. Stella la chiama una scellerata ipotesi e si domanda: 

Ma come: dopo gli scandali che travolsero calciatori famosi e sconvolsero le classifiche con penalizzazioni e retrocessioni? Dopo i gravissimi problemi di ludopatia confessati mesi fa da giovani che avevano tutta la vita davanti come Nicolò Fagioli e Sandro Tonali? Dopo le perplessità su un ex capitano della nazionale come Andrea Pirlo che parlando di loro dice d’essere dispiaciuto «che si buttino via per queste “piccolezze”»? Dopo la notizia che Sportradar ha monitorato nel 2023 «1.329 partite sospette (+9% rispetto al 2022)» per la metà in Europa e per l’80% nel calcio? E tutto questo mentre in Gran Bretagna la Premier League è messa sotto pressione dal governo inglese preoccupato dai danni dell’azzardo e cerca una via d’uscita dai bet-sponsor che potrebbero essere costretti ad andarsene e non a caso cercano sponde da noi? Parliamo della «nostra» Inter?

Un certo Beppe Marotta sei mesi fa – ricorda – davanti ai casi di Fagioli e Tonali disse: «Assisto all’ennesimo scandalo, mi ricordo il Totonero di inizio anni ’80. La scommessa cos’è? A mio giudizio, un vizio e un aspetto negativo, anche se viene pubblicizzata pure a livello statale…» (Ansa 19 ottobre 2023). Era un omonimo?” [tutto qui]

 

L’AGLIO Il ghiaccio caldo di Arianna Fontana

Arianna Fontana ha perso in tribunale la sua partita contro Tommaso Dotti e Andrea Cassinelli, accusati di averla fatta intenzionalmente cadere durante un allenamento misto a Courmayeur nel 2019. Ne aveva parlato in una intervista con Gaia Piccardi sul Corriere della sera, ora la storia giunge a un pielogo. Proprio Piccardi sul Corriere parla di fine di un incubo per Dotti (il fatto non costituisce violazione regolamentare) e Cassinelli (per non aver commesso il fatto) e solleva interrogativi sul futuro di Arianna Fontana, che aveva in animo di rientrare la prossima settimana ai Mondiali di Rotterdam. Ha ottenuto una wild card dalla federazione internazionale.

La battaglia è persa – scrive tuttavia Piccardi – benché le udienze del processo sportivo abbiano tratteggiato l’ostilità dell’ambiente (più che a lei, al marito-allenatore Anthony Lobello, considerato troppo invadente), a tratti tossico (da alcune testimonianze è emerso che fosse implicitamente richiesto a Fontana di chiedere il permesso ai colleghi maschi di allenarsi con loro, come se si trattasse di un onore e non di una prassi per alzare il livello della performance: ipotesi negata da Dotti e Cassinelli)[tutto qui]

 

  LO ZOLFO Che stanno combinando gli arbitri

Carlos Passerini sul Corriere della sera racconta che dopo Di Bello per Lazio-Milan e Marchetti per Torino-Fiorentina, verrà fermato anche l’arbitro Ayroldi per aver dato all’Inter un rigore che non c’era e senza andare a rivedere l’azione alla Var.

Due riflessioni. La prima – scrive Passerini – è che la 27ª giornata è stata senza dubbio la peggiore dell’anno per i fischietti e che, avanti di questo passo, il designatore Rocchi dovrà presto tirar fuori i cartellini dal cassetto e tornare ad arbitrare (farebbe meglio del 90% dei suoi sottoposti, purtroppo). Domani a Roma riunione anticrisi, ci sarà anche Gravina. La seconda riflessione, più ampia ma inevitabile, riguarda invece i calciatori. Perché sì, è indiscutibile che questa nuova generazione stia mostrando ora più che mai tutti i propri limiti, tecnici e di esperienza, ma una cosa è certa: troppo spesso i giocatori con i loro atteggiamenti non aiutano

Matteo Pinci su Repubblica racconta di una lotta interna di potere. Se ogni partita diventa una corrida – dice – se ogni arbitro in campo dà l’impressione di combattere una battaglia e ogni allenatore legge un torto in ogni fischio, è perché da mesi si alimenta una tensione strisciante. Il dirigente di una squadra che vuol restare anonimo confessa di ricevere a ogni designazione una telefonata da chi gli arbitri li conosce bene, e vuole metterlo sull’allerta: «Se ti hanno mandato questo arbitro, sei spacciato». Provate voi ad accettare serenamente un fischio contrario dopo un messaggio del genere conclude Pinci. 

Repubblica sostiene che tra gli addetti ai lavori circola il sospetto che qualcuno voglia avvelenare i pozzi. Il target sono ovviamente le elezioni dell’Associazione arbitri tra meno di un anno. Da una parte il partito di Duccio Baglioni e Alfredo Trentalange (ex presidente dimesso nel 2022 in seguito allo scandalo del procuratore arbitrale imputato per traffico di stupefacenti) punta a tornare in pista, magari per il tramite della delfina Katia Senesi. Dall’altro c’è chi vuol convincere il designatore Rocchi a lasciare l’incarico e candidarsi alla presidenza. Tutto questo influenza il rendimento degli arbitri. [tutto qui]

 

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