Il PSG non perde una Supercoppa ma Mbappé non si decide

  È più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che il PSG perda una Supercoppa. È addirittura più facile che perda lo scudetto, anziché la Supercoppa. Negli ultimi 10 anni ha lasciato due titoli a Monaco e Lille, ma un solo Trofeo dei campioni, come lo chiamano in Francia, nel 2021 ancora al Lille. Quasi non festeggiano più, come s’è visto ieri sera dopo il 2-0 contro il Tolosa. Una felicità misurata per il primo titolo dell’era Luis Enrique, tanto che stamattina Damien Degorre su L’Équipe si spinge a scrivere che non fa testo neppure per tirarsi su il morale. Il Tolosa sarà anche stato il vincitore della Coupe de France, ma non è mai parso un avversario capace di insinuare qualche dubbio nei campioni di Francia. Aveva l’aspetto di un Babbo Natale che non ha ancora finito il suo giro, offrendo spazi incredibili in principio di partita e perdendo la palla troppo velocemente.

Il PSG ha avuto un Hakimi iperattivo e un Donnarumma rassicurante dice il giornale francese. S’è visto il miglior Lee Kang-in dal suo arrivo in Francia [una delle sue prestazioni più complete] e ora Luis Enrique deve rammaricarsi per la sua partenza verso la Coppa d’Asia, ma ancora di più per quella di Achraf Hakimi verso la Coppa d’Africa

Skriniar è uscito zoppicando, mentre Mbappé è uscito con parole ambigue sul suo futuro, così terribilmente simili a quelle che Serenella distribuiva per settimane e settimane in terza media, quando le chiedevi se voleva uscire con te, se voleva camminare mano nella mano, se voleva venire a sentire il profumo dei tigli, e lei rispondeva: «Non ho ancora deciso, ci devo pensare».  

I tigli di Mbappé forse profumano ancora di Parigi, forse si sono impregnati di Madrid, di certo come dice José Barroso ancora su l’Équipe è ricominciata la telenovela sul futuro, gettando tutti nel panico di fronte al fatto che le telenovelas esistono ancora, malgrado Netflix. 

Le sue parole, dice L’Équipe, sono un modo per calmare gli animi su una questione cruciale finché resterà senza risposta. Mbappé ha assicurato di non aver fissato una scadenza. In attesa di saperne di più sul suo futuro, e poiché la prudenza non è mai troppa, il diretto interessato continua a mettere le mani su tutti i record a sua portata. È arrivato a 111 gol con la maglia del PSG e siamo a 22 ufficiali in 23 partite stagionali, secondo in Europa dietro Harry Kane [25]. Falso 9 ma vero realizzatore – dice l’Équipe  – sempre in movimento per apire spazi muovendosi su tutto il fronte offensivo, a volte cercando la soluzione individuale, perché questo lo rende un giocatore a parte. Ha ritrovato elettricità sul primo scatto e tono sui piccoli appoggi. Se ritrova pure la passione incondizionata per un futuro a Parigi siamo a posto. 

  QUANDO LO RIVEDIAMO 7 gennaio: US Revel-PSG [Coppa di Francia]

 

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