La differenza tra essere Arijon-essere Zlatan. I due Ibrahimovic di cui si parla

  I due Ibrahimovic

Uno fa e l’altro sprona. Uno segna e l’altro parla. Quello che parla, segnava. Quello che segna, sognava. I due Ibrahimovic sono divisi dai 700 km che separano Frosinone da Milano. Non sono parenti. Arijon ha 18 anni, figlio di genitori kosovari. È arrivato in Ciociaria dal Bayern in presito. Il Frosinone ha il diritto di riscatto. Ieri ha segnato il primo gol in Coppa Italia contro il Torino, all’esordio da professionista. Sintesi di Tuttosport: Sfrutta una distrazione della difesa granata e piazza di piatto dove Gemello non riesce ad arrivare

Gli anni di Zlatan sono invece diventati quarantadue e dalla carta d’identità deve essere sparita la voce: attaccante. Soluzioni di riserva: totem, tutore, commissario. Dipende dal ruolo che il Milan ha in mente per lui. Stamattina ne ha scritto Marco Tardelli nella sua rubrica per la Stampa. Sappiamo tutti – dice – che Ibrahimovic è un personaggio ingombrante e non andrebbe al Milan per fare la mascotte. Ma secondo me se avesse un ruolo ben costruito e riconosciuto da tutti potrebbe andare a Milanello a parlare alla squadra e all’allenatore.  È un ruolo difficilissimo da interpretare, stipendiato dalla società con la quale deve tenere però non una certa distanza, perché confidente dei ragazzi e amico dell’allenatore. Forse non è questo che cerca Zlatan, ma questo ruolo è a mio parere cruciale per ritrovare la strada smarrita. Apprezzerei molto questa scelta.

Marco Pasotto sulla Gazzetta rivela che nel frattempo il ruolo da scrivere sulla carta d’identità – ma soprattutto sul contratto – è stato trovato: consulente personale della proprietà. Una formula trovata dopo una lunga circumnavigazione intorno a tante ipotesi. 

Zlatan – dice la Gazzetta – farebbe felice tutta la catena di comando rossonera, ma non gli verrebbe data carta bianca operativa. Sarebbero confini ben definiti: sì al trait d’union tra spogliatoio e club, no a un ruolo nelle dinamiche di mercato. Ma anche da parte sua, ci sono delle sine qua non: sì al mantenimento delle sue attività imprenditoriali extra Milan, no a un incarico soltanto di facciata. Ibra non intende fare la figurina, ma comprensibilmente poter incidere in determinati contesti.

Era più facile essere: attaccante. Forse oggi è più facile essere Arijon.

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