La menta per il ritorno di Juantorena in Italia e l’alloro per la festa di Datome [Gli Odori del mercoledì]

Gli Odori del Mercoledì è nato come appuntamento fisso ai tempi della newsletter, insieme con lo Zodiaco del Lunedì, il Meteo del martedì, i Fumetti del giovedì, la Hit Parade del venerdì, il Varietà del sabato, le Giostre della domenica. In sostanza un contenitore di microstorie apparse sui quotidiani e raccolte giocosamente sotto un filo conduttore. 

Ecco allora: la cannella per gli interisti in terra di Francia, il sale affumicato per il ritorno dei giocatori danesi di pallamano a casa, la puzza di bruciato per Arianna Fontana, la cipolla per le lacrime sulla pista di bob di Cortina, l’alloro per la festa di Milano a Datome, la menta per il ritorno di Osmany Juantorena nel campionato italiano di pallavolo. Lo zafferano per il ritorno del calcio in Pakistan. La cicoria per l’infortunio di Neymar.

 

LA CANNELLA Gli interisti di Francia

Nel 4-1 della Francia sulla Scozia spiccano la partita di Pavard e lo spezzone di Thuram. Al terzino L’Équipe dedica addirittura il titolo in prima pagina. Vincent Duluc nel suo editoriale ha scritto: Anche se questo incontro si è svolto troppo vicino a Bruxelles, nel tempo e nello spazio, e in molte altre ore buie altrove perché tutti si sentissero leggeri, la Francia ha fatto quello che doveva fare, nei confronti del pubblico di Lille e verso sé stessa, calando il sipario su una finestra internazionale di successo. L’evento più importante è arrivato dalla doppietta di Benjamin Pavard, proprio nello stadio del suo debutto professionistico. Non è da questi particolari che si giudica un difensore, ma Pavard ne ha fatta di strada e la sua storia è bella

Nella parte finale del suo commento, Duluc affronta la questione del centravanti, il dopo-Benzema. Scrive: Il secondo tempo è stato, nel complesso, un po’ noioso e accompagnato da una domanda ricorrente: non c’è nessuno che voglia imporsi come centravanti della Francia? Comunque è un gran bel lavoro, in cui non devi nemmeno segnare per vincere. In questo momento, ci  capita di desiderare che giochi quello che non c’è, né Randal Kolo Muani ad Amsterdam, né Giroud martedì sera hanno davvero convinto. È stato casomai Thuram a mostrare più cose di tutti in meno di mezz’ora

 

IL SALE AFFUMICATO Il ritorno dei danesi a casa

Mikkel Hansen è l’unico terzino nella storia della pallamano a essere stato premiato tre volte come miglior giocatore ai Mondiali [2013, 2019, 2021]. È stato considerato a lungo il numero uno nel suo sport, come il portiere Niklas Landin oggi 34enne è stato giudicato il migliore nel suo ruolo nel 2021 e nel 2022. L’uno e l’altro sono rientrati a giocare in patria, in Danimarca, con la maglia dell’Aalborg, rispettivamente dopo un decennio al PSG e una dozzina d’anni in Bundesliga. Anche Henrik Toft Hansen, all’età di 36 anni, ha lasciato Parigi in estate per firmare con il modesto Mors-Thy. Che sta succedendo? Cos’è questa improvvisa nostalgia di casa? Lo spiega stamattina L’Équipe, alla vigilia di PSG-Aalborg, Coppa dei Campioni di pallamano. C’è una norma fiscale che consente di usufruire di un bonus rimpatriando i lavoratori che sono stati almeno 10 anni all’estero. L’imposta sul reddito, molto elevata in Danimarca – fino al 56% – è ridotta così quasi della metà per sette anni. Hansen, per esempio, non ha potuto unirsi alla sua nuova squadra per l’inizio della preparazione, nell’estate del 2022. Ha dovuto aspettare fino al 21 agosto di compiere il decennale fuori dal paese. Anche i canali televisivi danesi stanno assumendo molti ex giocatori che tornano dall’estero come consulenti. 

 

PUZZA DI BRUCIATO Arianna Fontana

Ci risiamo. Alla vigilia della Coppa del mondo di short track, la campionessa che con le parole taglia come le lame su cui  scivola, ha fatto login sui social e ha scritto: «Sono una donna di parola e quindi non parto per Montreal. Non gareggerò finché questa situazione non sarà risolta, cioè finché l’indagine non sarà chiusa». Ha vinto due ori olimpici tra Pyeongchang 2018 e Pechino 2022, è stata portabandiera dell’Italia in Corea, ma da un po’ è in rottura con la federazione. In una intervista con il Corriere della sera tempo fa accusò due compagni di nazionale di averle tagliato intenzionalmente la strada in allenamento a Courmayeur per farla cadere. I due hanno negato. I rapporti con i dirigenti sono tesi anche per altro. Arianna Fontana ha preteso di allenarsi da sola, con suo marito Anthony Lobello, ex atleta statunitense. Gaia Piccardi sul Corriere di stamattina ripercorre la storia e scrive che il presidente Andrea Gios ha parlato di un’atleta condizionata dal marito. L’obiettivo finale sarebbe portarla a gareggiare sotto la bandiera americana ai prossimi Giochi. Milano-Cortina. Nessun colpo di scena – scrive Piccardi – conoscendo lei e la sua storia, ci saremmo stupiti del contrario

 

LA CIPOLLA  Stefania Belmondo e la pista di bob a Cortina

Al mondo degli sport invernali d’Italia vien da piangere di fronte al disastro combinato da Milano-Cortina, la figuraccia internazionale per la pista di bob, l’ipotesi che le gare scivolino altrove, in un altro Paese: come mai accaduto in 100 anni di storia di Giochi sul ghiaccio e sulla neve. Il Piemonte sta provando a rientrare nella partita proponendo il recupero di Cesana, l’imoianto costruito per Torino 2006 e poi abbandonato. Stamattina ne scrive l’ex campionessa Stefania Belmondo su La Stampa

Credo che l’unica opzione percorribile in Italia sarebbe stata di realizzare qualcosa di smontabile, magari in Alto Adige dove c’è maggior tradizione di questi sport di scivolamento, perché i costi per rimettere in sesto la vecchia pista di Cortina avrebbero prosciugato le casse dello Stato, creando più problemi che benefici. Non si possono cancellare sport come questi e bisognerebbe pensare a una struttura che possa ospitare non soltanto gare internazionali, ma soprattutto i loro allenamenti quotidiani, per evitare di costringerli sempre a emigrare all’estero. La fiamma della speranza è sempre accesa.

Riccardo Crivelli sulla Gazzetta dice però che St. Moritz incombe. L’Olympia Bobrun, la pista più antica del mondo, non necessita di aggiustamenti e a fine gennaio ha ospitato i Mondiali di bob e skeleton. Sarebbe anche la soluzione più ecosostenibile, perché si tratta di un budello naturale senza impianto di refrigerazione. Inoltre, con l’apertura in via eccezionale del passo della Forcola, che mette in collegamento Livigno con la località dei Grigioni (44 km, 50 minuti di percorrenza), gli atleti potrebbero risiedere al villaggio olimpico in Valtellina, abbattendo i costi dell’hospitality. Si tratterebbe soltanto di trovare un accordo sull’affitto dell’impianto e sullo sfruttamento del marchio olimpico, ma i rapporti sono eccellenti.

Certo che è buffo, per un’Olimpiade che porta il nome di Cortina, andare a chiedere ospitalità in casa di un  turismo concorrente. 

 

LEGGI ANCORA

 

A proposito di puzza di bruciato e di grossi pasticci che si combinano, Simone Tommasi ha spiegato sul bel sito Sportellate come mai all’Irlanda conviene perdere la prossima partita, se vuole sperare di andare agli Europei. Il meccanismo di qualificazione ai playoff sembra scritto da Cristopher Nolan.

 

L’ALLORO La festa per Datome a Milano

È stata una serata piena di cose, per l’Olimpia Milano, con l’omaggio a Gigi Datome per l’ingresso nella Hall of Fame del club, il record di presenze di Hines [393 partite in Eurolega], la prima vittoria in Eurolega sull’Olympiakos. Paolo Bartezzaghi sulla Gazzetta sottolinea: La difesa tiene l’Olympiacos, squadra finalista dello scorso maggio, a soli 53 punti, 25 in meno della media che ha tenuto nelle prime due partite. Una prova di grande solidità anche verso il difficile impegno di domani con il Real Madrid. Nella serata di gala sono le stelle più luminose a illuminare la scena. Nikola Mirotic e Shavon Shields segnano i primi 17 punti di squadra.  

 

LA MENTA Il ritorno di Osmany Juantorena in Italia

Dopo alcune stagioni vissute fra Cina e Turchia, l’argento olimpico di Rio è tornato nel campionato italiano, a Modena, all’età di 38 anni. Domenica il torneo parte con Modena contro Milano e stamattina il cubano naturalizzato italiano ha parlato con Stefano Ferrari per il Corriere dello Sport-Stadio

«L’anagrafe non è che un particolare per me – ha detto lo schiacciatore – Certo, non sono il giocatore di dieci anni fa e forse nemmeno quello di cinque anni fa, ma mi sento bene e fino a quando sto così vado avanti con gioia. La pallavolo mi ha dato tanto e io credo di avere ancora tanto da dare alla pallavolo». 

 ➣  Quali le squadre da battere? 

«Facile, sono tre: Civitanova, Trento e Perugia. Poi ci sono due-tre outisder come Modena, Milano e Piacenza. Non esiste un favorito vero: lo scorso anno sembrava che Perugia dovesse spaccare il mondo e alla fine, però, non ha vinto il campionato». 

 ➣   Perché proprio a Modena? 

«Per prima cosa, al PalaPanini ci ho giocato per quindici anni, o quasi, da avversario e ho sempre ricevuto molto rispetto. Conosco il pubblico di Modena e so quello che dà ai suoi giocatori, quindi l’idea di entrare domenica da quella porta e sentire gridare il mio nome, mi mette già i brividi. A 38 anni direte voi? Sì, a questa età». 

 

ZAFFERANO Il calcio in Pakistan dopo 8 anni

La pagina facebook Sottoporta celebra l’impresa di Harun Hamis. “Può uno sconosciuto 19enne trasformarsi improvvisamente in un eroe nazionale?”. Chi è Harun Hamid? È un centrocampista pakistano che al 67esimo minuto della gara di qualificazione ai Mondiali contro la Cambogia, con un tiro al volo dal limite dell’area ha deciso la qualificazione del Pakistan al turno successivo. 

Sottoporta racconta allora che si tratta di una giornata storica per il calcio pakistano, perché nel paese non esiste un campionato dal 2015, per diversi motivi. Il paese tornava a ospitare una partita ufficiale dopo otto anni e dopo una squalifica della Fifa per ingerenze del governo nella federazione. È la prima vittoria in assoluto in una gara di qualificazione ai Mondiali dopo trentatré anni e 3 pareggi in 32 uscite, 10 gol segnati e 124 subiti.

Il personaggio chiave è il cittì inglese Stephen Constantine, di origine greco-cipriota, giramondo per vocazione. Dal 1999 è stato in Nepal, India, Malawi, Sudan, Ruanda, nel Bengala. Al prossimo turno il Pakistan sarà in un girone con Arabia Saudita, Giordania e Tagikistan. Ma l’obiettivo era questo. 

 

|   Isco sibillino sui suoi problemi a Madrid. «Negli ultimi anni sono stato più apatico per circostanze che un giorno racconterò», fa sapere Marca

 

LA CICORIA Neymar

Povero Neymar, tutto è improvvisamente amaro. Le immagini arrivate dall’Uruguay fanno paura. Sembra grave l’infortunio al ginocchio subito durante la sconfitta per 2-0. È uscito in barella. Cinque giorni fa, racconta L’Équipe, era andato via dal campo dopo l’1-1 con il Venezuela prendendosi un sacchetto di popcorn in testa da uno spettatore deluso. La sua uscita stavolta è stata molto più drammatica. Non fa ben sperare per un giocatore di 31 anni, tormentato dagli infortuni sin dal suo trasferimento al PSG nel 2017, gravemente infortunato alla caviglia durante il Mondiale il 24 novembre dello scorso anno. Il numero 10 stava offrendo una delle peggiori prestazioni della sua carriera con la Seleçao, 11 palloni persi in 41 minuti, quando il destino lo ha colpito nuovamente.  Quando rivedremo Neymar in campo?

È stata invece una partita dolcissima per Marcelo Bielsa. L’Uruguay non batteva il Brasile da 22 anni. 

 

CHILI  Un Mundial di rugby tra Spagna-Portogallo-Italia

Marca mette del peperoncino sul futuro del rugby parlando di un sogno, un Mondiale organizzato da Spagna, Portogallo e Italia insieme. È Gerardo Riquelme a scriverlo, ricordando la crescita e l’esempio del calcio[ehm], dove la Spagna è protagonista di quel guazzabuglio con partite spalmate in sei nazioni, tre continenti e due stagioni, il Mondiale 2030 ospitato insieme con Portogallo e Marocco, con tre partite inaugurali in Argentina, Uruguay e Paraguay. Si parte in inverno e si finisce in estate. 

Comunque. Marca dice che i partner sono quelli giusti, Italia per tradizione e Portogallo per boom. La partecipazione dei portoghesi ai Mondiali è stata un trionfo. Sono stati sì eliminati ai gironi come l’Italia, ma hanno battuto le Fiji scatenando celebrazioni senza precedenti, compresa un’accoglienza trionfale all’aeroporto. Un episodio toccante scrive il giornale spagnolo, parlando di risveglio del rugby a Lisbona. 

La spesa non sarebbe molto grande e si potrebbe approfittare dell’attrazione del Santiago Bernabéu, un Colosseo che non ha paragoni nel continente in questo momento.

O si tratta di un totale sfrenesiamiento oppure a Marca sanno qualcosa. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.