Esiste il Manic Monday di Wimbledon, ma da ieri esiste anche la Domenica del Foro Italico, “una giornata di tennis mozzafiato, immersa in un furore romanissimo” la chiama l’Équipe, facendo volare il pensiero alla Vespa di Gregory Peck e Audrey Hepburn.
Il pezzo del giornale francese è un lungo racconto del pomeriggio sui campi, a partire dal Pietrangeli, “il campo del popolo, come lo chiamano da queste parti, affollato dal primo all’ultimo momento della giornata”
Il campo dove Alexander Bublik ha conquistato la folla “con buffonate che sa trasformare in colpi di genio. Il suo servizio subdolo, le finte per divertire la tribuna, i suoi tentativi di “SABR” (la risposta in demivolèe), le sue deliziose smorzate hanno quasi sopraffatto il numero 4 al mondo Casper Ruud”. Ha pure sfasciato una racchetta e l’ha regalata a un giovane spettatore. “Sfortunatamente, non quello che aveva un cartello con la scritta: – Bublik, sono qui per te. Ti prego, dammi la tua racchetta rotta”.
Yannick Hanfmann, tedesco, era sul campo numero 2, una superficie “con rimbalzi capricciosi”, dice L’Équipe. Ha battuto Taylor Fritz e ha detto che l’atmosfera gli ricordava quella dei tornei universitari. Ne frequenta una nel sud della California. È rimasto colpito dal fatto che mentre giochi, puoi guardare il punto di un’altra partita, sul campo affianco. A volte, dice, sembra di essere in allenamento. La chiama un’esperienza unica. Chiedere a Solomon e Higueras, quanto unica.
Hanfmann ha 31 anni. È il numero 101 al mondo, “affetto da sordità parziale fin da giovane, osserva questo nuovo mondo che sta frequentando con gli occhi di un bambino”.
SU RIMBALZI
▻ Adriano Panatta, l’uomo che ha reso pop il tennis
Il 66esimo episodio di Rimbalzi, il podcast prodotto e realizzato con Chora Media, è dedicato all’ultimo vincitore italiano degli Internazionali al Foro Italico. Mentre i benestanti giocavano sui campi da tennis, l’Adriano Panatta ragazzino se ne stava in disparte con una racchetta di seconda mano, a tirare la palla contro un muro, nel circolo di cui suo padre era custode. | Su Spotify a questo link la serie completa | Rimbalzi è disponibile su tutte le principali piattaforme.
voci Flavia Pennetta
➣ Alcaraz è di un altro pianeta?
«È un buonissimo giocatore con una forza fisica mostruosa ed è una persona incredibile. Mi piace il suo gioco, la sua mentalità.
In confronto ai big che ci sono stati fino a oggi però, Carlos dà sempre una piccola chance. Finora, perché credo che durerà poco e diventerà più concreto».
➣ Se fosse la mamma di Rune, quali consigli gli darebbe?
«Non sono in grado di dare consigli perché lo conosco poco: prima di vederlo contro Fabio lo avevo visto solo giocare in finale a Montecarlo. So che la mamma lo segue tanto e gli fa da coach.
Spero che il binomio possa portarlo sempre più su».
➣ Che cosa pensa delle critiche a Berrettini?
«Matteo è un giocatore affermato, non deve dimostrare niente a nessuno, credo che ormai sia consapevole di chi è, dal punto di vista tennistico e umano. Le critiche ci saranno sempre, ma non sono dell’idea che una relazione possa essere causa di quello che sta vivendo Matteo. Fisicamente ha degli acciacchi e dei problemi che risolverà. Bisogna un po’ abituarsi alle critiche, io per un periodo le ho sofferte tantissimo, poi ho deciso di non leggere più nulla e alla fine mi facevo scivolare le cose addosso. Credo che potrebbe fare la stessa cosa». – intervista di alessandra bocci, la Gazzetta dello sport