VITE OLIMPICHE
La morte di Rosi Mittermaier
Il nome di Rosi Mittermaier è un riflesso neurologico. Arriva dritto dal mondo dell’infanzia. Teneva compagnia in certi primissimi pomeriggi al rientro dalla scuola, ora di pranzo, e suonava vagamente un’assonanza con l’anziana governante nella casa del signor Sesemann, quella signora Rottenmeier che considerava Heidi una mezza selvaggia da educare. È curioso. Heidi è il nome di una delle sorelle di Rosi, anzi Gold-Rosi.
Sarà stato per quel che diceva di lei all’epoca Alfredo Pigna in tv, quando raccontava che con le avversarie al cancelletto di partenza rideva e scherzava [ma sono ricordi mezzo secolo fa] – sarà stato per i racconti di quella voce che Rosi Mittermaier ha educato allo sci pure chi la neve sotto casa non ce l’aveva. Ha educato all’amore per lo sport puro, per una campionessa che non era italiana, pazienza, ci si poteva appassionare lo stesso. Due volte oro olimpico nel 1976 a Innsbruck, stamattina sui media tedeschi si legge che era “una donna dalla calda personalità, lontana dal trambusto”. Stern ricorda una intervista alla Zdf in cui disse: – Amavo sciare. Mi piaceva anche quando il tempo era brutto, perché amo ancora la neve, mi piace proprio spalarla. Quando nevica è la cosa più bella per me.
Il postino del paese era diventato pazzo, durante i suoi giorni di gloria. Doveva consegnare 40.000 tra lettere e pacchi al mese. Il suo compagno di telecronache per Eurosport Deutschland racconta di quando si trovarono in cabina a Lillehammer, per le Olimpiadi, e quando toccò a lei dir qualcosa tacque. Mormorò solo: bellissimo, bellissimo, dinanzi al panorama che aveva davanti, senza null’altro, “senza avere la forza di aggiungere nemmeno una banalità al suo stupore semplice: per me fu una lezione”, dice.
Marco Di Marco su Sciare ricorda che “era nata a Monaco di Baviera nel 1950, cresciuta sulla Winklmoosalm sopra Reit im Winkl, dove i suoi genitori, che si erano trasferiti lì, avevano un ristorante e una scuola di sci. Mittermaier ha vissuto nel mezzo di un comprensorio sciistico, ha imparato a sciare all’età di tre anni e ha vissuto il culmine della sua carriera sportiva nel 1976. Successivamente ha fondato un’azienda di articoli sportivi, si è impegnata nel sociale, si è cimentata come cantante pop, ha scritto libri, è stata spesso vista in TV ed è stata membro del Comitato Olimpico Nazionale. Oltre al marito Christian, altro campione, lascia i suoi due figli, Ameli e Felix”.