La presa di Macron

CLIC

Nel judo si chiama kubi dori. La presa al collo. E l’abbiamo vista ai Mondiali di calcio. Uno se l’aspetta da Putin in Russia e invece arriva con Macron in Qatar. La mano è sua, il collo è del povero Mbappé. Laddove durante la Rivoluzione arrivava la ghigliottina, adesso si posano le carezze di Stato, troppe, e anche sospette. Le Monde dice nudo e crudo che “Macron sta cercando di sfruttare l’effetto Mondiali”. Pur avendo dichiarato alla vigilia di non voler politicizzare lo sport, è entrato sulla scena a gamba tesa e a mano accartocciata. 

Libération dice: “Lo sport non è politica? Altro che. Macron dimostra di sì!”. Lilian Alemagna ha scritto che il capo dello Stato ha sprecato un momento che non meritava alcuna strumentalizzazione. È andato negli spogliatoi per parlare con la squadra. È sceso sul prato per consolare Mbappé. “Ha dimostrato con A + B che lo sport è, è stato e sarà sempre politico, soprattutto quando attira miliardi di spettatori. Il problema non è che lo sport, come altre cose, sia politico, nel senso che può essere inteso in termini di potere o di dibattito. Il problema è quando diventa politica. Macron ha interferito con un grande momento dei francesi. Ha rovinato immagini che appartenevano a tutti”.

La scena ha gli stessi colori e le stesse sfumature anche vista dall’Inghilterra. Alan Tyers sul Telegraph ha chiesto ai lettori di mettersi nei panni di Mbappé. 

“Immaginate il momento più deludente della vostra vita lavorativa. Immaginate di aver dato tutto ciò che avete per inseguire un sogno e di aver fallito. Immaginate di avere solo 23 anni e che questo schiacciante fallimento sia accaduto davanti ai vostri cari e condiviso da innumerevoli milioni di persone in tutto il mondo. Ora, immaginate un politico con cui avete scarsa o nessuna affinità che cerchi di farsi strada nella vostra delusione personale per un suo  guadagno. Insomma, immaginate di essere Kylian Mbappé e di avere Emmanuel Macron addosso come un abito scadente”.  Ha scritto The Athletic che “pareva volesse soffocarlo di simpatia”. Si candida a frase dell’anno. 

Dinanzi a una tribuna nella quale sedevano il genero di Donald Trump, Elon Musk [“il ridicolo Elon Musk” dice il giornale inglese] e Salt Bae, il Telegraph scrive che “Macron ha dimostrato come esista solo un gruppo di persone al mondo peggiore dei vertici della Fifa, i politici che vogliono entrare in azione, per la possibilità di un po’ di gloria riflessa e con il loro amore la bruttezza. D’altra parte – leggiamo ancora – il calcio non è forse il carrozzone perfetto su cui saltare per migliorare non solo la propria immagine personale, ma allo stesso tempo guadagnare punti su diversità, inclusione e opportunità in Francia? Come si potrebbe chiamare questo, se non un atto politico? Speriamo che il diffuso disprezzo che Macron sta incontrando per le sue buffonate, possa essere un monito per il prossimo statista opportunista, anche se pare improbabile. Ma la gente ne parla e il messaggio è chiaro: per favore, per l’amor di Dio, tenete i politici fuori dal calcio”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.