Donne, settentrionali, residenti nei piccoli Comuni
L’identikit del pubblico del curling in Italia
E da noi? Da noi la finale di Stefania Constantini e Amos Mosaner nel curling ha fatto numeri fuori scala per quella porzione di giornata. Su Rai 2 il doppio misto ha fatto 2 milioni 345mila e 566 spettatori, con uno share medio del 16.09 percento. Erano davanti alla tv più donne che uomini (58,76% vs 41,24%), con una prevalenza della fascia d’età dai 55 anni in su (39%). Al di sotto dei 24 anni solo il 4,3% degli uomini e il 3,6% tra le donne.
Un pubblico in prevalenza settentrionale (727.476 al nord-ovest, 632.494 nord-est), mentre il sud e le isole (524.111 spettatori) hanno superato il Centro (461.485). La maggior parte degli spettatori era concentrata nei piccoli Comuni: 1 milione 66mila e 165 nei luoghi tra i 10mila e i 100mila abitanti, altri 746 mila 465 nelle città con meno di 10 mila residenti.
Lo share più alto si è registrato tra gli universitari (20,42%) ma in valori assoluti la maggior parte del pubblico della finale di curling era di istruzione media superiore (916.492). Lo share più alto è stato registrato in Trentino Alto Adige (46,13) davanti a Valle D’Aosta (29,82) e Friuli Venezia Giulia (28,04). Le regioni con minor seguito: Basilicata (5,87), Sicilia (7,60), Puglia (8,26).
Due milioni e 171mila persone hanno seguito la partita dal digitale terrestre, in streaming si è registrato lo share più alto tra le piattaforme (19,65%).
Quando alle 13.29 è finito il Tg2, il canale era al 13,04% con 1,9 milioni di persone collegate. Dopo altri 8 minuti, lo share era salito a 17,42% e il pubblico a 2,6 milioni. Un termine di paragone: il Tg1 fa il 21,7%. Beautiful regge il 17,7%.
Sì, ma togliete l’audio
“Non se ne abbiano a male i telecronisti: ma l’esperienza che si vive seguendo senza commento gli azzurri nel doppio misto del curling è unica. Non siete adepti delle stones e degli extra end? Fino all’altro ieri sghignazzavate con un malcelato senso di superiorità pensando al fatto che esiste uno sport dove l’attrezzo con cui si gareggia (pietre a parte) è uno scopettone? Se vi perdete qualcosa delle regole, chissenefrega. Basta una mezzoretta di visione televisiva per essere affascinati da questo sport stupendo. Ma il punto è che proprio senza le voci che commentano, istruiscono e ansioneggiano si entra nel senso profondo del curling” – di piero valesio, Sport in Media
coralli Stefania Constantini non vede l’ora di andarci, in tv
➣ Stefania Constantini è la donna che ha avuto più primi piani in tv nell’ultima settimana, roba che neanche a Sanremo. Al suo ritorno in Italia cambieranno tante cose nella sua vita: la chiameranno in tv, la inviteranno ai reality… «Non sono abituata, però sono felice, sarà una bella esperienza. Anche questa fa parte del gioco, non vedo l’ora di viverla».
➣ Qual era il suo sogno di bambina? «Un’amica mi ha fatto provare il curling quando avevo 8 anni. A 10 era già la mia passione».
➣ L’ha risentita questa amica? «Sì! Ci siamo parlate. Mi ha scritto un bellissimo messaggio prima della partita ricordandomi di quando eravamo piccole, di quando giocavamo insieme e soprattutto mi ha mandato il testo di una canzone che racconta di una scalata e ha concluso dicendomi: “sei quasi alla fine, tieni duro”».
➣ L’ultimo punto contro la Norvegia: un errore avrebbe rovinato il lavoro di una settimana. Ci ha pensato in quel momento? «No. Sono andata sicura, è un colpo che faccio cento volte in allenamento. Ho tirato, Amos l’ha portata bene e abbiamo vinto. Ogni tiro è di coppia, ma sono contenta che l’ultimo punto sia stato il mio». – intervista di stefano mancini, la Stampa
La prima partita di Amos persa senza Stefania
Domani sera Stefania Constantini sarà in piazza a Cortina per la festa, dove avevano montato un maxi-schermo mercoledì per gli studenti usciti da scuola, i lavoratori in pausa pranzo, il sindaco Ghedina, il parroco don Ivano.
Amos Mosaner è ancora a Pechino e ha iniziato stamattina il torneo maschile a squadre. In quello femminile l’Italia non si è qualificata. Da un pezzo di Stefano Mancini su la Stampa stamattina scopriamo che c’era qualche velenuccio pure dentro il mondo del curling. Joel Retornaz, il veterano della Nazionale dai tempi di Torino 2006, gli ha mandato un messaggio dopo l’oro: «Forse in passato ci sono state tensioni tra di noi, forse sono state solo le circostanze a far sì che questo accadesse o forse sono stati solo gli altri a volerlo. Sono orgoglioso di essere un tuo compagno di squadra».
E allora in squadra con Joel Retornaz, Sebastiano Arman, Simone Gonin e Mattia Giovanella, in pista senza Stefania, la prima partita contro la Gran Bretagna è finita con una sconfitta per 6-5. L’Italia era in testa 2-1 alla fine del terzo end e per 4-3 alla fine del sesto.
◆ nella notte ore 2.05 Svezia-Italia, seconda giornata
Come va con gli impianti del curling: a Torino il ghiaccio si è sciolto
“Non è facile uscire dai confini dell’orografia sportiva negli sport invernali. Non è facile affatto, anche solo per la specificità delle discipline, che hanno bisogno di ghiaccio, neve, tradizione, impianti. Eccolo, il punto. Gli impianti. E da Pechino si arriva a Cortina, dal 2022 al 2026, che pare un arco di tempo ampio ma non lo è. Per dire che? Che l’impiantistica è la base fondamentale per attirare praticanti. E che su una base più ampia di praticanti è aritmeticamente più semplice trovare talenti e, tra questi talenti, la campionessa e il campione. Come si è visto con Stefania e Amos, non in antitesi bensì come sintesi. Gli impianti sono fondamentali. Soprattutto per quegli sport, diciamo, di nicchia. il bob, lo slittino, lo skeleton, il curling. La sensazione, spesso suffragata da risultati non banali, è che la base per costruire qualcosa di importante, volendo, ci sia. E allora le Olimpiadi invernali che tra quattro anni verranno ospitate tra Cortina e Milano passando per il Trentino-Alto Adige, a questo devono servire: a mettere le basi, solidissime se possibile, per continuare ad avere e far vivere impianti di alto profilo. Piste dove gareggiare e allenarsi. Sedi dove ospitare le gare più importanti a livello internazionale. Punti di riferimento per ampliare la base dei praticanti, a livello giovanile soprattutto”. – di daniela rea, Corriere del Veneto, 9 febbraio 2022
“A Torino le due piste del PalaTazzoli, inaugurate nel 12020, restano tristemente chiuse. Da due anni, complice anche la pandemia, il ghiaccio s’è sciolto e agli appassionati di questo sport non resta che migrare a Pinerolo. Una disfunzione che rischia di annullare l’effetto volano della kermesse olimpica. «Ci sono interventi in corso che riguardano l’impianto che regola l’umidità e l’aerazione» spiega l’assessore allo Sport Mimmo Carretta. L’obiettivo è di «riaprire a inizio marzo». Intanto, però, mentre l’Italia celebra i campioni di Pechino, Amos Mosaner e Stefania Constantini, le società torinesi si leccano le ferite. Un bse si tiene conto che per realizzare quelle due piste al PalaTazzoli è stato speso oltre un milione di denaro pubblico. Il nodo è tecnico: l’impianto prevede un ricircolo dell’aria, male norme anti-Covid lo impediscono, imponendo alle strutture di attingere tutta l’aria da fuori: questo espone la pista a sbalzi di temperatura che compromettono il ghiaccio” – di oscar serra, la Stampa Torino
«Anche ai miei tempi le piste non c’erano, non sapevo dove allenarmi, anche se abitavo in montagna mi dovevo spostare. Per questo la Lollobrigida ha fatto qualcosa di grandissimo, chapeau. I risultati che otteniamo hanno dell’incredibile» | Stefania Belmondo intervistata da Doriano Rabotti, il Giorno
Come siamo messi a Cortina | “La vogliono tutti, dal Comune alla Provincia fino agli atleti, eppure a Cortina una struttura adeguata per il curling oggi non c’è. I soldi sono stanziati, i progetti preliminari sono stati approvati ma manca ancora qualche passaggio burocratico perché la Regina delle Dolomiti possa finalmente diventare un centro all’avanguardia del curling italiano. Lo chiedono tutti, soprattutto adesso che l’oro conquistato da Stefania Constantini ha posto i riflettori sulla mancanza di strutture all’altezza per preparare al meglio le Olimpiadi di casa nel 2026. Erano gli anni ’60, quando una prima pista da curling sorgeva sul ghiaccio dello Stadio Olimpico e da li pochi passi sono stati fatti, visto che ancor oggi le società della Conca si allenano in una piccola struttura provvisoria ricavata all’interno dello stadio. Le gare si terranno all’Olimpico dove le piste saranno allestite sopra il ghiaccio nell’arena attualmente presente per l’hockey ed il pattinaggio. Al posto dell’attuale struttura provvisoria del curling saranno allestite altre tribune. Sono poi in programma degli interventi di miglioramento dell’illuminazione, del cablaggio della fibra ottica, dell’accessibilità. Una revisione generale, insomma, alla struttura dove troveranno spazio anche dei nuovi spogliatoi” – di luca de michiel, Corriere delle Alpi
“Secondo la Fondazione Openpolis, soltanto il 40,8% delle scuole italiane è dotato di palestra e che il 13,8% degli italiani, rivela l’Istat, dichiara di non fare sport per ragioni economiche. Un motivo in più per investire bene il miliardo che il Pnrr mette a disposizione dello sport. Non solo per le medaglie, ma per il ben-vivere delle nostre comunità”. – di p.fer., Avvenire, 9 febbraio 2022
pareri Claudio Amendola è pessimista
➣ Come nacque “La mossa del pinguino”? «Io ed Edoardo Leo adattammo una sceneggiatura che alcuni ragazzi ci fecero leggere. Ci piaceva l’idea di puntare sul nostro amore per gli sport più piccoli, quelli che non ottengono mai visibilità».
➣ Ora però l’ha ottenuta… «Sì, ma sappiamo come succede in questi casi, come per il judo o per la scherma, tra tre giorni non se ne parlerà più». – intervista di claudio fabretti, Leggo, 9 febbraio 2022