Un posto ai Giochi nell’equitazione per Jessica Springsteen. La figlia dell’eroe proletario nello sport dei ricchi

DI ELENA BUONOCORE

  E così il working class hero, l’uomo che aveva rubato il personaggio di Tom Joad a un romanzo di John Steinbeck per cantare con lui l’epopea cruda della migrazione, il divario tra i ricchi e i poveri, adesso ha una figlia che pratica lo sport dei ricchi e dei famosi, l’equitazione passatempo dei re e delle regine, delle eredi di Steve Jobs e di Bill Gates. Il fatto è che Jessica Springsteen a cavallo è pure brava. Così brava che potrebbe rappresentare gli USA ai Giochi di Tokyo con il suo fedelissimo stallone dodicenne, Don Juan Van de Donkhoeve. 

Una fonte della federazione americana ha detto al New York Post che Jessica è molto di più che una figlia di papà. Con l’eccezione per il fatto che ha abbastanza soldi per competere nell’equitazione, sembra una ragazza come le altre. Una cioè che ha abbastanza soldi per competere nell’equitazione. Entro una settimana la federazione americana dovrebbe dare un elenco di dieci saltatrici o saltatori in corsa per i Giochi. Jessica è la terza nelle gerarchie nazionali, a fine giugno saranno scelti i quattro convocati definitivi. 

Melanie Smith Taylor, oro a Los Angeles nel 1984, sostiene che se non portano Jessica a Tokyo, non si capisce allora chi debbano portare. «Ha avuto risultati straordinari. Cavalca in modo magnifico e ha un cavallo fantastico a cui è legata».

Figlia di Bruce e Patti, Jessica è nata nel 1991. Quando suo padre era a un bivio nella carriera. Aveva sciolto la E Street Band e lavorava con dei turnisti, i session man, agli album Human Touch e Lucky Town. I fan, si sa come sono, si arrabbiarono pure alla notizia che avesse trasferito la famiglia in California, segando i suoi legami storici con il New Jersey.

Di quel periodo Bruce dirà: «La vita personale andava bene, provai a scrivere canzoni allegre, ma non ha funzionato. Al pubblico non piaceva». Era allegra Jessica, in compenso, cresciuta nella città di Rumson, in  una fattoria di oltre 300 acri. Non faceva vita da rock ‘n’ roll. Nel parlarne alla CNN, la Springsteen che sussurra ai cavalli sei anni fa ha detto: «Abbiamo delle capre, dei polli e un tempo avevamo dei maiali. C’erano anche due struzzi, ma erano un po’ violenti, quindi abbiamo dovuto – come dire – tradirli. Quando eravamo piccoli, ognuno di noi aveva la sua piccola capra e andavamo in giro con loro».

Sebbene il suo papà sia pubblicamente convinto in versi e musica che abbiamo imparato più da un disco di tre minuti di quanto abbiamo mai imparato a scuola, Jessica si è diplomata in un istituto privato a Tinton Falls, poi ha studiato psicologia alla Duke University. «Volevo andare al college e vivere l’esperienza universitaria completa per vedere se qualcosa mi appassionava quanto l’equitazione», ha raccontato a Robb Report nel 2019, aggiungendo che era difficile saltare altri ostacoli pure nello studio. «Avevo già trovato la mia passione». 

Nel 2015 era legata a un giocatore di polo argentino Nic Roldan, se interessa. Due anni fa divenne pubblica la relazione con Lorenzo de Luca, nazionale italiano, pugliese, vive tra il Belgio e la Florida. Un piccolo giro di verifiche permette di sapere che Roldan nel frattempo esce con la figlia di Tom Selleck, Hannah Selleck. Mai che si fidanzino con una … (spazio bianco in cui aggiungere un’attività lavorativa umile a vostro piacimento)

La vita di una cavaliera equestre che fa agonismo non è diversa da quella di un musicista in tournée. Qualche anno fa gli Springsteen hanno confuso i piani. I genitori erano in concerto a Madrid e Jessica in gara nella capitale spagnola. Bruce dice che non darà mai un’intervista nella quale parlerà di Jessica. Lo ha detto lui che un giorno guarderemo indietro e tutto questo ci sembrerà molto divertente.

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