La meravigliosa rana italiana
Il record di Martina Carraro. Il paradosso di Arianna Castiglioni, che ha nuotato due volte il tempo per Tokyo in un giorno ma a Tokyo non andrà
La rana italiana ha una dimensione internazionale. Con Nicolò Martinenghi in campo maschile, vicino, vicinissimo a quel mostro di Adam Peaty, con i tempi da primato italiano fatti prima nei 100 e poi nei 50 (che non è però distanza olimpica).
La rana italiana ha una dimensione internazionale in campo femminile, dove tre ragazze sono fra le prime cinque al mondo. Ma i posti ai Giochi erano due, e questa è una storia paradossale che va raccontata per intero.
Benedetta Pilato, 16 anni, dodici mesi fa non sembrava avere alcuna chance di andare a Tokyo. Il rinvio delle Olimpiadi le ha consentito di diventare più della sprinter sui cinquanta metri che è sempre stata. Ha lavorato, ha stupito alla International Swimming League di Budapest in vasca corta, ha tolto più di un secondo ai suoi tempi in vasca lunga e ai campionati invernali di dicembre ha fatto il tempo per le Olimpiadi nei 100 rana, per prima.
Colpo di scena. A quel punto restava un solo pass. O per Martina Carraro, alla quale Pilato aveva tolto il record italiano, o per Arianna Castiglioni.
Martina Carraro in federazione adesso passa per la ribelle. Perché è stata la più sincera nell’esporsi contro la logica delle wild card assegnate in seguito al raduno di Livigno diventato un focolaio. La federazione ne aveva distribuite alle sue punte, alcune contagiate dal covid proprio in ritiro, perché si rasserenassero. Perché non avvertissero l’ansia di dover inseguire il tempo. Erano tutte, spiega la federazione, senza veri rivali. In sostanza: dando una wild card a loro, non si stava togliendo a nessuno l’occasione di qualificarsi.
Con le raniste non sarebbe stato possibile.
Martina Carraro ha nuotato un tempo da Giochi olimpici ai Regionali di qualche settimana fa, ma per regolamento doveva farlo agli Assoluti. Arianna Castiglioni invece, nel frattempo prendeva il covid e non sapeva nemmeno se ce l’avrebba fatta a presentarsi a Riccione.
Colpo di scena numero 2. Non solo si presenta. Va in acqua e in batteria ieri mattina batte tutte. Miglior tempo. Il suo personale (1’06”37). Un tempo sotto il limite per i Giochi. Ma non vale. Perché deve farlo in finale.
Colpo di scena numero 3. Le tre raniste si lanciano dai blocchetti al pomeriggio e la finale viene vinta da Martina Carraro. Che si riprende il record italiano, diventa la prima italiana sotto 1’06” (1’05”86) e lascia fuori dai Giochi la povera Arianna, alla piastra arrivata seconda ex aequo con la Pilato in 1’06”00: pure questo un tempo buono per le Olimpiadi.
“Una gara come mai s’è vista in Italia” ha scritto Piero Mei sul Messaggero. Peccato sia stata messa in ombra dai 200 metri di Federica Pellegrini.
Riassunto in termini brutali. Arianna Castiglioni ha nuotato due volte il tempo utile per andare ai Giochi, e la seconda volta anche nella gara giusta, ma non andrà ai Giochi. Appendice paradossale: non solo non ci andrà, ma vede che altri nazionali sono convocati con una wild card dopo il covid che ha avuto anche lei, ma senza aver fatto il tempo come invece ha fatto lei.
Pare che il CT Butini stia pensando di inserirla in squadra per la staffetta.