Che sta succedendo al Real Madrid nella Eurolega più eretica della storia
Panathinaikos, sei Coppe dei Campioni vinte: fuori. Maccabi, sei vinte: fuori. Real Madrid, dieci vinte: quasi fuori. L’Eurolega più eretica della storia può escludere dai quarti di finale tre delle quattro squadre più titolate, lasciando dentro la sola CSKA Mosca. Per non dire che è già eliminato anche l’Olympiakos (tre titoli). Così rischiano di restare fuori dalle prime otto addirittura 13 dei trofei assegnati dal Duemila.
È Madrid la grande anomalia. Dal 2008 ha fallito la qualificazione ai quarti solo una volta (2012). La sconfitta di martedì sera con l’Efes ha scombinato i piani: lo Zenit può soffiargli il posto. Eurodevotion parla di “squadra apatica, priva psicologicamente di leadership, il momento più critico nelle ultime 5 stagioni”.
Aver visto partire per la NBA le magie di Facundo Campazzo può bastare a spiegare questa sorpresa? “Non ha saputo reinventarsi – scrivono – gioco involuto, apatia al reagire agli eventi della partita, linguaggi del corpo abbastanza forzati anche quando si è sul filo della partita”. E il gigante Tavares, secondo miglior rimbalzista del torneo, si è fatto male. Restano Thompkins e Garuba ai quali chiedere di tirare gli altri.
Lucas Sáez Bravo per El Mundo parla di “guai seri” dinanzi a un calendario finale complesso: Olympiakos domani e Fenerbahce mercoledì. “Le calcolatrici fumano”, scrivono in Spagna per tenere conto delle varie combinazioni. È l’Eurolega più equilibrata degli ultimi anni. Di solito a tre partite dalla fine c’erano già cinque qualificate (2018-19) o anche sei (2016-17 e 2017-18). Stavolta c’era il solo Barcellona. Al quale si sono aggiunti Efes, CSKA e Milano due sere fa.
Se poi il Real dovesse passare come ottavo, al play-off andrebbe a un immaginifico scontro con il Barcellona, partita già prevista in Liga l’11 aprile e nella quale dovrebbe esordire con i catalani Pau Gasol, di rientro dalla NBA dopo due anni di stop per infortunio.
Come giudicare questo Real, ecco il dilemma. È vero che si trova in testa al campionato ma è vero pure che a luglio, nella bolla estiva di Valencia che assegnava il campionato, era rimasto fuori dalle semifinali per la prima volta dal 2008. Se l’Eurolega non avesse adottato il sistema delle franchigie all’americana, nel 2020-21 il Real Madrid non avrebbe avuto titolo a giocarla.
Elogi per Ettore Messina che invece ha qualificato l’Olimpia su Repubblica da Walter Fuochi. Lo definisce “il migliore di quanti nel Belpaese vanno in panchina, per opinione unanime, stratega sommo da palestra e pastore d’anime che l’età non ha reso un dittatore meno esigente, ma ammorbidito, ai suoi bei 62, nei modi, nei rapporti, nella digestione delle sconfitte”. Stasera Milano è ad Atene contro il Panathinaikos.
in tv oggi ore 20 Eurosport Player: Panathinaikos-Milano | domani ore 18.50 Eurosport 2: CSKA Mosca-Khimki | sabato ore 16.50 Eurosport 2: Cantù-Brindisi | 20.45 Rai Sport: Sassari-Virtus Bologna
voci Pierluigi Marzorati e il blocco delle retrocessioni | ➣ Ci sono società storiche come la Fortitudo Bologna che, anche per la crisi economica, hanno chiesto di mettere fine al campionato. «Io terrei i nervi saldi, attenderei qualche settimana perché mi sembra che la situazione sia in miglioramento. Speriamo però si chiuda in fretta questo periodo, perché tanti sponsor non facendo fatturato potrebbero mollare la pallacanestro e sarebbe la fine. A differenza del calcio, non possiamo contare nemmeno sui diritti televisivi».
➣ Per proteggere i club di Serie A1 ma anche per portare il campionato da 15 a 18 squadre si ipotizza il blocco delle retrocessioni.
«Non mi sembra corretto cambiare in corsa le regole del gioco. Soprattutto vanno rispettati i club di A2 che hanno investito dei soldi. Poi il campionato italiano perderebbe di interesse perché la lotta per la retrocessione è accesa e credo lo sarà fino all’ultima giornata».
intervista di antonio giuliano, Avvenire