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▻ Mentre la storia italiana di Lara Lugli incinta e citata per danni faceva il giro del mondo, in Francia stavano approvando il primo accordo collettivo in uno sport di squadra per garantire alle giocatrici di pallamano un trattamento economico sostitutivo dello stipendio sospeso durante la maternità. Una soluzione per cui si è molto battuta la comunista Marie-George Buffet, ministro dello sport già nel governo Jospin. Il contratto ha un nome, Dihane, e Dihane ha pure un account sui social. I presidenti dei club, il sindacato giocatrici e gli allenatori hanno firmato l’accordo a Parigi. L’Équipe racconta con Yann Hildwein che “Cléopatre Darleux è stata una delle rare giocatrici di pallamano ad aver ripreso la carriera dopo aver dato alla luce un bambino. Tredici anni dopo gli uomini, anche le donne hanno il loro strumento di welfare”. Pierre Pradeau, direttore generale della Lega parla di passo importante nello sviluppo del professionismo nel nostro sport. Prima probabilmente non avevamo la maturità necessaria».
Un elemento chiave dell’accordo, che entrerà in vigore dal 1° luglio per i 14 club della serie A, è l’assegno di 6 mila e 900 euro lorde mensili che scattano in caso di infortunio fino a 12 mesi e in caso di maternità. La cifra copre lo stipendio del 95% delle giocatrici.
Un anno fa anche la pallamano francese aveva avuto il suo caso, a Nantes, con test di gravidanza alle giocatrici senza il loro consenso. L’accordo garantisce anche alle giocatrici, come già agli uomini, una settima settimana di ferie retribuite. Le parti sociali hanno concordato pure un nuovo salario minimo da introdurre per l’inizio della scorsa stagione.
Quanto a Cléopatre Darleux, intervistata dal quotidiano francese, dice che lei fu fortunata. «Il mio club, il Brest, aveva già deciso in modo autonomo di conservare gli stipendi alle giocatrici. Io non ci avevo mai nemmeno pensato. In altri club, giocatrici che come me non ci avevano pensato, si sono trovate senza paga».