Le vittorie di Pellegrino nascondono la crisi di un movimento. I rimpianti di Deborah Compagnoni

  Quattro gare corse e tre vittorie, l’ultima in apertura del classico Tour de ski in Val Mustair. Federico Pellegrino, trentenne poliziotto valdostano, è al sedicesimo successo in carriera. Ha dominato il quarto di finale, combattuto in semifinale e andato in fuga in finale per evitare sorprese. «Volevo evitare di rimanere chiuso nella morsa di russi e francesi».

Daniela Cotto su la Stampa lo definisce puntiglioso e maniaco della programmazione. Il segreto è il cambio del lavoro fisico impostato con il preparatore Erik Benedetto e i nuovi obiettivi dai quali attinge linfa vitale ed energia

Qualche giorno fa Francesco Paone su OA Sport faceva notare che i risultati del trentenne valdostano non possono essere il tappeto sotto cui nascondere le magagne di un movimento in piena crisi. Dietro di lui il vero aspetto dello sci di fondo azzurro maschile in questo mese di dicembre 2020 ha assunto contorni davvero inquietanti”.

Anche nello sci di fondo, come nello sci alpino, la stagione avrà il suo clou con i Mondiali: a Oberstdorf (25 febbraio-7 marzo). Perciò fino ai Mondiali non gareggerà fuori dal suo Paese il più forte di tutti, il norvegese Johannes Klaebo. Pellegrino guida la classifica della Coppa del mondo della sua specialità preferita: la sprint. 

 

in tv oggi ore 12.20 Eurosport: Tour de ski, mass start 10 km TC femminile | 14.45 Eurosport: Tour de ski, mass start 15 km TC maschile | domani ore 12.20 Eurosport: Tour de ski, inseguimento maschile | 12.30 e 16 Eurosport 2 e Rai Sport: slalom speciale femminile a Zagabria | 15.55 Eurosport: Tour de ski, 10 km TL femminile 

 

  Deborah Compagnoni, tre ori olimpici e tre titoli mondiali, ha un rimpianto. «Essermi distrutta il ginocchio destro cadendo su un salto in discesa quando avevo 17 anni. Operazione sbagliata, casini vari, ripresa durissima e conseguenze a lungo termine. Tornare indietro non si può, ma se lo facessi starei più attenta. Allora non mi rendevo conto dei pericoli, ero troppo istintiva e se è vero che l’istinto sugli sci mi ha aiutata a diventare quella che sono, è anche vero che senza quella caduta la mia carriera sarebbe stata diversa e avrei potuto divertirmi molto di più anche in discesa libera. Quel ginocchio fra l’altro crea problemi ancora adesso, ma dal Cervino sono scesa a piedi, fino al centro del paese».

L’ha raccontato stamattina in una lunga intervista con Maria Rosa Quario per il Giornale, parlando anche del suo impegno in beneficenza seguito alla morte per leucemia di sua cugina Barbara e della sua assenza dai social network. «Non mi interessa fare sapere cosa faccio, ma se vuoi ti racconto la mia salita in vetta al Cervino lo scorso mese di settembre». 

Compagnoni ha detto che la Nazionale attuale (Bassino, Brignone, Goggia) è la più forte di sempre e che «spiacerà vederle gareggiare in un contesto non degno di un Mondiale in casa, senza pubblico, senza eventi collaterali, senza feste. Ma sono brave e possono vincere medaglie. Medaglie che varranno molto, Covid o non Covid. Non mi piace paragonarmi con le altre, ma in Federica vedo una sciata naturale e una gran sensibilità nei piedi che avevo anch’io. In lei vedo poi una ragazza semplice e riservata che come me ama la montagna. Inoltre è molto equilibrata e anche quando vince non si esalta troppo, un po’ come facevo io».

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