UN GOL AL GIORNO
DI FURIO ZARA
3 gennaio 1988 | Milan-Napoli 4-1
Titolo Gazzetta: “Nasce il Super Milan, Napoli distrutto”. In effetti: dimostrazione plastica della superpotenza dei rossoneri, 4-1 al Napoli di Maradona. Gullit segna il 3-1, scartando Garella e depositando il pallone nella porta sguarnita. Ha appena ricevuto il Pallone d’Oro, è una forza della natura. Gianni Brera sulle pagine di Repubblica lo fotografa così: “Ciclone Gullit De Fusillis si è confermato il fenomeno di cui mi parlava da Amsterdam il pittore Perelli Cippo. Il pittore è interista e avrebbe voluto Gullit in nero-azzurro”. Il “De Fusillis” si riferisce alle treccine. Tre giorni dopo finisce in copertina sul Guerin Sportivo. Titolo: «Tanti Augullit». Lo intervista Licia Granello, che scrive: “Rappresenta un caso unico, l’uomo piace quanto il calciatore”.
Gullit, opposto al povero Ferrara, sembrava un extraterrestre
Dario Ceccarelli, l’Unità, 4 gennaio 1988
Ruud Gullit nasce povero, in Olanda, madre olandese, padre sudamericano del Suriname, prima di arrivare al Milan lo conoscono come Dil, il cognome della madre. Capitan Treccia – tra sponsor vari – muove un giro d’affari di 30 miliardi, è un prodotto-pubblicitario che va alla grande: più di Platini, più di Falcao, quasi come Maradona. Suona in un gruppo reggae, i Revelation Time, posa nudo su Vogue. Ci è, ci fa, qualche volta ci marcia. Di sicuro, Gullit è un marchio. Pagato al PSV 13 miliardi di lire (a lui un triennale da 2 miliardi e 700 milioni l’anno), viene presentato nell’aprile del 1987. E nella sede del Milan, davanti ad una foto di Gianni Rivera, ha fatto una figuraccia. Scrive Gianni Mura in Sette giorni di cattivi pensieri (Repubblica, 19 aprile 1987): “Un 4 a Gullit. Non si può, giocando a calcio, non sapere chi è Rivera. Se Donadoni, ipotesi quasi assurda, andasse all’Ajax e chiedesse “E questo chi è?” davanti alla foto di Cruijff, gli olandesi gli darebbero anche di meno”.