La Svizzera vince in Coppa dopo 2 anni

 

 

Tre italiane nelle prime cinque, la Svizzera vince dopo 2 anni

 

  Tre ragazze italiane tra le prime cinque nella discesa di Altenmarkt-Zauchensee vinta da Corinne Suter: Delago 2a, Goggia 4a, Marsaglia 5a. Nel gigante maschile di Adelboden, vittoria allo sloveno Kranjec. De Aliprandini è caduto quando era in vantaggio dopo aver chiuso la prima manche in testa. 

Questione di famiglia. Quando c’è papà Norbert in tribuna, Nicol si rilassa e scende sicura, anche se la pista di Altenmarkt è piena di insidie e la discesa viene interrotta tre volte per la nebbia. Ma la maggiore delle sorelle Delago, 24 anni, fila veloce e strappa un sontuoso secondo posto infilandosi tra la vincitrice svizzera Corinne Suter e la sua compagna di squadra Michelle Gisin, terza. «Mi sono goduta la giornata. Ho tirato dritto». Gliel’ha insegnato il padre quando portava lei e la sorella Nadia, più giovane di due anni e in Nazionale, sulla pista del Ciampinoi a Selva di Val Gardena, facendole scendere a uovo. «Le mie figlie devono andare fortissimo», ripeteva a tutti. Cresciuta nello storico sci club della valle, Nicol non nasconde le sue alte ambizioni e l’ossessione: diventare la più forte. Quello di ieri è il terzo podio in carriera, il secondo della stagione dopo il 2° posto nel superG dell’ 8 dicembre a Lake Louise. | Daniela Cotto, la Stampa

 

A 130 chilometri orari. Era così veloce che quasi non si fermava più dopo il traguardo. Nessuno ha sfrecciato nel tratto finale come Nicol Delago, che ha toccato quasi i 130 km/h (128,87 il dato esatto) per arrivare ad appena 29 centesimi dalla svizzera Corinne Suter e issarsi in seconda posizione nella discesa di Altenmarkt, caratterizzata dalla nebbia e dalla partenza abbassata. | Alberto Dolfin, Corriere dello Sport-Stadio

 

La Svizzera è tornata. Festeggia la 25enne Corinne Suter, alla prima vittoria in carriera — ma da febbraio a ieri è al quinto podio tra discesa e superG —, festeggia la Svizzera che grazie a lei trova il primo successo in Coppa del Mondo dopo quasi due anni di astinenza — e con Michelle Gisin terza —, perché per ritrovare un sorriso rossocrociato bisognava tornare alla Wendy Holdener della combinata di Lenzerheide del 26 gennaio. | Simone Battaggia, la Gazzetta dello sport

 

la classifica femminile  Shiffrin 826, Vlhova 513, Brignone 465, Gisin 365, Rebensburg 337

 

Ad Adelboden la valanga azzurra dura una manche 

 

Quelli della generazione perduta. Li chiamano quelli della generazione perduta. Ragazzi di talento che da juniores battagliavano con gente come Hirscher e la battevano pure, e che poi hanno smarrito la via, travolti da una litania infinita di infortuni e con una conseguente maturazione. | Riccardo Crivelli, la Gazzetta dello sport

 

In 25mila. Ieri, nel calderone ancora bollente di Adelboden, quasi 25.000 spettatori erano venuti a godersi la gara, il sole e le salsicce. La vittoria dello sloveno Kranjec, secondo nella sua carriera dopo Saalbach la scorsa stagione, non è una sorpresa vista la sua regolarità (3 ° a Sölden e Alta Badia, 4 ° a Beaver Creek). Sorprende il secondo classificato: il croato Filip Zubcic al primo podio a 26 anni. | L’Equipe

 

Era in testa di trenta centesimi. De Aliprandini, invece, fa l’unica cosa che serve: attacca, fluido e senza strappi. Però è ovviamente al limite e a metà gara, su una porta a sinistra, esaspera lo spigolo e scivola via. Il mondo che crolla, anche perché in quel momento era in

testa di una trentina di centesimi. | la Gazzetta dello sport

 

L’infortunio di Moelgg. Un sabato nero per l’Italsci maschile ad Adelboden. Non fosse bastata la doppia amarezza per il podio mancato da Luca De Aliprandini e Giovanni Borsotti, ci si è messo di mezzo pure l’infortunio di Manfred Moelgg, che mercoledì scorso era stato il migliore degli azzurri nello slalom notturno di Madonna di Campiglio (nono). Trentesimo dopo la prima manche, il finanziere di San Vigilio di Marebbe, 37 anni, apriva le danze nella seconda, ma usciva di pista a metà tracciato. La risonanza effettuata nel pomeriggio all’ospedale di Berna evidenziava un trauma distorsivo al ginocchio destro e in serata arrivava un responso ancor più pesante. A seguito di approfonditi accertamenti effettuati dalla Commissione medica Fisi veniva, infatti, accertata la rottura del legamento crociato anteriore, diagnosi che mette a rischio la carriera di Manni.  | Alberto Dolfin, Corriere dello Sport-Stadio

 

la classifica maschile  Kristoffersen 531, Kilde 519, Pinturault 501, Paris 454, Mayer 362

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