La morte di Hans Tilkowski e la Supercoppa spagnola in Arabia

Stasera il derby di Manchester. Scaldato da Guardiola

La semifinale della Coppa di Lega Dopo aver allenato il City, non potrei mai allenare lo United, come non allenerò mai il Real Madrid dopo il Barcellona. Se anche non avessi altre offerte, me ne andrei alle Maldive. No, forse non alle Maldive, perché non ci sono campi da golf  Pep Guardiola

~ stasera Manchester United-Manchester City

  Arteta ha battuto Bielsa ma con fatica. Per 45 minuti Mikel Arteta ha visto giocare una squadra con quel tipo di stile e di intensità che, se le cose vanno come devono, delizierà questo stadio ogni due settimane. Non sarà stato soddisfatto del fatto che quella squadra così sbalorditiva era il Leeds, non l’Arsenal. Qualunque cosa abbia detto Arteta durante l’intervallo, ha funzionato. | Nick Ames, the Guardian

 

Spagna

La Supercoppa in Arabia

  Marca dedica la sua prima pagina e il titolo “La sfida d’Arabia” alla Supercoppa spagnola, per la prima volta con un format a 4 squadre, da domani in programma in Arabia Saudita. Diario AS ci gioca e titola sulle assenze di Benzema e Bale in casa del Real: “Senza i maghi in Oriente”. 

 

C’è chi dice no. Giocare in Arabia Saudita è una concessione al denaro e farlo nella prima settimana di gennaio dà la sensazione di essere stati troppo esigenti in un mondo di calendari molto affollati. Questo è un trofeo potente giocato in un luogo sbagliato, ma non è la Supercoppa. La Supercoppa era la sfida tra i campioni e i vincitori di Coppa, doveva essere Barcellona-Valencia, se il business ha creato un altro prodotto andrebbe chiamato in un altro modo. La Supercoppa dovrebbe conservare la sua tradizione, e se un anno i due vincitori coincidono non si gioca. Questo sarebbe logico. | Santi Nolla, Mundo Deportivo

 

Biglietti invenduti. La Supercoppa spagnola avrà un pubblico prevalentemente locale perché è stato venduto solo il 9.05% dei 12.000 biglietti a disposizione dei tifosi dei 4 club. Il Real Madrid ha venduto 700 biglietti. Il Barcellona ​​meno della metà: 300. L’Atlético Madrid conferma la consegna di 50 biglietti e il Valencia è rimasto fermo a 26. In totale, 1.076. | Eduardo J. Castelao, El Mundo

 

il programma  Domani: Valencia-Real Madrid. Giovedì: Barcellona-Atlético Madrid

 

Zidane può puntare su Jovic. Vedo Jovic molto ben posizionato, meglio di Mariano. Per il serbo, l’acquisto di quest’anno ma quasi inedito – un gol – e con pochissime opportunità finora, penso che sia giunto il momento della verità.  Insieme a Rodrygo o Vinicius, meno probabilmente insieme a entrambi: Jovic è un giocatore molto migliore di quanto sia stato in grado di dimostrare finora. Potrebbe giocare Isco da falso nove?  A me risulta che sia giunto il suo momento e che sarà nella grande vetrina della Supercoppa. | Amalio Moratalla, Marca

 

La famiglia di Rodrygo tutta dedicata al calcio

Suo padre era un calciatore. «E mio nonno e i miei zii.  Uno di loro gestisce la scuola calcio che ho ad Osasco, la città dove sono nato. Dormivo tra i palloni. Anche mia madre giocava a calcio nel suo quartiere. Mio padre ha giocato in Serie A e Serie B. Lo abbiamo seguito in tutto il Brasile per vederlo giocare. È sempre stata la mia ispirazione. Continua a darmi consigli dopo le partite e l’allenamento. A volte dico “Papà, lasciami, sono stanco”. Ma poi me ne pento. Lo ascolto sempre, perché ha ragione. Sono quello che sono per lui. La mia famiglia è la migliore possibile». | Intervista di Jaime Rodríguez, El Mundo

Germania. La morte di Hans Tilkowski

È morto Hans Tilkowski, il portiere che in finale ai Mondiali del ’66 subì il gol fantasma di Hurst. Raccontava che se avesse preso un marco ogni volta che si parlava di quel gol, sarebbe diventato uno degli uomini più ricchi del mondo. Suo padre aveva lavorato in miniera lungo la linea ferroviaria che portava a Dortmund. I Tilkowski abitavano in un palazzo con altre sette famiglie. “Ho imparato a non fare palline con le molliche del pane – diceva – a non sprecare il cibo, a dividerlo con gli altri”. Qualche anno fa era stato invitato a Baku, in Azerbaijan, per inaugurare una statua all’esterno dello stadio. Era dedicata all’arbitro Bachramov. L’arbitro era stato il guardalinee che quel giorno non aveva visto il gol fantasma. C’erano Blatter e Platini, volevano anche Hurst e lui. “Con Hurst c’eravamo punzecchiati per anni a distanza, e mai più rivisti”. Tilkowski andò e tenne pure un discorso in cui disse che Bachramov aveva dato lustro al suo Paese. 

Bachramov era stato consultato dall’arbitro svizzero Dienst. I due si erano parlati a gesti. Con la bandierina calata verso il basso, Bachramov agitava la mano destra e faceva cenno di sì con la testa, era gol, l’aveva vista dentro. Dienst si fidò. Bachramov era stato sergente dell’esercito sovietico in guerra. L’URSS era stata battuta in semifinale dalla Germania. 

Gianni Brera sospettò che non ci fosse buonafede nella decisione di Bachramov. Per una vittoria in finale girava voce che ai calciatori tedeschi avrebbero regalato un appartamento a testa. Una fabbrica di Monaco offriva 1500 litri di birra, un campeggio di Francoforte otto giorni di ospitalità. Tutto svanito. Con il gol di Hurst.

 

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