Il passato nazista del Bayern e l’uomo più ricercato del calcio

Uno storico tira fuori un passato nazista per il Bayern

Lo storico è Markwart Herzog, 61 anni, studioso dello sport, teologo. Ne ha scritto il quotidiano Italia Oggi nel suo numero di ieri. “Forse non ci si dovrebbe stupire, poche organizzazioni, industrie, università riuscirono a non compromettersi durante il III Reich. Ma è il Bayern a presentarsi da sempre come una vittima del nazismo. Durante la recente tournée estiva negli Stati Uniti, il senatore californiano Henry Stern nel ricevere Karl-Heinz Rummenigge, presidente del club ed ex giocatore dell’Inter (dal 1986 al 1987), ha riconosciuto l’impegno della società per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Shoah. Ma negli stessi giorni all’Holocaust Museum di Los Angeles veniva inaugurata la mostra sul passato «bruno» del club. A Monaco si preferisce ricordare Kurt Landauer, il presidente ebreo della società per lunghi anni, ma nel 1938 fu costretto a dimettersi e venne internato nel lager di Dachau, alle porte della città”. In seguito riuscì a fuggire in Svizzera. Herzog denuncia che la società espulse diversi soci ebrei e inserì nello statuto tre paragrafi «ariani». I fan del Bayern ritengono che lo storico esageri. Il posto di Landauer fu preso da un nazista convinto, Josef Kellner, dal 1938 al 1943”.

 

Le prime 5  Lipsia 13, Bayern 11, Friburgo, Leverkusen e Schalke 10

Borussia D. con 9 punti al 6° posto

Francia

L’ecatombe di infortuni al Psg

Scrive L’Équipe “Molto raramente negli ultimi anni il Psg ha subito una simile ecatombe di infortuni all’inizio di stagione. Una sequenza che ha offuscato le relazioni tra i diversi staff del club. Per Touchel «non è possibile trovare una sola ragione, gli infortuni sono differenti l’uno dall’altro. Ci sono molte spiegazioni, la sfida è trovare soluzioni. Ci sono infortuni molto molto rari nel calcio». 

~ Oggi in trasferta a Lione, ore 21. Su DAZN

 

Le prime 5  PSG e Nizza 12 punti; Marsiglia 11; Rennes e Nantes 10

L’uomo più ricercato del calcio

 

Il mensile Four Four Two ha messo a segno un colpo nel suo ultimo numero intervistando Zdravko Mamic, ex direttore esecutivo della Dinamo Zagabria, avversaria di Champions dell’Atalanta, e vicepresidente della federazione. Mamic è ricercato in Croazia dopo la condanna a 6 anni di reclusione per frode fiscale e appropriazione indebita, con l’accusa di essersi appropriato di una parte dei soldi delle cessioni di Lovren e Modric. Mamic è latitante a Medjugorje in Bosnia, paese che gli riconosce un passaporto, non concede l’estradizione e dove dice di aver trovato la pace interiore. Da lì nell’intervista data a Ivan Tomic respinge le accuse. 

“Non mi sento malfamato. C’è un mucchio di gente che vuole lavorare con me. I miei avversari usano la dottrina di Goebbels secondo cui ripetendo 100 volte una bugia questa si trasforma in verità”. 

Durante la sua gestione, la Dinamo in tribunale ha dovuto rispondere di 94.000 dollari versati a generali croati perché evitassero processi per crimini di guerra. Fu una sua decisione?

“Avevamo una responsabilità verso persone che si sono sacrificate per la nostra indipendenza. Ho partecipato personalmente alla difesa dei generali croati e non me ne vergogno. Non mi sono preoccupato delle reazioni perché per me è un onore e un orgoglio. Lei deve capire che il contesto e la percezione della difesa della patria in Croazia è molto differente da ogni altra parte d’Europa”. (…) “C’è un grande club in Croazia, l’Hajduk Spalato, ma sono frustrati perché da 15 anni non vincono e vedono in me le ragioni di tutto. L’Hajduk è la squadra per cui tifano molte persone influenti in politica e nella società, sotto la pressione dei tifosi individuano in me l’incarnazione del loro fallimento. (…) Io non sono il boss del calcio croato. Io amo la Dinamo, la Croazia e non odio nessuno”.

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