Il ciclo della nuova Argentina

I quarti di finale dei Mondiali di basket sono iniziati con una sorpresa: l’Argentina ha battuto la Serbia per 97-87. Espulso Jokic al 30’. Un altro grande protagonista ha lasciato la manifestazione dopo Antetokounmpo. In semifinale anche la Spagna allenata dall’italiano Sergio Scariolo: 90-78 alla Polonia. Oggi: USA- Francia e Australia-Repubblica Ceca.

 

 

In Argentina sono molti i paragoni tra questa nuova nazionale e quella del ciclo d’oro d’inizio secolo, capace di spingersi fino all’argento ai Mondiali 2002 e all’oro ai Giochi 2004. I 15 punti segnati contro la Serbia e la marcatura di Bogdan Bogdanovic hanno trasformato Patricio Garino in uno degli eroi della partita. Eppure Garino stava per lasciare il basket. A novembre dello scorso anno – racconta il Clarín – il giocatore del Baskonia ha avuto problemi ai legamenti di un ginocchio ed è rimasto fuori due mesi. Il suo rientro in campo durò un minuto e mezzo, poi tornò a infortunarsi, quella volta con un problema muscolare. “È stata una montagna russa. Tornai a casa, volevo lasciare il basket. Mi è servito un anno e mezzo, colpa dell’orgoglio, per riconoscere che avevo bisogno dell’aiuto di uno psicologo. Il giorno della ricaduta non riuscivo a smettere di piangere”.
Anche ieri ha chiuso la partita in lacrime. “La cosa più grande di questa squadra è l’amor proprio, sentirsi una cosa sola. La chimica che abbiamo è impressionante”.
Scrive Walter Fuochi su Repubblica: Quel che è successo ieri ha detto che le storie di sport si possono ripetere, anche in Paesi che hanno campionati poveri e molti migranti (di lusso, certo) in giro per il mondo. I Guarino, i Deck, i Laprovittola, tutti domiciliati in Spagna, mentre Scola spende gli ultimi bagliori nella Nba (e l’anno prossimo, a 40 anni, nella sua quinta Olimpiade).

 

Gli USA contro la Francia

 

Andrea Tosi sulla Gazzetta introduce la partita di oggi e la definisce la sfida più suggestiva, targata NBA, tra il Team di coach Popovich e i «magnifici 4» (Fournier, Gobert, Batum e Ntilikina) dell’equipe francese del c.t. Collet. Uscita di scena la Serbia, il ruolo di favorita torna addosso alla squadra statunitense. Intervistato da L’équipe Rudy Gobert smonta la tesi di una squadra USA più debole del solito: “Le persone che lo dicono non giocano a basket. Sono sedute davanti alla loro TV, guardano, giudicano, twittano. Non ci sono superstar ma è un collettivo molto ben allenato, con giocatori atletici. Sulla carta, è la migliore squadra della Coppa del mondo”.
Andrew Joseph ha raccontato per USA Today la bizzarra cena della squadra americana in un ristorante cinese. Dove un’aragosta viva è balzata sul tavolo facendo saltare di scatto i giocatori che si sono dati alla fuga.
Intanto, il NBA Store online ha messo in vendita maglie da gara, t-shirt, felpe e cappellini del primo e forse più grande Dream Team della storia, la squadra che andò ai Giochi di Barcellona nel 1992. Le canottiera di Magic Johnson e Michael Jordan costano 250 euro.
L’Italia del basket sta malinconicamente aspettando il torneo pre-olimpico di giugno. Marino Petrelli sul Messaggero prova a ipotizzare il percorso e dice che non è uno scenario incoraggiante. I pericoli? Brasile, Grecia e Canada con cinque stelle, Lituania e Russia con quattro, Turchia, Germania Tunisia, Nuova Zelanda e Repubblica Dominicana con tre, Venezuela e Portorico con due. Se poi dovesse comprendere anche la Serbia, che può ancora qualificarsi direttamente dalla Cina, e una tra Slovenia o Croazia, invitate da Fiba con una wild card, come si mormora secondo i rumors raccolti direttamente a Wuhan, gli azzurri si troverebbero una montagna quasi insormontabile da scalare”.

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