Il Barcellona [forse] sta guarendo, Messi no. Sterling prima o poi andrà al Real

Il Barcellona (forse) sta guarendo, Messi no

 

Sport titola spiritosamente: “3 punti di sutura” per la vittoria nell’anticipo del turno infrasettimanale per 2-1 contro il Villarreal. Gol di Griezmann e Arthur. Mundo Deportivo in prima pagina: “Reazione”. Santi Nolla, il suo direttore, ha scritto che la squadra ha bisogno di un cambio di chip. “È bene vincere senza guadagnare solidità, ma per vedere un Barça affidabile è necessario recuperare, soprattutto, ora, la velocità della palla”. 

 

È uscito a fine primo tempo, problemi all’adduttore
Messi è tornato titolare ma si è nuovamente infortunato. Si è fermato per farsi medicare la coscia sinistra e nel secondo tempo non è rientrato. El País scrive che il 24 settembre è il giorno in cui venne inaugurato il Camp Nou, in cui Maradona venne distrutto da Goicoechea e ieri si è fatto di nuovo male Messi. “Leo ha dolore all’adduttore”, ha dichiarato Valverde al termine dell’incontro. “Non volevamo rischiare e abbiamo preferito non continuare, aspetteremo i test medici”.

 

Giornata 6  Stasera: Maiorca-Atlético Madrid, Real Madrid-Osasuna

 

Il doppio centravanti del Cholo. È l’ulteriore metamorfosi attesa nell’Atlético Madrid che Simeone sta provando a trasformare nello stile. Giocheranno insieme stasera Morata e Diego Costa. 

 

Il Pallone d’oro per i portieri che rende perplessi i portieri

 

Dopo aver annunciato pochi giorni fa l’istituzione di un nuovo premio intitolato a Jascin, una sorta di Pallone d’oro riservato ai portieri, France Football è andato con molta onestà a sentire cosa ne pensassero loro. In mezzo a un coro di soddisfazione diffusa (Buffon e Alisson: “Una bella iniziativa”; Lopes: “Lo meritiamo”), il settimanale ha registrato un paio di voci portatrici di distinguo. La principale è quella di Peter Schmeichel, ex numero 1 danese del Manchester United e papà di Kasper (Leicester). “Sono combattuto, mi piace e non mi piace. La mia obiezione è che nel presentare questo premio speciale, le occasioni per vedere un portiere vincere il Pallone d’oro spariranno completamente. I votanti saranno ancora più riluttanti a esprimere la loro preferenza per un portiere, visto che avrà già un suo riconoscimento”. Il tedesco Oliver Kahn si è perciò augurato che i portieri continuino a far parte della lista dei nominati al Pallone d’oro. Bernard Lama, ex PSG, ha proposto invece che il premio sia assegnato dalla… tecnologia. “In base a criteri precisi: il numero di parate, palloni bloccati, uscite riuscite, rigori parati”.

 

[discussioni]

Si tratta davvero di un riconoscimento a metà?

 

La storia. In 63 edizioni del Pallone d’oro i portieri sono saliti sul podio sette volte. I difensori sedici. Oltre all’unica vittoria di Jascin (1963), ci sono stati il secondo posto di Zoff (1973), il terzo del ceko Victor (1976) e di Kahn (2001, 2002), il secondo di Buffon (2006), il terzo di Neuer (2014). France Football la definisce “una anomalia” e ha sentito il dovere di correggerla istituendo il premio, che affianca quello per il calcio femminile e quello per il miglior giovane. 

 

Sterling andrà al Real Madrid (prima o poi) 

 

Se ne dice certo Sam Lee scrivendone per The Athletic, sulla scorta di qualche contatto già avvenuto in estate. Lee fa un passaggio sul futuro di Guardiola, al quale Sterling è molto legato. “Quanto tempo resterà al City?”. Riferisce di un incontro avvenuto a marzo tra Pep e Pavel Nedved, fra i due Juve-Atlético di Champions, e dell’offerta avanzata dai bianconeri. “A Guardiola piace l’idea di allenare in Italia e la Juve sarebbe la sua scelta”. Un giorno. 

In un City senza Pep, Sterling avrebbe qualche ragione in meno per restare. È interessante la porzione di ragionamento sui rapporti di forza tra il Real Madrid (e il Barcellona) e il resto del calcio mondiale. 

“Il City può essere ritenuto la migliore squadra in Europa e a ogni modo dovrebbe essere una auspicabile ultima destinazione per ogni calciatore. Hanno una grande squadra, hanno denaro, hanno successo, hanno un grande club e, per ora, un grande allenatore. Ma tutto ciò non conta niente se il Real o il Barcellona vogliono un giocatore. È uguale per il Chelsea con Eden Hazard, per il Liverpool con Luis Suárez, per il Manchester United con David Beckham e Cristiano Ronaldo. (…) Non molti calciatori dicono di no al Real Madrid”. 

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