
Il 21 febbraio nel 1966 è un lunedì, e finalmente a gran fatica si sono concluse le trattative fra i partiti per la scelta dei ministri e la composizione del nuovo governo di Aldo Moro. Oh, in realtà a leggere il Corriere della sera si capisce che ‘sto governo nasce fragilino. Rumor dice che i punti proposti dalla DC non sono stati accolti e la sinistra democristiana preme per avere un terzo ministero oppure minaccia di non entrare al governo. Noi che crediamo di vivere mestizie contemporanee possiamo consolarci al pensiero che le stesse mestizie sono sempre esistite.

Sono sempre esistiti pure i discorsi sul calcio che sessant’anni dopo ripetiamo. Molto prima della Champions con i gironi, molto molto prima della Champions XXL, molto molto molto prima del calcio con i calendari super-affollati, se perdi in campionato o fai 1-1 in casa, la colpa è degli impegni infrasettimanali.
Quel 21 febbraio del 1966 le pagine sportive stanno commentando la sconfitta dell’Inter a Catania. Clamoroso al Cibali. Non è la partita in cui si dice sia nata la frase attribuita a Sandro Ciotti [pare fosse un Catania-Inter del 1961]: una frase misteriosa, molti ritengono che non sia mai stata pronunciata. Non è quella, ma è lo stesso clamorosa perché i campioni d’Europa alla giornata 22 cadono in Sicilia e si vedono Milan e Napoli a -2: 32 punti contro 30.

Esatto. Questo è. Il prezzo delle Coppe. Nino Oppio sul Corriere della sera la chiama “la cambiale del mercoledì” perché “i troppi impegni hanno logorato certi giocatori”. In realtà nel 1966 in quanto detentrice del trofeo, l’Inter fu pure esentata dal primo turno. Per vincere la Coppa dei Campioni, quell’anno bastava giocare nove partite, per l’Inter sette, ma i nerazzurri sarebbero usciti in semifinale con il Real. Appena nove partite sarebbero bastate fino all’inizio degli anni Novanta: tante ne giocava ancora il Milan di Sacchi a suo tempo, con dei primi turni contro avversarie della Bulgaria e della Finlandia, durante il periodo della squalifica delle inglesi. Questo per dire che non c’è paragone con la difficoltà di oggi – sebbene oggi piaccia ripetere che il calcio di una volta, signora mia.
Comunque, il bello del febbraio del ‘66 è che i ragionamenti sono molto simili a quelli contemporanei. Mentre si domanda se per caso l’Inter non sia diventata vecchia [“il campo a ciuffi irregolari, l’assenza di Corso, il caldo, le contusioni a qualche giocatore non sono sufficienti giustificazioni”], il Corriere della sera scrive che “invece il Napoli, libero da altre competizioni, minaccia sempre più da vicino le due milanesi, dimostrando che forse quest’anno il campionato esige uno sforzo assoluto”.
Il Napoli è quella strana squadra neopromossa che in estate ha comprato Sivori dalla Juventus e Altafini dal Milan. In realtà quella stessa domenica non è andato oltre uno 0-0 a Brescia, ma la domenica successiva è in programma la super partita Napoli-Milan al San Paolo [si chiama ancora San Paolo: Maradona ha compiuto da poco 5 anni] – ma in quello 0-0 a Brescia, il Corriere della sera ha scoperto un trucco.
