Il paese
Gli stadi vuoti del Marocco
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il tema C’erano migliaia di richieste, code infinite, biglietti introvabili. Ma quando è cominciata la partita dell’Algeria lo stadio era vuoto quasi per metà. «Alcuni di noi non sono venuti perché non volevano vivere la vergogna di non entrare allo stadio visto che era annunciato il tutto esaurito» raccontano due tifosi a L’Équipe. C’erano sedicimila spettatori presenti anziché i 22.000 previsti. La Federazione algerina, la mattina stessa, ha distribuito biglietti davanti all’hotel Marriott e ne ha chiesti di più per la seconda giornata contro il Burkina Faso.
Il problema è emerso anche alla partita inaugurale del Marocco, annunciata come un sold out e poi con migliaia di seggiolini vuoti. Secondo una fonte dell’organizzazione, «il problema è il mercato nero, sia per l’Algeria sia per il Marocco». Con Afcon Ticket e Yallah, lo scambio via telefono non è più automatico e «si sono ritrovati con un sacco di biglietti invenduti».
Il mercato parallelo ha toccato cifre irreali: fino a 500 euro per tagliandi da 50. E quando su Rabat è arrivato il diluvio, molti hanno preferito restare a casa. «Alla Coppa d’Africa i tifosi viaggiano molto raramente, mancano i mezzi». Il prezzo della vita in Marocco non aiuta. Ad Agadir, per riempire gli spalti all’esordio dell’Egitto, le autorità hanno aperto le porte gratis. A livello politico-organizzativo la tensione resta: Yallah richiede un profilo e documenti d’identità, percepiti da molti come un controllo dei flussi d’ingresso nel paese. La CAF non ha chiesto ufficialmente nuove aperture e il ministero dell’Interno marocchino non è incline a concedere deroghe. Martedì la polizia ha smantellato una rete di bagarini: otto arresti. L’organizzazione comunica «affluenze in aumento del 50,6% rispetto alla Coppa 2023». Sono dati da prendere con prudenza, scrive L’Équipe, perché a Rabat il pienone è ancora un obiettivo, non una realtà.
Intorno alla Coppa – da Marsiglia, Lione, Tolosa, Bordeaux – in tanti colgono però l’occasione per seguire le proprie nazionali e allo stesso tempo godersi il viaggio, una vacanza tra mare, deserto e vita locale. L’Equipe racconta le storie dei tre amici comoriani venuti con 1000 euro di budget tra voli low cost, auto a noleggio, biglietti cercati all’ultimo e giri in quad. C’è una famiglia algerina partita da Lione in auto fino alla Spagna e poi arrivata in traghetto a Tangeri, con un appartamento economico vicino a Rabat. Molti si muovono indipendentemente dalla possibilità di avere un biglietto in tasca. Se c’è bene, altrimenti vanno a vivere l’atmosfera tra fan-zone, concerti e cucina marocchina. I tifosi dall’Africa subsahariana sono meno numerosi, ma ci sono.