Lo Slalom del 25 settembre | Cosa leggere, sapere e vedere

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►  LA NAZIONALE maschile di pallavolo ha battuto per 3-0 il Belgio nei quarti di finale dei Mondiali [25-13, 25-18, 25-18]. Tre azzurri in doppia cifra [Russo 12, Michieletto 11, Bottolo 10]. Sabato la semifinale con la Polonia: partita fra le prime 2 squadre del ranking mondiale. 

◇  L’Italia del ciclismo ha invece chiuso al quarto posto la cronostaffetta a squadra mista ai Mondiali di Kigali, ultima prova contro il tempo prima delle gare in linea cher cominciano oggi. Oro per l’Australia davanti a Francia e Svizzera. Ci siamo persi Giulio Pellizzari per la corsa di domenica. Ha la febbre. Ma si può rinunciare per una febbre già dal mercoledì?

◇  Parma, Venezia e Como hanno passato il turno in Coppa Italia e hanno raggiunto gli ottavi di finale, il turno nel quale entreranno in scena le prime otto della scorsa serie A. Mancano ancora le due partite di stasera per avere il quadro completo. Nelle prime due settimane di dicembre avremo: Juventus vs Udinese, Lazio vs Milan, Bologna vs Parma, Napoli vs Cagliari, Inter vs Venezia, Atalanta vs  la vincente di Genoa-Empoli, Roma vs la vincente di Torino-Pisa, Fiorentina vs Como

Aurelio De Laurentiis ha presentato al cinema Metropolitan il fil suo quarto scudetto Ag4in – che significa N’ata vota. Il presidente del Napoli ha sfidato Zeus, l’Olimpo intero e tutte le opere mai scritte da Eschilo dicendo che ce ne saranno altri. 

Fresca fresca è arrivata nell’istante dell’invio la notizia che il quattro di coppia formato da Luca Chiumento, Luca Rambaldi, Andrea Panizza e Giacomo Gentili ha vinto l’oro ai Mondiali di Shanghai davanti alla Gran Bretagna e alla Polonia.

 

 

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L’Europa non ha forse altri modi d’evitare di essere decomposta dall’influenza americana che attraverso un contatto nuovo, vero, profondo, con l’Oriente

Simone Weil

  

L’Europa vista dalla Ryder Cup

Ci sono cose in cui gli americani sono più bravi di tutti, non c’è niente da fare. Un tempo eccellevano nell’esportazione della democrazia, oggi stanno diversificando il prodotto e stanno ampliando l’offerta di beni e servizi, ma immutabile resta la vocazione allo show. Prendiamo la cerimonia di apertura della Ryder Cup. Solitamente in Europa è vivace quanto il pensiero di un filosofo danese, il Guardian l’ha definita uno degli eventi più dolorosi per uno spettatore. Quando la Ryder Cup si svolge in Europa, la cerimonia di apertura non si svolge. Si infligge. 

Vuoi mettere invece con quella di ieri, a passo svelto, con la colonna sonora dei Beastie Boys e Jay-Z, riempita da un roboante volo di elicotteri programmato per introdurre l’inno nazionale e da una squadra di paracadutisti atterrata poco fuori il fairway della diciottesima buca. Questo passaggio – ehm, in effetti – poteva venire meglio. Ci hanno messo un tempo lunghissimo per scendere dal cielo, nonostante andassero a 130 km orari, e dunque c’è stata una consistente attesa da riempire mentre tutti stavano con il naso all’insù a a guardare. Un momento di confusione e di distrazione dentro la perfezione dello show, uno di quei momenti nei quali sei attraversato da un pensiero solo, dalla speranza che il responsabile non sia la stessa persona che custodisce la famosa valigetta con i famosi codici. Ma dura giusto un attimo, è solo il pensiero intrusivo di un istante. 

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Lo Zecchino [della pallavolo] d’oro

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METTI LA CANOTTIERA

L’Italia campione del mondo in carica è di nuovo in semifinale. Potremmo cadere nella trappola di dare per scontato il traguardo raggiunto. Invece vale la pena soffermarsi sul fatto che in quattro delle cinque edizioni giocate fra 2002 e 2018 la Nazionale è rimasta fuori dalle prime-quattro.

Sul Corriere della sera Pierfrancesco Catucci racconta come le giocate di Giannelli in regia tendano a distribuire il gioco in modo che la squadra abbia numeri equilibrati e percentuali altissime. Anche ieri contro il Belgio tre giocatori sono andati in doppia cifra. Il Corriere si sofferma sui due centrali, Roberto Russo e Giovanni Gargiulo. 

Il primo, determinante in tutta la cavalcata all’ultimo Europeo in Italia, fu costretto a giocare con una caviglia parecchio malridotta contro la Polonia a Roma nel 2023. Si era sentita tanto la sua mancanza a muro e in attacco. Il secondo è la rivelazione della stagione azzurra: un campionato stratosferico a Civitanova, poi una Nations League di altissimo livello e ora un Mondiale cominciato in panchina e proseguito da titolare inamovibile dalla sfida contro l’Ucraina in poi. Entrambi chiudono la sfida col Belgio con il 75% di attacchi vincenti, Russo anche con tre muri punto e un peso specifico altissimo per la qualità con cui costringono i centrali avversari a marcarli su ogni pallone e ad arrivare spesso in ritardo a muro in banda.

Bentornato Russo, dice la Gazzetta e Mario Salvini scrive: L’immagine di questa bell’Italia è anche Roberto Russo. Uno che ha saltato praticamente tutta la stagione dei club, che è stato sottoposto ad intervento chirurgico per un’ernia del disco, che ancora a luglio faceva riabilitazione e che questo Mondiale l’ha cominciato per forza di cose a rilento.

Di Giannelli parla anche Angelo Di Marino su La Stampa definendolo il fuoriclasse che da dieci anni è in Nazionale e che anche ieri col Belgio ha sfoderato colpi decisivi in ogni parte del campo.

L’Italia giocherà la semifinale contro la Polonia, oro nel 2014 e nel 2018, battuta in finale da De Giorgi in casa sua nel 2022, campione d’Europa in carica, argento olimpico a Parigi dopo una lunga attesa che durava dall’oro di Montréal 1976. 

I quarti di oggi

Le altre due partite di oggi sono speciali. In un verso o nell’altro Cechia vs Iran porterà in semifinale un vento nuovo. I cechi hanno fatto fuori il Brasile nel primo torneo a cui partecipano dopo quindici anni. Non erano mai arrivati ai quarti di finale nel passato e agli Europei non sono mai andati oltre un 4° posto nel 1999 e 2001. L’Iran è the next big thing attesa da parecchio. Per un periodo [2011-2014] si è fatta insegnare cose da Julio Velasco. Con lui è arrivata al sesto posto dei Mondiali e su quella scia al quinto delle Olimpiadi di Rio. Adesso vorrebbe cominciare a raccogliere il lavoro fatto nelle accademie e nei vivai, dopo tre titoli Mondiali Under-21 vinti nel 2019, nel 2023 e qualche mese fa.

Poi c’è USA vs Bulgaria. Gli americani sono stati campioni del mondo solo nel 1986 e da allora un apio di volte di bronzo, ma terzi sono stati pure ai Giochi di Parigi. La Bulgaria conferma il ritorno della vecchia scuola dell’Est. Non si vedeva ai vertici da una dozzina d’anni. L’ultimo podio ai Mondiali è del 2006 [bronzo], agli Europei è del 2009 [sempre bronzo], non gioca alle Olimpiadi dal 2012 [4° posto]. 

 

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Dai campi

 

Le nove partite che hanno aperto la fase campionato dell’Europa League si sono chiuse con 22 gol e due vittorie fuori casa, quella del Lodugorets in Svezia a casa del Malmoe e quella della Roma a Nizza. C’è stato uno 0-0 fra PAOK e Maccabi Tel-Aviv per poter rimpiangere gli attaccanti di una volta e c’è stato un 2-2 fra Betis Siviglia e Nottingham Forest per avere nostalgia dei difensori di un tempo. Nel ranking stagionale ancora condizionato più dai preliminari che da queste prime partite, in testa c’è la Danimarca con 6.125 punti davanti a Cipro con 5.750. La partita dei cinque tornei d’élite è condotta dall’Inghilterra [5.166] sulla Germania [4.714]. L’Italia sta dietro la Spagna [4.625 contro 4.428], mentre la Francia è partita in forte sofferenza. Peggio di Portogallo, Olanda e Belgio che la incalzano per il quinto posto del ranking quinquennale. 

  Hanno segnato Mancini e N’Dicka dopo Pellegrini con la Lazio e Wesley con il Bologna. Perciò Ivan Zazzaroni sul Corriere dello sport-stadio dice che se Gasperini avesse anche dei centravanti in grado di buttarla dentro la Roma non sarebbe male, potrebbe limitare le sofferenze e fare pensieri più ambiziosi, quasi hard. Per ora siamo a Ferguson che deve crescere e Dovbyk ritrovarsi. Ma i segnali che stanno giungendo dal campo non sono confortanti. Soprattutto l’ucraino sembra azzerato dalla criptonite: non tiene un pallone, non vince un corpo a corpo, ha i tempi di reazione del bradipo e indovina un passaggio su cinque. Ogni volta ci chiediamo dove sia finito l’attaccante che col Girona faceva sfracelli. 

Stasera le altre nove partite con tre squadre che hanno il loro nome nell’albo d’oro della Coppa dei Campioni: la Steaua è in Olanda sul campo del Go Ahead Eagles, il Porto è in trasferta a Salisburgo, l’Aston Villa aspetta il Bologna a Birmingham. 

Italiano sfida il maestro Emery, sottolinea la Gazzetta, sfida cioè l’allenatore che ha vinto quattro volte questo trofeo.

 

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Interpreti

 

   

|  testimoni  Lele Adani

 ➣  Perché la Nazionale fa tutta questa fatica?

«Tutte le Nazionali si evolvono, i metodi per formare e crescere i giocatori ci sono ovunque e la Norvegia che è la nostra avversaria diretta ne è la riprova. Nelle stanze dei bottoni ce la raccontiamo che siamo ancora i più bravi a formare, ma non è così: ci siamo fermati. La Croazia ha meno abitanti della Sicilia, il Portogallo ne ha quanti la Lombardia. Ma sono molto più credibili».

 ➣   La serie A è il campionato al mondo con la più alta percentuale di allenatori ex calciatori. Non è che manca un po’ di contaminazione derivata da percorsi diversi, come i tedeschi Tuchel e Nagelsmann, o il nostro Farioli che dall’Ajax ora è passato al Porto?

«Gli allenatori citati non sarebbero nemmeno entrati al corso di Coverciano, per problemi di punteggio. Abbiamo dei criteri, non solo nel calcio, che non ti ritengono adeguato in partenza. E diventano delle barriere. Anche per questo l’Italia sembra sempre indietro: il cambiamento spaventa».

 ➣   Questo riguarda anche l’impiego dei giovani italiani?

«Certo. Le Nazionali giovanili arrivano spesso in fondo, ma poi quelli di Spagna, Portogallo o Germania fanno i titolari nel calcio vero. È una questione culturale, il sistema fa fatica ad accettare i giovani. Camarda è un esempio: tutti devono essere forti a difenderlo come alternativa per il Milan. E invece va al Lecce. Siamo tutti complici».

 ➣   Pio Esposito ha tre anni in più. Può resistere agli urti?

«Ha forza, è evoluto calcisticamente e si è guadagnato la conferma. Ma dobbiamo difenderlo se non segna per dieci partite, anche se all’Inter è dura: queste dieci partite di crescita potrebbero servire al Mondiale».  – intervista di daniele dallera e paolo tomaselli, Corriere della sera

|  pareri Ezio Simonelli e l’urgenza dello stadio di Milano per il paese

 ➣  Lo immagina un Europeo in Italia senza Milano?

«Lasciare la città più altospendente d’Italia senza gli Europei sarebbe una figuraccia incalcolabile».

 ➣  Come finirà quindi la questione dello stadio a Milano?

«Buttare a mare questo processo per questioni ideologiche di bassa lega è un autogol. Sarà un danno per la città, perché se non avranno San Siro, i due club finiranno per fare stadi fuori dal comune di Milano. Ma a essere danneggiato sarebbe tutto il Paese: solo l’indotto temporaneo per la costruzione degli impianti in cantiere vale 6 miliardi».

 ➣  Da molto tempo si parla di un commissario per gli stadi.

«Lo scorso dicembre ho sentito il ministro Abodi dire che a febbraio 2025 sarebbe stato nominato il commissario per gli stadi, per snellire procedure burocratiche e tarantelle come quella di San Siro e non solo. Quasi otto mesi dopo nonostante un impegno costante non ce ne è traccia. Non capisco quali siano le difficoltà. Come hanno dimostrato il ponte Morandi e Milano-Cortina, un commissario permette di fare in poco tempo opere per cui servirebbero anni».  – intervista di matteo pinci, Repubblica

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Oggi

 

   

Il bivio del Torino

Stasera gli ultimi due sedicesimi di finale della Coppa Italia. La Stampa scrive che per il Torino è una Coppa da paura, crisi o boccata d’ossigeno. La Stampa è il giornale che sta raccontando più da vicino i tormenti presenti dentro il club e la contestazione del tifo verso la proprietà. Stamattina ne parla Rafael Martin Vazquez – che solo ieri giocava a centrocampo con la testa alta e stamattina t’accorgi che compie 60 anni. Dice che «non vedo regolarità e la capacità di far crescere la squadra anno dopo anno».

Oggi è la partita che spacca il cuore dello scrittore Marco Malvaldi, nato a Pisa e tifoso del Torino. Ne parlò qualche anno fa con Valentina Desalvo per Repubblica. «Tifare Torino è come corteggiare una suora: possibile, per carità, e se ci riesci è il genere di cosa che racconterai per tutta la vita. Ma anche se rimedi un comprensibile due di picche, è una cosa da raccontare. Come facciamo noi. Fin troppo spesso”. Giocare ho giocato tanto, come tutti ai campetti di fronte alla chiesa, in piazza San Paolo, a Pisa. Sui campi veri ho giocato poco. In entrambi i casi, ero in porta. Credo la dica lunga su quanto so giocare a pallone…».

🔴⚫  LA SVOLTA DI ALLEGRI  Il Corriere della sera racconta come Max Allegri ha messo ordine nel Milan. Carlos Passerini lo chiama un codice. Cioè si parla in italiano e si pranza tutti insieme. La Gazzetta lo definisce il trasformista e celebra il suo Milan che vince con gioco e tanti gol: corto muso addio

Tra i commenti Marco Bucciantini scrive che il discorso su questo allenatore è una camicia di forza nella quale è stato infilato, poi si è divertito a indossare perché nella mischia si diverte, si esalta, si confonde, si esaspera. Bucciantini aggiunge che le prossime due partite con Napoli e Juventus sono attese dagli eserciti per capire se c’è ancora polvere da sparo per le proprie sorde convinzioni.

Il giornale di Milano racconta pure la rimonta di Gimenez e cioè il suo nuovo look, i gol ritrovati e l’attesa della partita con il Napoli. Così è un 9 da Milan”. La partita di domenica è scaldata da un confronto Modric-De Bruyne, i due assi ex podio Pallone d’oro [Musica maestri]. Prandelli dice che la classe non ha età.

⚪⚫  LA BARCA DI TUDOR  La Stampa spiega invece il lavoro dentro la Juventus che cambia pelle prima del trittico Atalanta-Villarreal-Milan ed è Terapia Tudor. È arrivato anche un nuovo direttore della performance, si chiama Darren Burgess, era con Comolli al Liverpool. Per la Gazzetta ci vuole di più perché l’attacco segna ma crea meno anche del Cagliari. 

Colpo di scena, sempre sulla Gazzetta, dove parla il radiato Luciano Moggi. Colpo di scena non tanto per le risposte che dà a Franco Carraro ancora su Calciopoli [tremate perché l’anno prossimo arriva il ventennale con altre interviste, qualche libro, rievocazioni, inediti, riscritture della storia]. Il colpo di scena arriva alla fine come nei migliori noir, quando dice che Tudor ha una barca a Spalato e l’ha chiamata Moggi. 

Il Corriere dello sport-stadio racconta invece il riassetto societario alle porte, le mosse che il cda traccerà domani e che saranno ratificate a novembre.  A Torino – scrive Giorgio Marota – è molto apprezzata la discrezione e la diplomazia dell’attuale numero uno Gianluca Ferrero, eppure ai piani alti della Continassa prosegue la ricerca di un profilo di grande prestigio che abbia un background vasto, dal calcio alla politica, senza dimenticare le competenze economiche. C’è chi parla di un dirigente francese e chi sogna un grande ex sulla poltrona, come Del Piero o Platini; Elkann però potrebbe anche andare oltre gli aspetti sentimentali e compiere una scelta in stile Jean Claude Blanc.

⚫🔵  LA RETROMARCIA SU DIOUF La Gazzetta ha messo in prima pagina un fotomontaggio in cui Chivu si sfila la maschera di Simone Inzaghi e sotto compare la sua faccia. All’interno si legge che l’Inter non cambia, ha lo stesso modulo dell’anno scorso e le vecchie abitudini. È rimasta a metà. Filippo Conticello scrive che Christian Chivu si è svestito degli abiti sgualciti da ribelle e si è immerso mani e piedi nelle vecchie acque, quelle che hanno bagnato il passato recente dei nerazzurri: sembrano tornate placide, almeno a vedere le due ultime vittorie che hanno permesso di superare le prime mareggiate dell’anno. L’Inter ha ripreso una navigazione serena, anche se le vele non sono ancora così salde come sperato: servirà altro tempo, nuove verifiche in mare aperto. In fondo, però, quello dell’allenatore romeno è stato un semplice bagno di realtà, tranquillizzante e, forse, poco romantico: Chivu ha spento ormai del tutto i bollori iniziali, ha allontanato quella prima idea ambiziosa di una squadra diversa nello spirito e nel modulo. L’utopia si è persa chissà dove tra le onde, anche perché la scialuppa del mercato non è venuta in soccorso. Di spalla la Gazzetta aggiunge che Diouf è da scoprire e che senza il colosso Koné mancano i muscoli

Eppure sono passati appena 34 giorni dalla prima pagina che lo presentava come il rinforzo che cambia il centrocampo, quella mattina era un Diouf nel motore, il mediano di corsa e dinamismo che mancava per il gioco di Chivu. Avranno cambiato idea. 


     

Guida allo sport in tv di oggi

Il rientro di Sinner a Pechino

▥   Come un antivirus, Jannik rilascia oggi gli aggiornamenti. Lo aveva promesso dopo la sconfitta in finale a NY contro Carlos Alcaraz: “Dovrò uscire dalla comfort zone. L’obiettivo è provare dei cambiamenti a costo di perdere qualche partita in più”. A Pechino è arrivato per confermare che il lavoro è cominciato e che sta “lavorando per essere un giocatore migliore”. Massimo Calandri su Repubblica spiega che le novità sono la battuta, in particolare la seconda di servizio. La transizione a rete. I colpi al volo. Gli spostamenti laterali.

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