Norvegia, Cipro e Kazakistan: la Champions che promette inclusione

 

   

Piccola guida ai play-off

Tre squadre stasera si prenderanno un posto per la fase campionato della nuova Champions e rischiano di essere tre storie inattese. La più probabile passa da Graz, Austria, dove lo Sturm dovrebbe ribaltare lo 0-5 subito all’andata in Norvegia per impedire al Bodø/Glimt di qualificarsi per la prima volta ai gironi del torneo. Non è un campo facile per nessuno. Sarà meglio schivarlo al sorteggio di giovedì. 

Francesca Milano su Domani lo ha raccontato tempo fa: Le luci verdi e blu che fluttuano nel cielo sono l’attrazione più popolare di questa regione della Norvegia, che ha trasformato i suoi lunghi mesi di buio in una nuova stagione turistica. I cacciatori di aurore arrivano da ogni luogo, portano in valigia abbigliamento termico, scarponcini caldi, macchine fotografiche e la speranza di catturare l’aurora. Nell’era delle certezze, in cui tutto è pronosticabile con un margine di errore minimo, questa resta ancora una scommessa. Le luci fluorescenti che illuminano i cieli del nord sono il risultato di complesse interazioni tra il vento solare e il campo magnetico terrestre: esistono siti e app per le previsioni, ma chi arriva a caccia di aurore sa che, più che nella fisica, deve sperare nella fortuna.  

Il Wall Street Journal ha scritto che freddo, vento e oscurità sono gli alleati del  Bodø/Glimt. «Lo vedo negli occhi degli avversari quando arrivano a Bodø – ha detto al giornale americano il difensore centrale Jostein Gundersen – a essere onesti anche noi pensiamo che faccia davvero freddo, non è che non lo sentiamo. Ma sappiamo che per loro è molto peggio. Quindi speriamo sempre che faccia un po’ freddo, che ci sia vento, buio e neve». 

Francesca Milano ha scritto che i giocatori del Bodø/Glimt a queste condizioni sono abituati, i rivali che arrivano qui per le partite in trasferta lo sono molto meno. E non vale solo per le squadre di altri Paesi europei: anche gli altri team norvegesi hanno timore del clima di Bodø: non è un caso che la squadra capitanata da Saltnes abbia perso solo cinque partite casalinghe di campionato dall’inizio del decennio

La seconda storia passa dall’isola di Cipro e dallo città di Pafos, il posto dove Esiodo e Omero pensavano fosse nata Venere. Sarebbe un’altra debuttante, sebbene Cipro abbia avuto ai gironi quattro volte l’Apoel [ai quarti di finale nel 2012] e una volta l’Anorthosis. Alle spalle del Pafos ci sono gli investimenti di Roman Dubov, britannico di evidenti origini russe. O la Stella Rossa ribalta l’1-2 subito nel suo stadio di Belgrado all’andata, oppure la nuova Champions si mette sul petto la stella di un’altra bella novità. 

La terza storia è all’altra estremità del continente, dove i campioni kazaki del Kairat di Almaty hanno la chance di compiere un’impresa riuscita solo all’Astana dieci anni fa. All’andata sono andati a pareggiare 0-0 sul campo del Celtic, e oggi obbligano gli scozzesi a una vittoria in trasferta in mezzo a un  viaggio di andata e ritorno di 11 mila km – come racconta qui The Athletic.

Avere Norvegia, Cipro e Kazakistan al via smonterebbe ogni critica alla nuova formula e ogni nostalgia per quei bei Real Madrid-Progrès Niedercorn di una volta [c’è stato davvero: 1978]. 

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