I salti spaziali di Duplantis: come correre una maratona sotto le due ore

 

  A questo punto non si sa se restare strabiliati per il centimetro in più o per l’attitudine all’altezza. Il centimetro in più ha portato Armand Duplantis al primato del mondo per la tredicesima volta nella sua carriera. Nell’inseguimento a distanza che conduce alla leggenda di Sergej Bubka, il ragazzo che chiamiamo Mondo deve ancora colmare un solco: il sovietico-ucraino batté i suoi 14 record del mondo in 13 località diverse, sebbene di due soli continenti, l’Europa e l’Asia. I 6 metri e 29 toccati ieri sera, dodici in più rispetto alla prima volta di cinque anni e mezzo fa, aggiungono il nome di Budapest come decimo puntino sulla cartografia del cuore e dei primati di Duplantis dopo Torun, Glasgow, Belgrado, Eugene, Clermont-Ferrand, Xiamen, Parigi, Chorzow e l’amata Stoccolma: qui i continenti sono tre.

Fanno 12 centimetri in sei stagioni. Per salire da 5,94 a 6,06 Bubka ne impiegò cinque, ma è anche vero che 5,94 balzò in un colpo solo a 6 per la smania di abbattere un muro: trascorsero solo 11 mesi. Lo stallo più grosso arrivò dopo il 6,06. Bubka impiegò allora tre anni per aggiungere un solo centimetro, da Nizza 1988 a Shizuoka 1991 infilò pure una sconfitta agli Europei di Spalato, solo sesto a 5,70: annuncio del suo più clamoroso buco nell’acqua ai Giochi di Barcellona del ‘92, quando andò fuori con tre nulli. 

Più del 6,29 sconvolge forse la naturalezza di Mondo a certi capogiri. Il meeting di Ungheria è diventato la 77esima gara in cui ha superato i 6 metri. I tentativi di scavalcare l’asticella oltre quell’altezza sono diventati 115. A un mese dai Mondiali il signore delle vertigini ha risposto così al greco Emmanouil Karalis che credeva di averlo inquietato con il suo 6,08 saltato ai campionati nazionali. Seh. 

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“Per il grande pubblico – ha scritto Annabelle Rolnin per L’Équipe – Armand Duplantis è un saltatore con l’asta freddo, dotato e anche astuto, uno che batte il suo record mondiale centimetro per centimetro per aggiudicarsi ogni volta un piccolo montepremi, la stessa pratica un tempo adottata dal suo predecessore, Sergei Bubka”. Altri dobbiamo aspettarcene, sebbene l’asticella abbia tremato, ma “solo per mantenere la suspense nella saga più impressionante dell’atletica attuale”, perché il margine con cui è andato con il corpo dall’altra parte, noncurante della gravità, è stato immenso. Ha toccato con le gambe, ma il bacino era ben oltre. 

Duplantis aveva sbagliato un tentativo all’ingresso a 5,62, poi un’altra volta a 6,11. Anche il primo tentativo a 6,29 non è riuscito. In una celebrazione più misurata rispetto a Stoccolma, Mondo ha incrociato le braccia davanti al pubblico, prima di essere sollevato in aria da Emmanouil Karalis, perché il popolo dei saltatori con l’asta è tra quelli che hanno cambiato il senso della rivalità, come ha scritto Alessandra Giardini tempo fa su Domani, meglio fratelli che coltelli.

 

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“Possono essere vincenti, addirittura invincibili, ma i campioni di oggi hanno una priorità: vogliono stare bene, sentirsi parte di qualcosa di buono. In un mondo dove l’odio e i conflitti sembrano essere diventate le modalità standard di rapportarsi con il prossimo, c’è una generazione che dallo sport ha preso tutto il senso: conta il viaggio, non la meta. E il viaggio dello sport non lo fai da solo: per vincere e per perdere hai bisogno degli altri, e nessuno può sapere cosa provi meglio di chi fa la tua stessa fatica. Soltanto uno vince, gli altri perdono”.

ALESSANDRA GIARDINI, Domani

 

Dopo è andato a baciare la fidanzata, ha posato per un selfie con i genitori e gli allenatori. Ha abbracciato la sorella minore Johanna, 23 anni, anche lei saltatrice con l’asta. Dopo una stagione in NCAA dove ha portato il suo personale a 4,39 m, la studentessa della Louisiana State University ha partecipato alla competizione femminile e l’ha chiusa a 4,16: ottavo posto. 

Cosa ti serve per andare ancora più in alto? – avevano chiesto a Duplantis in inverno, dopo i 6,27. «Velocità – aveva risposto – probabilmente è quello su cui lavoro di più: velocità, forza, tecnica, tanti piccoli dettagli che contribuiscono ai grandi risultati. È così che si scoprono nuove informazioni su sé stessi e si trovano modi diversi per vincere. Ci sono sempre dei piccoli modi per migliorare e continuare a progredire». 

Secondo i calcoli delle tabelle di World Athletics che convertono in punti crono, misure e prestazioni, i 6 metri e 29 di Duplantis equivalgono a 100 metri corsi in 9.60 da un uomo e in 10.35 da una donna. È come una maratona conclusa sotto le due ore, anzi molto sotto le due ore: 1 ora 59 minuti e 10 secondi. 

“Duplantis vuol dire spettacolo. Arrivederci a sabato, in Diamond League a Chorzow, in Polonia: i 6.30 sono dietro l’angolo” ha scritto Andrea Buongiovanni sulla Gazzetta dello sport. È la pedana del 6,24 dell’agosto scorso. Sulla mappa c’è già. 

 

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Secondo la NASA Duplantis è oltre la fisica

La scienza ha trovato una formula per calcolare l’altezza massima a cui ciascun atleta può arrivare. La previsione scientifica di un suo salto, secondo la formula di Munroe è di 6,10. Come dire che Duplantis è già 19 centimetri oltre le previsioni della NASA. Dovrebbero dargli il premio Nobel per la fisica. Che in fondo è svedese come lui. 

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  Armand Duplantis nell’archivio di Slalom

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