Vietato lavorare in ferie: in F1 ci sono gli ispettori

 

Le vacanze sotto sorveglianza: non si possono neppure leggere le email

Questa è bella. Questa è proprio bella. La Formula 1 ha un regolamento anche per le vacanze. Sul serio. Le settimane estive senza GP – quest’anno sono due, nel 2016 furono tre – non sono ferie. È uno shutdown

La finestra è regolata dall’articolo 24.1 del regolamento. Stabilisce che tutte le squadre devono chiudere per quattordici giorni durante i mesi di luglio e/o agosto. Sebbene vi sia una certa flessibilità nel calendario, la maggior parte delle scuderie ha collocato i quattordici giorni tra lunedì 11 agosto e domenica 25, in modo da avere qualche giorno per il debriefing del Gran Premio d’Ungheria, vinto domenica da Lando Norris, e per prepararsi al Gran Premio d’Olanda del 31.

In fabbrica non sono consentite attività legate alla F1, incluso l’uso del simulatore, della galleria del vento, niente progettazione, niente sviluppo e niente produzione di componenti. La norma vale anche per i fornitori dei motori. È solo possibile riparare una vettura che abbia subito gravi danni durante l’ultima gara. Lo racconta L’Équipe stamattina ed è una sorpresa sconvolgente. James Allison, direttore tecnico della Mercedes, spiega che è vietato rispondere alle telefonate, leggere o inviare email. «Quindi possiamo restare a casa e prenderci quattordici giorni di vacanza, senza sentirci in colpa»

Le fabbriche non sono chiuse. Alcuni reparti, quelli slegati dalle prestazioni, tipo il marketing, l’amministrazione o la gestione delle finanze, possono lavorare. Tuttavia i dipendenti sono incoraggiati a prendersi le ferie, ma come dice Cary Grant a Dina Merrill che bacia Tony Curtis nei corridoi del sottomarino di Operazione Sottoveste, «di tutto hanno bisogno i miei uomini, tranne che di essere incoraggiati»

I team sfruttano il periodo per piccole ristrutturazioni all’interno della fabbrica, operazioni di fatto impossibili quando si lavora a pieno regime. La FIA può anche disporre delle ispezioni con visite a sorpresa in fabbrica, controlli delle e-mail e monitoraggio dell’attività delle macchine. Le sanzioni vanno dalle multe alla perdita di punti in campionato. Tutti i team rispettano la pausa, spiega il giornale francese. È un patto reciproco di non aggressione.

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