Lo spleen dei francesi senza i loro ventenni migliori

  L’appecundria di chi è sazio e dice ca è diuno trova nel dizionario italiano termini più vaghi e ristretti per la traduzione, o così almeno piace sottolineare da Pino Daniele in poi ai parlanti la lingua di Partenope. I francesi che come tanti altri hanno onorato la città con il loro dominio per restarne dominati [il babà, il bidet, ‘a buatta] devono aver fatto in tempo a conoscere quella indefinibile malinconia napoletana. Qualche anno dopo la mescolanza e la contaminazione dovuta a Giuseppe Bonaparte, la troviamo paro paro nella poesia di Baudelaire. L’appecundria la chiamano spleen. 

Tutto questo per dire che di spleen era piena ieri la sala stampa dello stadio MSK di Zilina, dove una trentina di giornalisti georgiani si sono accalcati per la vigilia della partita Under-21, mentre i francesi erano trenta volte meno, cioè uno, il tipo de l’Équipe che riferisce tutto questo sul suo giornale in evidente stato di alterazione che gli scoppia ‘mpietto. 

Metà dei giornalisti georgiani, si legge, portava la maglia della nazionale e l’altra metà la maglia del Napoli, uno di loro con il nome di Kvaratskhelia scritto a pennarello. L’Équipe approfitta di questo paraustiello [ma qui la parola viene dalla dominazione spagnola] per dire che c’è “un entusiasmo completamente diverso” intorno alla partita. La Georgia ha vinto all’esordio contro la Polonia [2-1, mercoledì], la Francia ha pareggiato 0-0 con i portoghesi e stamattina si riaffaccia tutto lo spleen per l’assenza di Désiré Doué, Rayan Cherki, Maghnes Akliouche ed Enzo Millot.

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