Il colpo di Pogacar alla prima tappa del Delfinato

 

Gli svitati hanno colpito ancora

È con il ripescaggio di una parola desueta che Alexandre Roos apre le danze dalla prima tappa del Giro del Delfinato, pronti-via, Tadej Pogacar in maglia gialla, primo sul traguardo di Montlucon davanti a Vingegaard, Van der Poel, Evenepoel. Uno, due, tre e quattro in fila. I quattro migliori corridori al mondo. Come una Classica. Lo sloveno e il danese ai primi due posti si sono visti in tutto per 23 volte, 17 delle quali al Tour de France. Un lusso. 

Roos li chiama zinzins, nel francese colloquiale sta per svitati, suonati, oppure per dire coso, passami quello zinzin che devo pelare le patate.  È stato Tadej a vincere, ma è stato Jonas ad accendere la miccia, quando i velocisti pensavano di averla fatta franca e di poter avere una possibilità allo sprint. Avevano il diavolo in corpo – scrive l’immaginifico inviato de L’Équipe – erano come cuccioli furiosi usciti da una scatola di scarpe dopo settimane di reclusione. Non c’è terreno che non vogliano annettere. Gli organizzatori possono scavare dappertutto per trovare percorsi attraenti, in realtà bastano questi pazzi alla partenza perché la corsa sia scintille, fumo, fuoco.

Pogacar si è preso l’ottava vittoria in 15 giorni di gara, alla fine si è quasi scusato. Dice di aver seguito le ruote degli altri, non voleva scatenare il Kaos. Ma Vingegaard è in forma e voleva farcelo sapere: eccolo il colpevole di giornatacon un’azione che potrebbe essere l’annuncio di una mutazione nelle strategie. Ci affidiamo a Roos quando spiega che il danese ha certamente corso in modo offensivo, senza pensare alle conseguenze, dimenticando i secondi di bonus che avrebbe probabilmente perso in volata contro il suo principale avversario. Ne ha concessi quattro, ma non si è bruciato, e questo leggero cambio di direzione, se confermato, potrebbe essere una benedizione e la promessa di battaglie totalmente folli. Quante volte ha rifiutato un cambio a Pogačar in passato, per paura di essere umiliato dall’avversario, di disobbedire ai dirigenti della sua squadra che gli avevano ordinato di rimanere nella cuccia e nelle celle della loro tabella strategica disegnata su Excel?

 

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