Opta: I numeri danno ragione al club
Il calcio è proprio brutale. Ange Postecoglou ti porta il primo trofeo dopo 17 anni, il primo titolo in Europa in quattro decenni, la qualificazione al bancomat della Champions League e tu lo cacci. Capolinea. In effetti in campionato gli Spurs hanno chiuso quella che gli analisti din Opta definiscono “una delle stagioni più sconcertanti che si possano mai vedere”, un campionato chiuso al 17° posto, uno solo sopra la zona retrocessione. Il loro peggior risultato nell’era della Premier League e il peggiore in qualsiasi stagione serie A dal 1976-77, l’ultima retrocessione. La parata con il trofeo a Londra aveva fatto immaginare un cambiamento di prospettiva. Non nel presidente Daniel Levy, convinto che la squadra abbia fatto dei passi indietro.
“Il suo calcio – spiegano gli analisti di Opta – ha avuto successo in Australia, Giappone e Scozia, ma i suoi difetti sono emersi nel duro mondo del calcio di alto livello in Inghilterra. Il Tottenham ha segnato molti gol sotto la sua guida – 64 in Premier League in questa stagione, quanti il Chelsea, quarto in classifica, e più di altre 12 squadre – ma ne ha subiti con troppa facilità”.
Solo le tre squadre retrocesse e i Wolves ne hanno presi di più rispetto agli Spurs [63]. Questo suo stile, spiega Opta Analyst, è andato bene finché gli Spurs vincevano, le prime 10 partite della stagione 2023-24, “è stato visto come una ventata di aria fresca: si è guadagnato molti ammiratori in una tifoseria stanca di guardare il calcio di José Mourinho e di Antonio Conte. Ma quando gli avversari hanno capito come metterlo in difficoltà, Postecoglou è rimasto fermo sui suoi principi, rifiutandosi di cambiare, indipendentemente dalle circostanze”.
Segue analisi parecchio nerd su distanze percorse, capacità di sprint, corse senza palla, pressing nell’ultimo terzo di campo. “Alla fine il club si è lasciato guidare dai dati e non dalle sensazioni, ed è difficile discutere davanti ai numeri”.