Non più di cinquanta
È arrivato il momento di immaginare un limite di partite stagionale per ogni giocatore. Almeno questo pensa Miguel Ángel Gil, amministratore delegato dell’Atlético Madrid, e Alfredo Relaño, decano dei giornalisti calcistici di Spagna, giurato nazionale per il Pallone d’oro, gli dà ragione.
Lo ha scritto su El Pais ammettendo che “si tratta di una soluzione fantasiosa e quindi strana, che dispiacerebbe ai tifosi e confonderebbe gli allenatori, ma è una proposta che vale la pena di prendere in considerazione ora che non ce n’è altra”.
Il dibattito sugli impegni dei giocatori si riaccende di tanto in tanto, solo che quel di tanto in tanto coincide in modo puntuale e sospetto con gli impegni delle Nazionali. Appena i campionati e le Coppe XL si fermano, nelle settimane in cui i Bancomat smettono di erogare contante, c’è qualcuno che da qualche parte scopre l’affollamento dei calendari. Bisogna avere il montepremi del Mondiale per club per ottenere il silenzio intorno a un torneo che di fatto estende la stagione a 12 mesi effettivi, dal luglio del ritiro scorso al luglio della finale mondiale in America, prima di tornare in ritiro e cominciare la stagione successiva: quella che porterà ai Mondiali.
Relaño sottolinea “l’irruzione repentina e sgradevolmente mourinhizzata di Ancelotti” dinanzi all’ipotesi che un calciatore del Real Madrid chiuda la sua stagione con 82 presenze. “Perché i calciatori non si alzano in piedi a protestare, vi chiederete? Innanzitutto – spiega l’editorialsta di El Pais – perché più competizioni e più partite significano più soldi per loro [e anche per gli Ancelotti che fanno leva sulla loro stanchezza]; in secondo luogo perché il problema riguarda solo pochi: coloro che giocano i tornei europei fino alle fasi finali e sono fondamentali per le loro Nazionali. In tutta Europa non saranno più di un centinaio, non conto le Americhe perché quasi tutti i suoi internazionali sono qui. Per il resto, per l’altro 95% di calciatori, si tratta di un problema lontano, o un problema dei compagni di squadra che può addirittura aiutare a trovare più spazi in una squadra dove le rotazioni sono necessarie. È quindi improbabile che la FIFPro prenda seri provvedimenti.
Il punto è individuare il numero, il punto è stabilire quante siano le partite sostenibili. Bisogna stabilirlo senza finire nell’imbuto di Massimo Troisi con Robertino.
L’idea di Gil sostenuta da Relaño prevede non più di 50 partite all’anno per il proprio club e non più di cinque in nazionale. “Gli allenatori e i cittì lavorerebbero con questo vincolo, sapendo cosa aspettarsi. Nella pratica le cose vanno già un po’ in quella direzione, a causa degli infortuni e del turn-over dettato dalla prudenza. Si tratterebbe di un regolamento chiuso che garantirebbe la salute e la buona forma dei giocatori ed eviterebbe lo sfruttamento di quelli essenziali come Valverde. Il continuo aumento delle sostituzioni non funziona più”.