sabato 15 marzo 2025
#1 giorno al Mondiale di F1
🟨 Federica Brignone ha vinto il Super-G di La Thuile con un centesimo di vantaggio su Sofia Goggia e la Coppa del mondo è quasi sua 🟨 Il cittì Spalletti ha chiamato Casadei e Ruggeri per la prima volta in Nazionale per le due partite di Nations League contro la Germania 🟨 Il Genoa ha battuto il Lecce 2-1 nell’anticipo di campionato 🟨 Marc Marquez ha battuto il record della pista nelle pre-qualifiche del GP d’Argentina, 2° posto per Di Giannantonio. Stasera la Sprint Race 🟨 Le due McLaren hanno dominato le qualifiche del primo GP di F1 della stagione: Lando Norris partirà dalla pole e al suo fianco Oscar Piastri. Seconda fila per la Red Bull di Max Verstappen e la Mercedes di George Russell. Solo settima e ottava le Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton 🟨 Mirra Andreeva ha battuto di nuovo Iga Swiatek e giocherà la finale di Indian Wells contro Aryna Sabalenka 🟨 Sedicesima vittoria di fila per i Cleveland Cavaliers in NBA: hanno battuto Memphis nonostante 44 punti di Ja Morant
Che cosa stanno leggendo in Europa
🟨 Inghilterra: Le prime convocazioni di Tuchel e il primo GP di Hamilton ferrarista 🟨 Spagna: Madrid contro Barcellona, Barcellona contro Madrid 🟨 Francia: L’attesa per il Sei Nazioni 🟨 Italia: Aspettando Atalanta vs Inter
| Luigi segue solo le Ferrari
Cars
prima di tutto
La candidatura di Lando Norris al trono della velocità
DI ROBERTO LIBERALE
Come da pronostico, la McLaren fa uno-due nelle qualifiche del GP di Australia, con Norris davanti all’idolo di casa Oscar Piastri. Ci sarà da capire se la scuderia di Stella e Brown deciderà una strategia di gara o se i due piloti saranno entrambi liberi di competere per la vittoria. Ricordando le “papaya rules”, la seconda ipotesi sembra più probabile.
Un po’ a sorpresa, ma con lui è sempre difficile parlare di sorpresa, al terzo posto c’è Max Verstappen. Che, come al solito, con la sua bravura alla guida compensa i potenziali deficit della Red Bull RB21.
panorami
Il posto dove si frena 7 volte a giro
E dunque tutto ricomincia da qui, come una volta. “L’Australia – scrive L’Équipe – aveva perso l’abitudine di essere al centro dell’attenzione. Dobbiamo tornare al 2019, prima del Covid e del lockdown, per trovare traccia di un lancio australiano. Da allora la F1 è partita dall’Austria e poi dal Bahrein. Nessun problema per gli abitanti di Melbourne, lo scorso anno arrivati con una cifra record, 452.000 spettatori per l’intero weekend”.
Tutto ricomincia con quattordici curve da prendere e lasciare ogni 5 km e 278 metri lungo l’Albert Park, il circuito cittadino di Melbourne. Sette sono state ritoccate per renderle più veloci rispetto al passato. La prima, a destra dei piloti, è stata ampliata di due metri e mezzo, la terza di quattro, la sesta di sette e mezzo. Le curve 9 e 10 sono le due chicane rimosse per creare un rettilineo, mentre la 13 ha subito un riallineamento per creare un angolo stretto. Una è dedicata a Graham Hill. Suo figlio Damon fu il primo a imporsi a Melbourne in F1 nel 1996, guidava una Williams e poi vinse il Mondiale.
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Guida allo sport in tv di oggi
persone
I debuttanti
Ci sono cose che dei rookie non sappiamo. Niccolò Severini le ha messe in fila su Sky Sport Insider. Per esempio il numero scelto da Gabriel Bortoleto, il numero 5, è quello con cui ha vinto in F3 e lo stesso che prendeva da piccolo sui kart.
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voci Andrea Stella, team principal McLaren
➣ È pronto a una nuova sfida McLaren-Ferrari?
«Non lotteremo solo in due. Vedo almeno quattro team in grado di competere per il vertice, e i top 4 possono diventare top 5. Noi fino a due anni fa non eravamo top e lo siamo diventati in fretta; quindi, mi aspetto che possa accadere anche per Alpine o Williams. Prevedo una delle stagioni più equilibrate di sempre, una competizione mai vista».
➣ Addirittura?
«Sì, se penso all’affidabilità raggiunta da tutti. Una volta i campionati venivano decisi dalle rotture, ora non più». – intervista di daniele sparisci, Corriere della sera
L’Équipe non ci riesce, non ci inganna. Anche se sono poche righe, anche se non c’è la firma, si capisce che da Pergola, Italia, sta scrivendo l’immaginifico Alexandre Roos. Si capisce quando dice che “ci aspettavamo di vedere in azione figure più magre, ma le bestie hanno comunque avuto la meglio, a partire dal sorprendente Fredrik Dversnes, ultimo modello di motosega norvegese della Uno-X, che ha tagliato l’asfalto per 200 chilometri sopravvivendo alla rimonta dei favoriti dopo la fuga mattutina”.
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motoGP
Il Liverpool deve sbrigarsi: non ha molto altro tempo per vincere
È la tesi di Jonathan Liew sul Guardian. Dopo la partita che ha buttato fuori i Reds dalla Coppa dei Campioni, l’editorialista del giornale inglese si è messo a studiare il linguaggio del corpo dei giocatori del Liverpool e ha dedotto che “non si trattava di una sconfitta ordinaria, di una battuta d’arresto ordinaria. Mohamed Salah era completamente inconsolabile. Così come Darwin Núñez, il cui rigore sbagliato è stato il punto di svolta della serie. Il Liverpool non era obbligato a vincere la Champions League in questa stagione. Ma si poteva intuire nel dolore quanto pensavano di averne la possibilità”.
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Spagna
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Valdano ce l’ha con la VAR per il rigore di Alvarez
Era fatale, inevitabile. La colonna più attesa della settimana sui giornali di Spagna, la rubrica di Jorge Valdano su El Pais, si occupa stamattina del rigore a due tocchi di Julian Alvarez in Atlético-Real di Coppa dei Campioni. Valdano è un cuore così blanco ma stavolta prevale un altro aspetto, il suo emisfero da conservatore in una mente aperta al ragionamento. Non è un mistero che Valdano si sia iscritto da tempo al partito degli scettici sul conto della VAR. Si fa trovare là anche stamattina, quando dice che il calcio è arretrato sotto molti aspetti, ricordando una grande citazione di Javier Marías: Il calcio è il recupero settimanale dell’infanzia.
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Francia
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Francia
Da ragazzino irrequieto ad allenatore esigente ma riconoscente. Questo è Roberto De Zerbi, allenatore del Marsiglia nel racconto che ne fa L’Équipe alla viglia della partita di domani sera contro il PSG, la prima contro la seconda in Ligue 1. Il giornale francese ha mandato un inviato in Lombardia “sulle sue orme”, a ricostruire la formazione e la carriera di un uomo che “nonostante abbia viaggiato in tutta Italia e in Europa ha sempre mantenuto stretti legami con le persone incontrate lungo il cammino”. La definizione con cui si apre il pezzo è “fottuto fanatico” del pallone sin dal principio, da quando la casa della famiglia a Brescia si affacciava sul centro sportivo dell’U.S. Mompiano. Il viaggio alle radici di De Zerbi si trova qui mentre su carta occupa due pagine piene piene.
All’ombra dell’ultimo fiore si era assopito un calciatore
Che cosa hanno in comune Zlatan Ibrahimovic, Mohamed Salah, Phil Foden, Lucas Hernandez, Jonathan Clauss, Mathias Pereira Lage? La pesca. Vanno tutti a pesca. Così l’Équipe stamattina si gioca due pagine così, di fotografie nelle quali se ne stanno orgogliosamente in posa con i loro trofei marini, mentre l’ex attaccante Benjamin Psaume dice che il giocatore di calcio, con quell’enorme peso di stress che si porta dietro ogni domenica, trova nella pesca un’evasione mentale.
Che cosa succede adesso con Ibra nel Milan
Stasera il Milan torna in campo contro il Como cercando chiarezza dentro di sé. Su Sky Sport Insider Peppe Di Stefano ha fatto notare che dopo il viaggio di Furlani in America e la rinnovata fiducia da parte di Cardinale, qualcosa è cambiato per Ibrahimovic. A Milanello non è visto per tre giorni consecutivi. “Un’assenza che si è notata, per l’uomo chiamato a seguire quotidianamente il lavoro della squadra per tastarne gli umori e per prendere di conseguenza decisioni. Da Milanello filtra che non sia nelle migliori condizioni di salute, cosa più che plausibile in questo periodo dell’anno. Ma è chiaro che valutazioni sul suo futuro e sul suo ruolo le stia facendo. Proprio questo è il nodo. Con la fiducia rinnovata da Cardinale a Furlani, Zlatan dovrà capire cosa fare e soprattutto se accettare la subordinazione all’amministratore delegato rossonero, quando prima invece fra i due non c’era gerarchia verticale”.
Quanto alla panchina, scrive Sky Sport Insider che “a Conceiçao restano dieci partite. Dieci, più quelle di Coppa Italia come wild card per salvare la stagione. Per convincere o per salutare. In un modo o nell’altro, a giugno ci sarà una rivoluzione. Di nuovo”.
atalanta-inter
L’ammorbidente di Carnesecchi
➣ Carnesecchi, ma adesso la parola scudetto tra di voi la dite o è ancora tabù?
«In verità lo sapevamo dall’inizio che avremmo potuto puntare molto in alto, solo che finché giochi una partita dopo l’altra non ci pensi. Ora però sì, la parola scudetto nello spogliatoio circola, anche se non ancora con tutta la chiarezza del mondo. Tanto, se anche battessimo l’Inter domani probabilmente non saremmo primi. È l’ultimo chilometro: non è il momento di lanciare lo sprint, ma di posizionarci bene».
➣ Rispetto all’Inter, avrete il vantaggio di non fare le coppe.
«Non è un vantaggio, anzi. Giocare di continuo è un benefit, tieni alti il ritmo e la concentrazione, mentre nelle settimane vuote è più difficile mantenere la carica mentale giusta. Contro la Juve ci siamo riusciti».
➣ In cosa si sente migliorato?
«Prendendo sicurezza giochi meglio. Gasp aveva ragione quando diceva che dovevo mettere i piedi nell’ammorbidente, ma è grazie alla tranquillità che adesso calcio bene. Prima sparavo la palla dove capitava. È stato importante il lavoro mentale su me stesso».
➣ Si è fatto aiutare?
«Da quando lavoro con un mental coach sono cresciuto tantissimo. Devi essere disposto ad ascoltare e non pensare che l’aiuto non ti serva. E devi accettare che ti metterà le mani dentro al cervello. Ti insegna un modo diverso di respirare, di pensare». – intervista di emanuele gamba, Repubblica
La Francia a una partita dal Sei Nazioni
Nelle ultime 14 edizioni, la Francia ha vinto il Sei Nazioni una volta sola, era metà marzo del 2022 e quel giorno la Nazionale italiana aveva battuto il Galles spezzando una serie di 36 sconfitte di fila. Renaud Bourel scrisse su L’Equipe che “la Francia è entrata nell’era dei mutanti. Un’autentica dimostrazione di potere. Questa squadra non è l’erede di nessun’altra. Diffonde un’onnipotenza che non avevamo conosciuto o sperimentato di rado in passato. In ogni caso, mai con questa ricorrenza: da una partita all’altra, da una meta all’altra, da un’azione all’altra. Questa regolarità nell’intensità, la volontà incessante di fare il proprio lavoro, cadere, rialzarsi, ricominciare”.
Avevano davanti un Mondiale da organizzare in casa e da provare a vincere per la prima volta. Non è successo. Hanno sacrificato lo scorso Sei Nazioni per un oro olimpico, e quello è arrivato. La vittoria in Irlanda dell’altra settimana ha messo i francesi nelle condizioni di riprendere quel famoso filo dei mutanti e dell’onnipotenza di Antoine Dupont.
Ora Dupont ha un legamento crociato rotto e senza di lui la squadra deve battere la Scozia stasera allo Stade de France, senza molti altri calcoli. “Una sfida alla portata – dice stamattina I’Équipe – che non seppellirà tutti i rimpianti ma convaliderà il progresso di questa generazione lanciata verso il 2027. Una battuta d’arresto, difficile da immaginare, avrebbe altre conseguenze“. Il 2027 significa sempre e ancora: i Mondiali.
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I cattivi pensieri di Paolo Camossi
Paolo Camossi, ex allenatore personale di Marcell Jacobs, è oggi il responsabile dei salti per la federazione. È il responsabile ma Larissa Iapichino è sempre allenata da papà e Andy Diaz sempre da Fabrizio Donato. E dunque? Dunque è un ruolo così, intermedio, sta tra il direttore tecnico, i capi settori, i coach personali. Stamattina c’è una lunga intervista con lui su la Stampa, dove Giulia Zonca gli ha chiesto del passato [Jacobs], del futuro [Furlani e Iapichino] e del presente, cioè l’inchiesta per spionaggio sul fratello di Tortu.
«Pensi sia impossibile, poi realizzi che per un anno e mezzo qualcuno ha guardato dentro la tua vita ed è un film. Al di là di quello che poi stabilirà la magistratura, mi resta il senso della totale assurdità: non pensi di poter essere intercettato perché alleni un ragazzo che vince. Jacobs ha fatto qualcosa di straordinario, ha cancellato certe gerarchie sportive e sociali, ha annullato anche qualche programma altrui. Arrivava da una realtà ben diversa da chi vinceva in quegli anni, pure da una specialità differente. Non era calcolato e in un attimo, in 9 secondi e 95 e dopo addirittura in 9″80, ha rimosso quasi tutto quel che c’è stato prima di lui, tranne Mennea. Noi, la sconfitta l’abbiamo sempre accettata e trasformata in motivazione. Sia da atleta sia da allenatore ho sempre trovato stimoli negli avversari. Non è semplice accettare che arrivi qualcuno di nettamente più forte e ti batta e non è scontato che l’intero movimento circostante apprezzi il progresso. In pista ci si giocava tanto ed è normale che i rapporti non potessero restare stabili. La rivalità funziona così: io in pedana, nei Novanta e Duemila, me la vedevo con Fabrizio Donato e l’agonismo era tremendo. A volte a fine gara ci si salutava, a volte ci si girava dall’altra parte. È lo sport. Aspettiamo l’inchiesta, ma spiare è inaccettabile, è violenza».
Camossi torna sui “cattivi pensieri” circolati su Jacobs dopo l’oro olimpico e dice: «Quello che è successo a Tokyo ha fatto saltare tanti per aria. I Giochi li vincono gli americani e i giamaicani, si è inserito un italiano e ha dimostrato che con il lavoro giusto si raggiungono i sogni più impossibili. Non è andato giù. Ho sentito tante cose e ci sono rimasto male: qualcuno dell’ambiente ha cavalcato le diffamazioni. Tentativo maldestro». Quando parla di Jacobs, dice che «l’atleta è giustamente un animale egoista, se perde la fiducia è corretto che cambi aria, pur di mantenere rispetto e riconoscenza da entrambe le parti. Devo tanto a Marcell: ho avuto la fortuna di trovare un talento che si è affidato e fino a che è andata così ha funzionato».
Il conto alla rovescia di Federica Brignone
Federica Brignone ha vinto la Coppa del mondo senza averla ancora vinta. Ha 382 punti di vantaggio su Lara Gut-Behrami con quattro gare davanti, le quattro finali di Sun Valley, ma sono quattro solo in teoria perché né lei né la svizzera faranno lo slalom.
Le mani sulla Coppa sono definitivamente allungate qui a La Thuile, casa sua, dove il circuito è venuto per la terza volta dopo il 2016 e il 2020. Brignone non aveva mai vinto prima sulla pista di casa, davanti alle amiche che se ne stavano sotto un gazebo rosso a vendere gadget. L’ha fatto nel secondo Super-G di una settimana stravolta dal meteo, con il decimo successo della sua immensa stagione, mentre il presidente del fan club Rudy Valet racconta in giro di conoscerla da quando aveva 8 anni, quando d’estate andava a sciare sul Cervino e alloggiava nel suo albergo. Lui le disse che le vedeva nella luce degli occhi un destino da grande campionessa e oggi se ne vanta, lo aveva capito prima di tutti, e a tutti lo va dicendo.
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Non una gran figura per la Nazionale mundial in Grecia
15 MARZO 1985 DI GIANNI BRERA
“Ho assistito al settimo Grecia-Italia – amichevole – e qui ve ne rendo conto. Sul magnifico stadio Olimpico di Atene ha infuriato l’acquivento per quasi tutto l’incontro. Non essendoci sole, non ho potuto dedurne l’orientamento dello stadio e quindi non so da quale parte lo investisse il vento. Certo ha spirato a favore dei greci nel primo tempo e degli azzurri nel secondo. Ingolfandosi nel catino dello stadio, il vento portava la pioggia a cadere anche in tribuna stampa che pure è coperta. Il freddo che ho patito non è stato da poco. Tuttavia ho avuto il coraggio di annotare, dopo quindici minuti: “I nostri fighetti non giocano poi tanto male”. Era puro ottimismo, però eroico.
Gli azzurri masturbavano calcio come ho imparato a dire con la giunta latina: masturbatio non facit liberos (non fa figli nè gol). A darsi veramente da fare erano in pochi. I rischi maggiori li ha corsi Di Gennaro sbagliando tiri e lanci da lontano. La sola palla-gol del primo tempo è stata rifinita in appoggio da Altobelli a favore di Rossi, libero sulla destra: incontro al cardellino bianconero si è mosso esitante Sarganis: la conclusione ha sciaguratamente sorvolato il portiere e la porta dei greci. Rossi ha sbagliato il gol e altro che non va ricordato per bontà d’animo.
L’annotazione più seria riguarda le nubi perlacee che il vento sospingeva contro di noi: avevano il colore degli storioni sul chilo e mezzo-due chili che io e mio cugino Ercole inamammo una certa vigilia di Pasqua davanti al mollente di Arena Po.
Dopo il Mundial 1982 non ho più il coraggio di escludere tassativamente che anche le galline possano dare latte. Però in condizioni normali questa è una squadra da quinto-sesto posto, con l’aggravante di non poter avanzare in incognito come è capitato a certe sue precedenti edizioni”.
Lo Slalom mentre succede
Le immagini della notte dalla NBA e da Indian Wells
Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.
Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link
Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. A cosa serva non si sa, però pare che fa molto fico.