Un nuovo Marquez sulla Ducati
Hanno calcolato che da 1931 giorni Marc Marquez non era in testa alla classifica del Motomondiale. Ha preso il comando ieri nella Sport Race e poco fa ha aumentato il suo distacco vincendo anche la gara lunga della Thailandia. Lo abbiamo aspettato per arrivare in mail. Maria Guidotti sul Giornale scrive stamattina che Marquez si è già preso la Ducati, Massimo Calandri su Repubblica riferisce che lui “giura di non essere mai stato così veloce. E comodo. In sella si trova tanto bene, da non aver bisogno di esagerare. Ma come? Lui, quello che ha sempre cercato il limite a ogni costo? Sì: ha appena scoperto che non ne vale la pena, quando i tuoi sogni si realizzano d’incanto. Marc Marquez e la Ducati: è scoppiato l’amore. Marquez ha fatto il vuoto dietro sé con una semplicità sconcertante: dopo il miglior tempo in qualifica, al via della sprint è andato in testa e chi lo ha visto più? Secondo molti, quello di quest’anno è un copione scontato: il pilota numero uno, sulla moto numero uno”.
★★★★★ Sono cinque infatti le stelline che L’Équipe assegna a Marc Marquez in chiave Mondiale perché l’equazione è semplice. “Il pilota più dotato della sua generazione riuscirà a non vincere il titolo con la moto più veloce? Marc Marquez ha tutte le carte in regola per puntare al settimo titolo MotoGP e raggiungere Valentino Rossi. Passato da Gresini al team ufficiale Ducati, non soffrirà più lo svantaggio di una moto vecchia di un anno, il motivo che lo ha rallentato nel 2024. La sua fame di vittorie è immensa, la sua capacità di adattamento fenomenale. Ma con Francesco Bagnaia ha una concorrenza interna che non sperimentava da tempo”.
★★★★☆ E viceversa. Francesco Bagnaia ha un nemico nello stesso garage. “Tra motivazione e destabilizzazione – scrive il giornale francese – il confine può essere sottile. Pecco ha più difetti di Marquez ma pure una conoscenza perfetta della Desmosedici e del team, oltre a un’esperienza ineguagliabile: lotta per il titolo ogni anno dal 2021. Ha più da guadagnare che da perdere e viene da una stagione eccezionale con 11 vittorie in un GP”
★★☆☆☆ Due stelline per uno Jorge Martin costretto a saltare il GP d’esordio e pure il prossimo, per Pedro Acosta della KTM, lo spagnoletto che “si è perso un po’ lungo il percorso. Resta da vedere quale potenziale abbia la KTM, sprofondata in una crisi finanziaria che potrebbe ostacolarne lo sviluppo”.
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Come se la passa il povero Quartararo
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Ma i francesi sono ovviamente concentrati su Fabio Quartararo – che fu campione del mondo appena quattro anni fa. Scrivono che c’è stato un tempo in cui il pilota arrivava ai GP “sostenuto da un ricordo fresco e glorioso”. Jerez per esempio è la pista della sua prima vittoria in MotoGP nel 2020. Misano la sede del suo fragoroso Mondiale 2021. Il Sachsenring è il posto culmine di una magica sequenza di risultati, tre podi consecutivi tra cui due successi [nel 2022]. Ma ora non esiste più un circuito benedetto, “al pilota francese restano solo terre ostili, sulle quali non può più mettere piede senza essere accompagnato da fantasmi che gli sussurrano la loro disperazione”
Quartararo non vince una gara da due anni e mezzo. Un anno fa si è classificato 13esimo, senza riuscire mai a salire sul podio, né in gara Sprint né in un GP. “Un riflesso della lunga eclissi Yamaha – considera L’Équipe – un ammirato costruttore che non si è accorto di essere stato superato”.
La Thailandia è per lui il posto più crudele, il posto dove nel 2022 ha chiuso 17esimo sotto la pioggia: “La difesa del titolo era svanita quasi ovunque nella seconda metà della stagione, ma il Buriram le aveva inferto un colpo mortale nel giorno in cui la squadra aveva sbagliato la pressione degli pneumatici”
| Voglio vivere le cose in modo positivo
FABIO QUARTARARO
Giovedì si è presentato al paddock con i bicipiti in mostra, vestito solo di una canottiera bianca, mentre gli altri piloti erano in tenuta classica. “Se il francese era vestito in quel modo – dice il giornale – è perché si ostina a non vedere le cose di un colore che sia nero. El Diablo sorride. Aveva già iniziato a mandare baci alle telecamere durante i test pre-stagionali. Anche davanti ai media il cambiamento è palpabile. Mentre si dirige verso la sala stampa, gioca a basket con una bottiglia vuota che getta maldestramente nel cestino della spazzatura, risponde alle domande senza brontolare, anche quando fanno riferimento alla sua impotenza. E la Yamaha sta mostrando segnali di ripresa da diversi mesi. La situazione resta fragile. Secondo alcuni, un fallimento in Thailandia potrebbe far tornare il rosso sulle guance del pilota”.
Corriere della sera: “Hamilton-Leclerc l’intesa funziona più della macchina” – Vasseur: «Lewis è un bene per Charles» ➔ Daniele Sparisci ha scritto: “Al netto del guasto che gli ha impedito di effettuare la simulazione di gara, Hamilton ha raccolto impressioni positive, ha trovato più facile da guidare questa Ferrari rispetto alle Mercedes delle ultime generazioni (quelle dal 2022 in poi) che lo facevano sobbalzare, è stato due volte su tre davanti a Leclerc. A questo punto della stagione non conta, ma fa morale. Dai test Charles esce con più incognite e con meno motivi per essere soddisfatto del compagno, non ha trovato tutte le risposte che cercava e a livello mediatico — lo ha ammesso anche lui — è stato oscurato.